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lunedì 27 dicembre 2010

Belpietro continua a sprizzare amore da tutti i pori

Oggi ho comprato Libero, incredibile ma verissimo!
La voglia mi è venuta quando ho letto che all'interno ci sono le migliori prime pagine originali del 2010, ma quello che non mi ha fatto rimpiangere di aver speso 1 euro e 20 è l'articolo di Maurizio Belpietro che tanto per finire l'anno in bellezza, diffonde ulteriore amore nei confronti di Gianfranco Fini.
E racconta due storie. Più che altro, da gran giornalista d'inchiesta, le riporta.
In una c'è un tizio, di cui Belpietro ha accertato identità e professione [non so, forse gli ha chiesto la carta d'identità] che gli ha raccontato quanto segue:
la vicenda è ambientata in provincia di BAT [di MAN non si hanno notizie e in verità, ecco i soldi spesi bene, non sapevo neppure dell'esistenza della provincia di Barletta, Andria e Trani]. Qui dovrebbe recarsi Fini nella prossima primavera e qualcuno avrebbe progettato "un brutto scherzo contro il presidente della Camera".
In pratica forse un attentato [peggio di quello subito dallo stesso Belpietro], così Fini, preventivamente, avrebbe pagato 200 mila euro a un "manovale della criminalità locale" per proteggerlo.
Ma non è mica finita qui.
Nel prezzo, stando a quanto dice la persona che ha fatto la soffiata a Belpietro, sarebbe compreso "il silenzio sui mandanti, ma anche l'impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicino a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul Presidente del Consiglio".
Cioè: uno mi fa un attentato, io mi paro il culo e in più lascio credere che a farmelo sia un balordo vicino a Berlusconi.
Quadra tutto meravigliosamente.
Stando sempre a quanto scrive Belpietro, il tizio che gli ha riferito la storia è uno "con tutti i venerdì a posto".
Forse è Belpietro che ha tutti gli altri giorni della settimana sfasati.
La seconda storia è a luci rosse e se volete potete fermarvi qui.
Ve la racconto con parole mie ché mi diverto di più.
Modena. Un tizio uguale in tutto e per tutto a Gianfranco Fini si sarebbe presentato a una professionista del sesso e le avrebbe dato mille euro per la prestazione. La battona [la chiamo così anche perché dice di essere nipote di un vecchio camerata] condisce il racconto con particolari piccanti [tipo, immagino, mentre lo facevano lui leggeva discorsi di Almirante].
"Perché mi sono deciso a scrivere delle due vicende?" si chiede il prossimo premio Pulitzer.
Boh..non lo so. Aspetta che ci penso e poi te lo dico.
Il paradosso è che tra le prime pagine "storiche" del 2010 c'è quella riguardante il cosiddetto attentato al fenomeno.
Lo hanno scoperto o no l'autore della farsa?
L'articolo è visibile qui.

domenica 8 agosto 2010

L'on. Scajola e la Fondazione Cristoforo Colombo

In questo post scrivevo che Scajola si prepara al dopo Berlusconi e nel frattempo gli avvenimenti si sono susseguiti a velocità sostenuta.
L'ex ministro è uno dei fondatori della neonata Fondazione C. Colombo che raccoglie circa sessanta parlamentari ex Forza Italia.
Alla faccia di quanto dichiarato da Berlusconi riguardo le correnti il Secolo XIX di ieri scrive che la Colombo "sta già navigando come fosse una vera corrente".
Quello che mi ha colpito, tra le tante cose, è che nell'articolo in questione, si dice che l'idea della fondazione sia nata durante una cena in casa dell'onorevole Massimo Maria Berruti, quello, per capirci, condannato in via definitiva a 8 mesi di carcere per favoreggiamento.
Francamente non so spiegarmi tutte queste nuove fondazioni che nascono come funghi, ma leggo sullo stesso quotidiano del 6 agosto scorso, in un articolo sempre a firma di Giovanni Mari, che questa, pur stando totalmente dalla parte del Capo, servirebbe anche "a dirgli di no" e "le cose che non vuole ascoltare".
Non è già questa la prova, detta per inciso, che il Capo un po' ducetto lo è, se ministri e sottosegretari evidentemente prima non avevano mai osato tanto? Finora gli hanno detto sempre di sì? E per dirgli di no bisogna creare una fondazione? Se tanto mi dà tanto, allora per mandarlo a quel paese cosa bisogna fondare? La Cristoforo Colombo. Con barra al centro e con un portavoce, Paolo Russo, che dice: "Cristoforo Colombo è quel condottiero capace di credere fino in fondo alle proprie idee ed ai propri sogni seguendoli senza arrendersi alle difficoltà. Solo così, seguendo sempre la strada maestra, è riuscito a cambiare la storia del genere umano".
A parte che Cristoforo Colombo era un marinaio che teneva le rotte alla carlona, che dire alla ventottesima fondazione del Pdl se non "Buon vento!"

venerdì 30 luglio 2010

La crisi di governo è vicina?

