mercoledì 25 febbraio 2009

Nucleare e propaganda

Ormai non li ferma più nessuno e sono scesi in campo i due quotidiani più lecchini del paese. Uno lo posso capire perché è del fratello del presidente del consiglio (mi sono stufato di scriverlo maiuscolo, scusate):


l'altro un po' meno:


[...] Quindi, se da un canto bisogna gioire perché riprendiamo un cammino interrotto, dall'altro siamo costretti a riflettere sulla miseria della sinistra, causa della nostra arretratezza. Fu infatti lo schieramento progressista (socialisti e comunisti compresi) a promuovere negli anni Ottanta un referendum antinucleare suicida, approvato il quale (dai cittadini rimbambiti dalla propaganda) furono dismessi impianti già ultimati e sul punto di essere inaugurati. Una rara prova di imbecillità collettiva di cui abbiamo pagato e paghiamo ancora un prezzo salato in termini economici e di modernità. Verdi e affini infatti con i loro veti hanno impedito di utilizzare l'energia atomica, ma non sono stati capaci d'inventarsi un'alternativa e così siamo andati avanti decenni a consumare petrolio in quantità crescente, costringendo l'Italia a dipendere dai Paesi arabi (e islamici, gli stessi che poi ci ringraziano con attentati terroristici) [...]


Il bello è che Feltri parla di cittadini rimbambiti dalla propaganda, a proposito del referendum del 1987.
Non so voi, ma quando votai no all'epoca lo feci totalmente consapevole e nessuno mi consigliò di farmi vedere da un medico.
Il bello è che la Spagna, per fare un esempio, nel 2012 avrà chiuso del tutto con il nucleare.
La gestione delle scorie - leggo su Il Manifesto - è il motivo addotto da Obama per chiudere di nuovo ogni finanziamento governativo ai programmi di nuove centrali nucleari negli USA.
Da noi, tanto per colmare il vuoto di cui scrive Feltri, ci raccontano che le bollette saranno meno care. Da noi fanno scuole che crollano e si mettono a costruire centrali nucleari.
Siamo avanti!

martedì 24 febbraio 2009

Nucleare: punti di vista

Sondaggio di corriere.it:


Sondaggio di repubblica.it:


L'Italia è spaccata in due, i miei maroni in quattro.

domenica 22 febbraio 2009

Le ronde italiane

Questa storia delle ronde mi aveva fatto pensare sin da subito a qualcosa di paramilitare.
Mi facevano già un brutto effetto quando vedevo le prime foto sui giornali locali delle mie parti e adesso mi fanno paura.
Da piccolo le divise mi hanno sempre spaventato perché qua si diceva: "Se non fai il bravo chiamo i carabinieri" e le ronde saranno composte prevalentemente da ex poliziotti, ex carabinieri e ex qualcosa che ha a che fare con le armi. Per fortuna non ho mai avuto guai con i tutori dell'ordine e ho il massimo rispetto per la maggior parte di loro, ma una certa repulsione nei loro confronti è rimasta.
Non mi piacevano quelle prime foto con quei quattro o cinque simil Rambo padani, preferibilmente con un mastino o un pastore tedesco al guinzaglio.
E a me non viene in mente altro che i militari di Pinochet che di notte giravano con i blndati e se ti trovavano per strada quando era iniziato il coprifuoco, come minimo ti sbattevano contro un muro con gli idranti e poi ti portavano in galera. Se risultavi essere uno che non faceva politica, anche se non eri proprio ai livelli di Tony Manero, ti rilasciavano.
Venerdì sera ho avuto la conferma ascoltando un tipo a La zanzara. Diceva che lui, a Roma, già fa parte di un gruppo di non so quale municipio. Di notte vanno in giro con un Defender con i fari sopra il tettuccio e se vedono qualcuno sospetto, glieli puntano addosso. Poi, se è il caso, chiamano le forze dell'ordine.
Per contro, un altro radio ascoltatore ha raccontato che una sera ha assistito a una scena di violenza contro una ragazza di colore: non si trattava di stupro, ma due tipi la stavano minacciando di brutto. Così ha chiamato prima il 113 e gli è stato detto di rivolgersi al 112 e da lì gli hanno detto di chiamare la caserma più vicina. Alla fine non è riuscito a parlare con nessuno e comunque la specie di rissa era terminata senza gravi conseguenze.
Immagino già che prima o poi le ronde avranno qualche guaio e chiederanno di poter girare armate. Così avremo qualche stupro in meno e qualche cadavere in più. Magari se la vittima non è italiana la faranno sparire e nessuno ne saprà niente.
Quando infatti dicono che saranno in strada "a difendere le nostre donne", mi domando: di chi?
Se capiterà che un italiano cercherà di usare violenza su una straniera, interverranno o chiuderanno un'occhio? O se un uomo con forte accento padano tenterà di violentare una sua conterranea, che faranno le ronde?
Penso che la soluzione migliore sarebbe stata quella di mettere in grado le forze dell'ordine esistenti di sbrigarsela da soli, magari dando loro la benzina per riempire i serbatoi vuoti delle pantere e delle gazzelle ferme nei garage e invece abbiamo un ministro dell'interno che piano piano sta formando il suo gruppo di polizia.
Siamo sulla buona strada e il Vaticano ha dato il suo ok, anche se lì per lì qualcuno di loro aveva detto: "Abdicazione dello stato di diritto".

