Nadir Gismondi era un ragazzo di Imperia, 23 anni. Si è tolto la vita perché a un controllo dei carabinieri, a poche centinaia da casa sua, è risultato avere lo 0,2 in più tollerato all'etilometro. Ha chiamato il padre per farsi portare a casa: multa di 285 euro e sequestro del mezzo. Aveva paura che il tutto potesse compromettere la sua entrata permanente nei Vigili del Fuoco. I carabinieri lo hanno assicurato: la fedina penale sarebbe rimasta linda. Ma quando è arrivato a casa si è sparato un colpo di pistola, regolarmente denunciata.
E mi domando come si può morire per 0,2 milligrammi in più di alcol nel sangue. I carabinieri, appena saputo del fatto, si sono precipitati in ospedale per star vicini alla famiglia. Probabilmente se avessero saputo che a volte fare il proprio dovere fino in fondo, può portare a questi drammatici finali, avrebbero lasciato andare il ragazzo, magari a piedi, senza fargli la multa.
Ieri sera intorno alle 23, sulla provinciale della collina in fronte a casa mia, una macchina sfrecciava ad altissima velocità e per più di due minuti ho sentito stridere gli pneumatici sull'asfalto, nelle curve. Speravo che quei carabinieri fossero alla fine della discesa, per poterlo fermare e stracciargli la patente sulla faccia. Ma non è successo. Il tipo è libero di continure a far cazzate notturne.
A Viareggio sono morti in tredici: un treno merci deraglia, urta un carro cisterna carico di GPL e succede il finimondo. Questa è la versione ufficiale.
E se sul treno merci ci fossero state scorie radioattive o qualcosa di ancora più pericoloso?
Sono tragedie che "si potevano evitare", ma che continuano a succedere.
A me infastidisce un po' il voler essere sempre presente di Berlusconi: magari qualcuno dirà che lo fa per stare vicino ai familiari delle vittime, ma invece di aggirarsi tra macerie post terremoto e post esplosioni, non farebbe meglio a starsene a Palazzo Chigi a pensare veramente al bene dell'Italia? E magari, oltre a pensarci, fare qualcosa di concreto?