Belpietro e Feltri, pur rimanendo in ginocchio da Lui, hanno due leggere visioni del futuro del Governo Berlusconi. L'ex monarchico è sicuro e tranquillo perché secondo lui i finiani "bastano a malapena per un torneo di tressette" mentre il libero mascelluto spera che "il premier abbia la forza di andare fino in fondo. E, soprattutto, che qualcuno ce la mandi buona".
Mi domando: quando tra cinquant'anni Berlusconi si ritirerà dalla scena politica, i due inginocchiati [sicuramente anche loro beneficieranno dell'elisir di lunga vita fino a 150 anni scoperto nel frattempo dal mago di Arcore] gli porteranno il cane a far la pipì?

domenica 27 giugno 2010

Cicchitto stia zitto!

Il fatto che, dopo la rinuncia del ministro al legittimo impedimento, la sinistra continua a chiederne le dimissioni dimostra che si tratta di una posizione del tutto strumentale.
Fabrizio Cicchitto sul caso Brancher, il Ministro senza portafoglio.


A parte il fatto che Brancher non doveva neppure essere nominato ministro;
A parte il fatto che un fuorilegge come lui Montecitorio non dovrebbe neppure vederlo in cartolina;
che un ex piduista (nella fattispecie Fabrizio Cicchitto, tessera n.2232) dia lezioni di morale alla sinistra, proprio non lo sopporto.

domenica 6 giugno 2010

Di Pietro, l'IdV e me

Come qualcuno di voi saprà, alle ultime elezioni provinciali sono stato candidato come indipendente nelle liste dell'IdV: ci ho messo la faccia e l'impegno per cercare di entrare come consigliere nel Palazzo della Provincia, con l'intento di mettere il bastone tra le ruote alla maggioranza e vigilare su eventuali inciuci tra maggioranza e opposizione. Purtroppo, pur avendo avuto un buon risultato, non sono stato eletto e tutto è finito lì: al partito cresciuta perché non ho mai interrotto i rapporti di amicizia nati in campagna elettorale.
Subito prima delle elezioni era scoppiato il caso della candidata Cinzia Damonte, ripreso anche da Repubblica.
Da più parti mi si chiedeva cosa ci facessi in quel partito, ma io che ne potevo sapere e, in fondo, cosa aveva a che fare con la mia candidatura a livello provinciale, oltretutto come indipendente?
Era stato Dario Dal Mut, persona seria e perbene, che oltre a essere consigliere comunale fa anche parte del Circolo Falcone e Borsellino di Imperia, a chiedermi di candidarmi e per me bastava, se capite cosa intendo dire.
Pur non stravedendo per Antonio Di Pietro, riconosco che lui e l'IdV, a livello nazionale, oggi come oggi, sono gli unici a fare un tipo di opposizione che più si avvicina a quella che intendo io, tenuto conto che la vera opposizione di sinistra, per motivi che non sto qui a spiegare, in Parlamento non è entrata.
Detto questo, mi dà enorme fastidio che, forse per cercare di stroncare quel poco di opposizione che ancora c'è, i quotidiani fedeli a Berlusconi, un giorno sì e l'altro anche, diano addosso a Di Pietro, con il chiaro intento di sputtanarlo per poter dire: "Il paladino della legalità è un fuorilegge".
I giorni scorsi è venuto fuori che anche lui possa aver avuto "favori" da Anemone, ma sul suo blog ha smontato l'accusa che gli veniva rivolta, punto per punto e con tanto di documenti allegati.
Non contento, ieri il Corriere della Sera è tornato all'attacco titolando: "I silenzi e le ambiguità dell’onorevole Di Pietro".
E a commento dell'articolo, rimando al fondo di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano di oggi, 6 giugno 2010.