giovedì 19 febbraio 2009

Carinerie [II]

L'aria della Sardegna stimola Berlusconi che è un piacere.
Prima c'è stata questa e la scorsa settimana quest'altra:


Per il momento c'è una richiesta di scuse del Governo italiano ai familiari delle vittime della dittatura argentina, ma dal momento che carineria dopo carineria il suo gradimento più o meno rimane immutato, io vorrei che andasse avanti e che offendesse anche i francesi, gli irlandesi e gli spagnoli. Così magari qualcuno dell'Eta o dell'Ira s'incazza un po' più di me.
Perché ormai non è neanche più il caso di vergognarsi. Si vergogni chi l'ha votato, al limite.
E non venite a rompere con gruppi su Facebook del tipo "Chiediamo scusa al popolo argentino" perché io non chiedo più scusa a nessuno per conto di quel fenomeno da baraccone.

Processo Politkovskaja: tutti assolti

Leggo questa notizia - più squallida del previsto - e sto per dire che la Russia è proprio un paese di m...
Ma penso a dove sono nato e a dove sto cercando di vivere e mi dico che forse è meglio star zitto.

mercoledì 18 febbraio 2009

Bye bye Walter!

Al GR1 delle 13 ho sentito qualcuno del Pdl dire che è un peccato che Veltroni se ne sia andato. Un po' come subito dopo le elezioni politiche dicevano che era un peccato che la sinistra non sia più rappresentata in Parlamento.
Sappiamo benissimo che non è così e che probabilmente molti del Pdl oggi sono ancora ubriachi per la doppia sbornia del dopo elezioni in Sardegna e le dimissioni di Veltroni. Sono falsi come Giuda e prima o poi la falsità gli si rigirerà contro.
Vittorio Feltri, nel suo squallore, perlomeno è sincero. Nell'articolo di oggi firmato su Libero scrive del fallimento di Veltroni e fin qui si potrebbe essere d'accordo. Ma che scriva questo, parlando di quando era Sindaco di Roma, non mi va giù:


Il capolavoro della sua gestione multietnica e multiculturale (impermeabile a qualsiasi forma di intelligenza) è stato il festival romano del cinema di cui nessuno sentiva la necessità, essendoci già quello di Venezia inventato dal Duce al quale, con rispetto parlando, Veltroni avrebbe al massimo potuto lustrare gli stivali.


Ultimamente il Duce la fa da padrone sulle pagine di Libero e Prefe lo spiega bene nei suoi post. Che fegato deve avere quel ragazzo a leggere certi articoli!
Però se non fosse per lui non avrei mai saputo di quel reazionario di Nicholas Farrell e se non fosse per l'Agi non avrei saputo che nel Pdl, per le prossime europee, circolano i nomi di Daniela Santanché e Vittorio Feltri.
Lustrare gli stivali non paga, leccare il culo sì.

lunedì 16 febbraio 2009

Pillola per dimenticare

Pare che sia stata inventata una pillola per cancellare i brutti ricordi.
Ne ho ordinato una camionata perché dimenticare quindici anni di Berlusconi sarà dura, ma qualcuna la regalerò anche a Mourinho che dieci giorni fa vedeva "cose strane" nel nostro campionato. Così le dimenticherà, insieme al gol di mano segnato da Adriano al Milan nel derby di ieri.

