Nucleare e propaganda
Ormai non li ferma più nessuno e sono scesi in campo i due quotidiani più lecchini del paese. Uno lo posso capire perché è del fratello del presidente del consiglio (mi sono stufato di scriverlo maiuscolo, scusate):
l'altro un po' meno:
[...] Quindi, se da un canto bisogna gioire perché riprendiamo un cammino interrotto, dall'altro siamo costretti a riflettere sulla miseria della sinistra, causa della nostra arretratezza. Fu infatti lo schieramento progressista (socialisti e comunisti compresi) a promuovere negli anni Ottanta un referendum antinucleare suicida, approvato il quale (dai cittadini rimbambiti dalla propaganda) furono dismessi impianti già ultimati e sul punto di essere inaugurati. Una rara prova di imbecillità collettiva di cui abbiamo pagato e paghiamo ancora un prezzo salato in termini economici e di modernità. Verdi e affini infatti con i loro veti hanno impedito di utilizzare l'energia atomica, ma non sono stati capaci d'inventarsi un'alternativa e così siamo andati avanti decenni a consumare petrolio in quantità crescente, costringendo l'Italia a dipendere dai Paesi arabi (e islamici, gli stessi che poi ci ringraziano con attentati terroristici) [...]
Il bello è che Feltri parla di cittadini rimbambiti dalla propaganda, a proposito del referendum del 1987.
Non so voi, ma quando votai no all'epoca lo feci totalmente consapevole e nessuno mi consigliò di farmi vedere da un medico.
Il bello è che la Spagna, per fare un esempio, nel 2012 avrà chiuso del tutto con il nucleare.
La gestione delle scorie - leggo su Il Manifesto - è il motivo addotto da Obama per chiudere di nuovo ogni finanziamento governativo ai programmi di nuove centrali nucleari negli USA.
Da noi, tanto per colmare il vuoto di cui scrive Feltri, ci raccontano che le bollette saranno meno care. Da noi fanno scuole che crollano e si mettono a costruire centrali nucleari.
Siamo avanti!