Il pompiere incendiario - di Marco Travaglio
Ieri il Corriere ha improvvisamente abbandonato il suo secolare aplomb pompieresco per inaugurare un genere giornalistico inedito: quello delle domande aggressive ai politici. Anzi, per il momento, a un solo politico: Di Pietro. Il titolo di prima pagina – “Silenzi e ambiguità dell’on. Di Pietro” – parla da sé. E nessuno più di noi può salutare con giubilo la svolta. A patto, si capisce, che non duri un solo giorno e per un solo politico. Abbiamo come l’impressione che altri politici meriterebbero almeno un titolo sui loro “silenzi e ambiguità” e siamo certi che il Corriere non si lascerà sfuggire l’occasione. Per ora ci contentiamo di apprendere che Di Pietro “non risponde, non del tutto almeno, o parla d’altro, o tace” su una serie di “misteri” che il Corriere riassume in una carrellata fotografica: “Laurea a tempo di record”, “L’asse Lucibello-D’Adamo”, “Il dossier su Pazienza”, “La foto con
Contrada”, “Il caso Napoli e il figlio”. Domande legittime, se non fosse che Di Pietro ha già risposto (bene o male) a tutte e da anni. Ma il Corriere non se n’è accorto. 1) Laurea. Di Pietro ha prodotto tutti i documenti, comprese le testimonianze dei professori che lo esaminarono, ma B. due anni fa tornò a insinuare che l’avessero laureato i servizi segreti: Di Pietro l’ha querelato, ma la giunta della Camera l’ha dichiarato insindacabile. Perché il Corriere non lancia una campagna contro questo scandaloso abuso dell’immunità volto a impedire che un giudice stabilisca chi mente? 2) D’Adamo e Lucibello. Sul tema si è tenuto per tre anni un processo a Brescia dove Di Pietro ha sostenuto decine di ore di interrogatori e prodotto tonnellate di carte: perché il Corriere non se le va a leggere, prima di dire che non risponde? 3) Il dossier su Pazienza. Secondo il Corriere, i “silenzi” dipietreschi sul dossier che Di Pietro nel 1984 compilò su Pazienza, fan sospettare “legami coi servizi italiani e Usa”. Ma era proprio Pazienza ad avere legami coi servizi italiani e Usa: Di Pietro, in ferie alle Seychelles, apprese che il ricercato Pazienza soggiornava laggiù protetto da autorità italiane, fece qualche accertamento e al ritorno stilò una relazione al suo procuratore, che ne informò i pm competenti. Solo un malato di mente può chiedere a un pm di discolparsi per aver segnalato il rifugio di un ricercato e i nomi dei favoreggiatori: sarebbe stato scandaloso il contrario. 4) Contrada. Basta andare sul
blog di Di Pietro per trovare il suo racconto, confermato dai commensali di quella cena organizzata nel ’92 dai Carabinieri di Roma, dove s’imbucò pur Contrada PRIMA che fosse arrestato: con tutti quelli che (anche sul Corriere) han difeso Contrada DOPO l’arresto e la condanna per mafia, si chiede conto a Di Pietro per averlo incrociato PRIMA. 5) Il caso Napoli e il figlio. I rapporti col funzionario inquisito Mautone erano talmente affettuosi che il ministro Di Pietro l’aveva trasferito (come fece con Balducci). Il figlio Cristiano, per aver raccomandato un elettricista, si dimise dall’Idv. Anche su quel caso, come sugli altri, Google contiene vagonate di spiegazioni di Di Pietro. Il quale ha pure risposto sulle presunte case vaticane (mai trattate da lui) citate da Zampolini. E sugli altri immobili di sua proprietà. Il Corriere cita le accuse degli “ex ” Veltri e Di Domenico, ma non dice che per quelle accuse Veltri ha perso la causa in tribunale e Di Domenico ne ha perse 19. Del resto, l’estate scorsa, Pigi Battista montò un tormentone contro De Magistris che, eletto a giugno a Bruxelles, a luglio non s’era ancora dimesso da giudice; lo fece a settembre con una dura lettera a Napolitano, ma il Corriere non ha mai dato la notizia (son trascorsi solo 9 mesi, c’è tempo). Non proseguiamo per non distogliere il Pompiere dalla sua svolta incendiaria.
Attendiamo con ansia un dossier dal titolo “Silenzi e ambiguità dell’on. Berlusconi”, per esempio sulle origini dei soldi, sui rapporti con noti mafiosi e
così via. Ma siamo certi che il Corriere sta preparando un supplemento a dispense, rilegabile in comodi volumi, tipo Treccani.
Il Fatto Quotidiano - 6 giugno 2010