sabato 14 febbraio 2009

Dresda, 14 febbraio 1945



Oggi anche a Dresda festeggeranno San Valentino, ma in moltissimi saranno in piazza per ricordare il 14 febbraio 1945, quando l'aviazione inglese, senza una ragione precisa, la bombardò pesantemente per quattordici ore, distruggendo il centro storico e causando - c'è chi dice 35.000, chi 135.000 - vittime civili.
Dresda era stata dichiarata "zona demilitarizzata" e ancora oggi in molti si domandano perché fu bombardata dagli inglesi.
Di Dresda non si è mai parlato abbastanza perché i vincitori hanno sempre preferito non approfondire e personalmente ho potuto saperne di più dopo aver letto il romanzo di Kurt Vonnegut ,Mattatoio n. 5, qualche anno dopo la sua uscita in Italia.
Anche oggi sui giornali online non sono riuscito a trovare nulla e mi sono ricordato della strage solo grazie a un servizio del GR1 delle 13 in cui peraltro non mi pare di aver sentito che i bombardamenti furono effettuati dagli inglesi. Ed è lì che ho sentito che questa sera in moltissimi porteranno una rosa bianca.

giovedì 12 febbraio 2009

Full Metal La Russa

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa vuole i soldati in forma e prepara un manuale per i soldati. Ecco un'anticipazione:

Hai un culo che è pari a un quintale e mezzo di chewing gum masticato! Te ne rendi conto?

Qui tu non riderai, tu non piangerai, qui si riga dritto e basta!

Qui vige l'uguaglianza, non conta un cazzo nessuno.

Stanotte, vi porterete a letto il vostro fucile, e darete al vostro fucile un nome di ragazza, perché sarà quello l'unico buco che voialtri rimedierete qui dentro. I bei tempi dei ditalini alle vostre Mary-Jane-Fica-Rotta con le loro belle mutandine rosa, sono finiti! Siete sposati al fucile, quel coso fatto di legno e di ferro, e rimarrete fedeli soltanto a lui!


*

mercoledì 11 febbraio 2009

Mariano Apicella a Sanremo!

Mariano Apicella, il noto cantautore folk psichedelico italiano, si esibirà nella ridente città di Sanremo nell'ambito del famoso Festival. Lo farà a fine gara, durante Domenica In, dall'Ariston.
Il chitarrista interpreterà una canzone scritta da Berlusconi e sarà proprio il premier a sceglierla, tra "C'è amore", "Ma se ti perdo" e "Musica". Quindi sarà una figata.
Ci sarebbe stato bene un bel duetto con Carla Bruni, ora che ci penso, e comunque sono già talmente eccitato che quasi quasi mi viene voglia di fare un salto a Sanremo. Pensare anche solo di poterlo sfiorare - come nei seventies si sfioravano Mal e qualche Primitives, i Led e qualche Zeppelin - non mi fa dormire la notte e immagino una cosa del genere:


[fonte]

martedì 10 febbraio 2009

La corda

Il ragionamento che ha fatto ieri Marco Travaglio su Passaparola non è per niente sbagliato e ciò che mi preme sottolineare è il passo riguardante il Presidente Napolitano.
Lo riporto, nel caso non abbiate voglia di leggere o ascoltare tutto l'intervento, anche se ve lo consiglio:


Adesso però tutto è cambiato, perché ha già detto di no al decreto contra Eluanam, quindi il suo bonus se l'è già speso e per un po' di tempo dovrà stare buono, anche perché tutti i giornali stanno invitano Napolitano non ad andare avanti e a fermare questo eversore annidato a Palazzo Chigi, ma a mettersi d'accordo: “fate la pace”, “metteteci una pietra sopra”, “basta con lo scontro”, “abbassare i toni”.
Quindi, è ovvio che l'unico modo per fare la pace con Berlusconi è quello dargliela vinta: una settimana fa Berlusconi difendeva Napolitano dai non attacchi di Piazza Farnese, questa settimana ha detto che Napolitano è l'espressione della cultura della morte, che vuole l'eutanasia.
Mi domando: se hanno denunciato Di Pietro per quello che non ha detto in Piazza Farnese, cosa dovrebbero fare le camere Penali di fronte al fatto che si accusa praticamente il Capo dello Stato di essere un omicida.
Ma il Capo dello Stato sa che se vuole fare la pace con questo signore deve fargli passare le leggi che gli interessano, nelle quali, lo spiegheremo la prossima volta, c'è anche un codicillo che lo salva dalle conseguenze di una eventuale condanna dell'avvocato Mills.