Update: Qui c'è la lettera di Antonio Di Pietro inviata al Corriere della Sera in risposta all'articolo di Marco Imarisio.

giovedì 1 aprile 2010

Io, comunista, ho votato Lega

Riporto una lettera inviata a il manifesto e pubblicata ieri, 31 marzo 2010:


Sono uno studente universitario di 27 anni che si professa filocomunista, ma che domenica, al momento fatidico, ha posto una croce su Alberto da Giussano. Perché? Per diversi motivi: tanto per cominciare un partito comunista in Italia non c'è. Ci sono tanti partitelli bellicosi e fastidiosi che non andranno mai da nessuna parte. Poi, quando dico di essere filocomunista, intendo dire che credo nell'ideale economico, nella lotta di classe, non nelle tante battaglie post-sessantottine che sembrano essere diventate la principale preoccupazione della sinistra di oggi (non me ne vogliano gli omosessuali, ma preoccuparsi delle unioni di fatto oggi è come raddrizzare i quadri durante un terremoto...). Infine, la questione immigrati: il razzismo è sbagliato, ma anche il suo opposto lo è, e c'è poco da fare i buonisti, quando ti arriva un campo nomadi vicino a dove abiti, e guarda caso, in un mese vieni derubato quattro volte; o quando il tuo collega rumeno ti dice che gli italiani sono "schiene dritte" (falso, io mi sono sempre fatto il mazzo, me lo faccio tutt'ora e ne conosco tanti altri come me); o quando tua cugina ti racconta che nella sua classe, a maggiornza stranieri, si sente dare dell'italiana di merda. A cantare le lodi della società multiculturale sono capace tutti ma provate a scoprire come la pensa chi si trova a "godere" in prima linea di questi "benefici". Provate a scendere nei quartieri popolari, nelle periferie, nelle fabbriche, dannazione. Il razzismo è sbagliato, ma anche il voler tapparsi gli occhi davanti a un problema reale è sbagliato. Ora lapidatemi, datemi del razzista, del servo del padrone, dell'ignorante. So che molti di voi lo faranno. Ma se c'è qualcuno di mente aperta che ha davvero a cuore l'interesse del Paese, qualcuno che le elezioni ogni tanto vorrebbe vincerle e che non si accontenta di essere un bellissimo perdente, ecco, io mi rivolgo a quel qualcuno: pesa le mie parole, vienimi incontro. Fammi sentire la tua presenza nelle fabbriche. Fammi sentire capito, non criticato e messo dietro la lavagna, quando ti parlo del mio disagio con il rom che viene a rubarmi in casa. Fammi sentire che non ci sono soltanto i matrimoni gay e il diritto di voto agli immigrati, ma che ci sono anch'io, povero signor Rossi qualunque, che ha l'unica colpa di appartenere a nessuna minoranza etnica, sessuale o religiosa e che di conseguenza viene sistematicamente ignorato da quello che una volta era il partito dei lavoratori. Credimi, siamo in tanti a pensarla così
Un tradito

Grazie, Giacomo, per avermela segnalata. Mi ha fatto pure pensare a quel detto famoso: "Cun u cü di autri a semmu tutti bulicci"

martedì 23 marzo 2010

Lettere dal fronte [ma anche dal retro]



Lettera al Manifesto
Il prete ai fedeli: votate Polverini e in allegato "L'agghiacciante verità su Bonino"

Buongiorno, è stata mandata ieri da Don Stefano Tardani, rettore della chiesa di San Tommaso ai Cenci e fondatore dell'associazione "Amore familiare" una e-mail sia al mio indirizzo che a quello di mia moglie. Nel 2006 abbiamo deciso di sposarci in chiesa, e abbiamo partecipato a un corso prematrimoniale tenuto da questo sacerdote. Nella e-mail di don Tardani si fa esplicita propaganda politica:
"In coscienza, quanti credono nell'amore, nella vita, nella famiglia, non possono votare lo Schieramento avversario, che nega concretamente tali Principi (...) Inoltre, è da deplorare ogni forma di propaganda elettorale, spacciata come sostenitrice della visione cattolica, ma che tale non è. Anche l'ipotesi di astenersi dal voto, è una scelta inopportuna perché sono in ballo valori troppo alti ed è un momento molto critico in cui bisogna uscir fuori per difendere particolarmente i valori della vita e della famiglia, e fermare la disgregazione ormai già in atto da molti anni nel nostro paese. Per questo, si può essere convinti che nel Lazio è meglio votare l'attuale schieramento di Renata Polverini come nelle altre Regioni coloro che sostengono tali valori."
In allegato c'è anche una foto e un articolo dal titolo "L'agghiacciante verità su Emma Bonino" ad attestare la non cristianità e il disprezzo per la vita attribuiti alla Bonino stessa.

Il Manifesto pubblica anche le firme dei due coniugi.
Aggiungo solo che i preti stanno facendo passi avanti e mi congratulo con loro, una volte 'ste cazzate le dicevano nel confessionale, ora usano la internet.
Oggi ho ricevuto la lettera del Capo: "Caro Angelo..." ultrapersonalizzata!! Sarebbe stata ancora più bella se avesse continuato: "..so che ti stò sulle palle e che sei un anarcoinsurrezionalista bricconcello..." ma sarà per la prossima.
A smontare le cazzate che scrive ci ha pensato Dario Dal Mut, consigliere comunale dell'Idv nel mio comune.

lunedì 22 marzo 2010

"Debelleremo il cancro in tre anni"

Quando in rete ho letto questa frase pronunciata dal miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, nel suo delirio finale di sabato scorso in Piazza San Giovanni, non ci credevo.
Sono ancora uno di quelli che pensavano che a certi livelli non sarebbe mai sceso. Invece leggo su l'Unità di oggi: "Nei prossimi tre anni col mio governo vogliamo vincere anche il cancro che colpisce ogni anno 250.000 italiani e riguarda quasi due milioni di nostri concittadini".
A parte il fatto che l'Italia spende lo 0,1% del Pil per la ricerca sanitaria che nel frattempo ha subito tagli incredibili, qui si tratta di puro buon gusto.
Che il parolaio di Arcore promettesse un milione di posti di lavoro illudendo un bel po' di disoccupati che magari lo hanno pure votato; che avrebbe aumentato le pensioni illudendo un bel po' di casalinghe che continuano a prendere una miseria al mese e via dicendo, ci poteva anche stare.
Ma trovo disgustoso speculare e giocare sulla salute delle persone.
Probabilmente tra chi l'ha votato e chi lo voterà, ci sarà senz'altro qualcuno ammalato di cancro e il dramma è che questo qualcuno invece di sentirsi preso per il sedere, gli darà il voto convinto che forse sì, tra tre anni ce la farà.
Tra questi e il Capo non so chi mi fa più pena. Tutti gli altri hanno ancora il tempo di ragionare con la propria testa e di non andare a votare, o votargli contro, domenica e lunedì prossimi.
A questo punto mi domando quale sarà la prossima sparata del venditore di fumo. Mi sforzo, ma non riesco a immaginarmela anche perché quella di far sparire la nebbia in val padana ormai è obsoleta.
Potrebbe cercare di sconfiggere la nausea: farebbe felici milioni di italiani che soffrono il mal di mare, le donne in gravidanza e quelli che leggono o sentono, anche di sfuggita, le cavolate che spara tutti i giorni.

venerdì 19 febbraio 2010

Pulizie di primavera elettorali


La Stampa di oggi mi confonde un po' le idee. Su quello online, in home, titola con un virgolettato del Capo: "Pene più dure per la corruzione, fuori dal Pdl chi commette reati", ma poi con un click si arriva a "Berlusconi: "Pulizia nei partiti".
Sull'edizione cartacea il titolo di prima pagina è: "Giro di vite sulla corruzione. Berlusconi: pene più dure e fuori dai partiti chi commette reati”.
Quindi non si capisce bene se Berlusconi voglia far pulizia in casa sua, in quella degli altri, o dappertutto.
Nel primo caso la vedo dura perché il Pdl rischierebbe di fare la fine dell'Udeur in Campania. Ve lo ricordate? Quasi tutti arrestati e indagati. Si salvò Mastella che è vivo e lotta con noi, ma a Strasburgo, grazie al Pdl.
Nel secondo caso consiglierei al Capo di guardare prima in casa sua, e poi eventualmente in casa d'altri.
E' la solita boutade elettorale, purtroppo. Magari fosse vero: i partiti si snellirebbero, il Pdl sparirebbe dalla circolazione (o quasi) e in parlamento ci sarebbero un sacco di facce nuove.
Resta un problema. Il Capo vuole mettere fuori dai partiti chi commette reati, ma dove li piazzerebbe? In galera o a occupare poltrone altrove?