E' un po' come il gioco della corda: se si tira troppo si strappa.
E personalmente preferirei che quella corda qualcuno la tirasse, fino a strapparla, perché sono curioso di vedere cosa succederà dopo.

lunedì 9 febbraio 2009

Berlusconi, gli assassini, i giuri e gli spergiuri

Berlusconi parla di "assassinio" rivolgendosi a quelli che non la pensano come lui sul caso Englaro. O tutt'al più minaccia di dimissionare i suoi ministri se non votano a favore di un decreto legge, come ha fatto con la Prestigiacomo.
Veronica Lario, in una intervista a corriere.it del 2005, raccontò di aver abortito al settimo mese di gravidanza perché due mesi prima i dottori le avevano detto che il bambino non era sano. Il padre era Silvio Berlusconi, ai tempi ancora l'amante di Veronica e penso che la tragica decisione sia stata presa di comune accordo.
Come lo vogliamo chiamare, "assassinio"?
Dal momento che ha giurato sulla Bibbia, sulla Costituzione - mettendosele poi tranquillamente sotto i piedi - e sui suoi figli, se fossi in loro mi preoccuperei.

giovedì 5 febbraio 2009

Angelucci libero subito!

Come sapete Giampaolo Angelucci, il re delle cliniche, è stato arrestato e messo ai domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere e truffa ai danni della sanità pubblica, cioè nostri.
Si dà il caso che Angelucci sia anche l'editore de Il Riformista e Libero, due giornali che se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
E infatti Vittorio Feltri, che di Libero è il direttore, in questa operazione vede il vero obiettivo: mettere il bavaglio al suo glorioso quotidiano.
Immaginate che vita sarebbe, la nostra, senza il Riformista (che non ho mai capito cosa voglia riformare) e Libero. Uno come Betulla finirebbe sulla strada e per noi sarebbe un guaio.
Per cui faccio un appello alla procura di Velletri: lasciate perdere Angelucci, liberatelo subito e insieme a Feltri tireremo tutti un sospiro di sollievo.

Santa ignoranza

Benedetto XVI ribadisce che non conosceva le posizioni di Richard Williamson, il vescovo lefebvriano negazionista recentemente riabilitato dal Vaticano.
Posso capire che magari non conoscesse le posizioni con i chierichetti, per dire, ma insomma, un Papa colto e informato come lui!
Comunque ci ha pensato la Merkel a ricordargli le posizioni di Williamson e mi sorge un dubbio: Angela, l'hai mica data a Richard?

lunedì 2 febbraio 2009

Fuori i fascisti da Facebook

Come mai i quotidiani online si sono scaldati tanto quando su Facebook sono comparsi gruppi inneggianti alla mafia e ai suoi padrini, agli stupri di gruppo, e non hanno scritto una parola su un gruppo inneggiante a Mussolini con ben 40.000 iscritti?
Come mai gli utenti di Facebook si scaldano tanto contro le stragi di foche in Canada e con chi abbandona i cani e non muovono un dito contro questi 40.000 fascisti dichiarati?

Tutto a posto

Finalmente è tornata la neve e sull'Italia si è pure abbattuta una nuova ondata di stupri; il Milan ha vinto e ha superato la Juve in classifica; del Grande Fratello non c'è più traccia sui media online, così come non ce n'è per Battisti.
E dunque spazio agli stupratori, ai giovani annoiati che si divertono a dar fuoco a un indiano e via dicendo.
Il giornale di carta del fratello del presidente del consiglio oggi offre un ampio servizio con tanti consigli gratis per farsi una vacanza low cost e su Facebook c'è un gruppo con ben 40.000 membri per "Benito Mussolini, il DUCE...un uomo che ha fatto grande l' ITALIA 1883-1945".
Ci sarebbe da fare una parentesi e una richiesta ai responsabili di Facebook: lo sanno o non lo sanno cos'è l'apologia di fascismo?
In ogni caso siamo tornati alla normalità, evviva!