sabato 12 dicembre 2009

Quarant'anni fa



12 dicembre 1969


E devono ancora dirci chi è Stato.

lunedì 7 dicembre 2009

Gli amici di Spatuzza

Questa è la prima pagina de il Giornale di domenica 6 dicembre 2009.

il Giornale

Se fossi come Ghedini querelerei Feltri: anche se non ero in piazza non sono amico di Spatuzza e non sono nemmeno amico di presunti mafiosi che stanno al governo.
Quest'uomo che scrive per Berlusconi, ogni tanto dovrebbe guardarsi allo specchio e vergognarsi un po'. Oltretutto non c'è articolo suo in cui non ci sia una bugia colossale.
In quello in questione a un certo punto scrive che, tra tutti quelli accusati di mafia, "[…] venne il turno di Andreotti, mente politica delle famiglie maledette. Assolto, come era ovvio.[…]" mentre sappiamo benissimo che "Andreotti aveva «commesso» il «reato di partecipazione all’associazione per delinquere» (Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980», reato però «estinto per prescrizione». Per i fatti successivi alla primavera del 1980 Andreotti è stato invece assolto". [Wikipedia]

mercoledì 21 ottobre 2009

L'Udeur è vivo e lotta con noi

Dicevamo che sarebbe imploso e che si sarebbe autodistrutto, ma evidentemente qualcuno di loro era rimasto.
Alle prossime regionali formeranno un gruppo misto che appoggerà la maggioranza, a prescindere.
L'Udeur è bello perché è vario e se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
Alla moglie di Mastella l'altra volta avevano dato i domiciliari, adesso le hanno impedito di prendere dimora in Campania.
Se andiamo avanti così, un giorno o l'altro me la ritroverò tra le palle in Liguria.
Ma niente paura, anche se l'altra volta era serena e stavolta si è sentita crollare il mondo addosso, resta sempre Montecarlo. E da qui a là il passo è breve, specialmente se ti ci mandano di corsa a calci nel sedere.

sabato 17 ottobre 2009

Lettera di minacce a Berlusconi, Fini e Bossi

Le Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente hanno spedito una lettera da Milano con un avvertimento a Berlusconi, Bossi e Fini: "Lasciate la politica e il primo si consegni alla giustizia comune perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile".
La lettera è stata aperta stamattina.
Resta da capire quanto ha impiegato ad arrivare nella casella postale de Il Riformista e come mai sia stata aperta stamattina.
Se effettivamente ha impiegato sette giorni ad arrivare, la prossima volta i mittenti facciano una raccomandata con ricevuta di ritorno o usino la posta prioritaria o un corriere tipo Traco, per dire.
Se invece quelli de Il Riformista l'hanno tenuta lì aspettando che passasse il termine ultimo - le 23.49 del 16 ottobre - allora dovrebbero spiegare il perché.
Dalla vicenda si deduce che:
1) Le poste funzionano male (forse);
2) Chi ha scritto quella lettera è un cretino;
3) Al Riformista dormono.

Perché se fosse arrivata, che so, a Libero o al Giornale, avrebbero fatto edizioni straordinarie di TG, Porta a Porta in pieno dì e Matrix alle 8 della sera.

Update: leggo che la missiva è giunta a destinazione stamattina. Togliete il "forse" al primo punto.

venerdì 2 ottobre 2009

Gli smemorati del PD

Ecco gli assenti dell'opposizione (se così la vogliamo chiamare) al momento del voto sullo scudo fiscale.
Ha vinto la maggioranza con 270 voti contro i 250 dell'opposizione.

Idv
Aurelio Misiti

Pd
Ileana Argentin
Paola Binetti
Gino Bucchino
Angelo Capodicasa
Enzo Carra
Lucia Coldurelli
Stefano Esposito
Giuseppe Fioroni
Sergio D'Antoni*
Antonio Gaglioni
Dario Ginefra
Oriano Giovanelli
Gero Grassi
Antonio La Forgia
Linda Lanzillotta
Marianna Madia
Margherita Mastromauro
Giovanna Melandri
Lapo Pistelli
Massimo Pompili
Fabio Porta
Giacomo Portas

Udc
Francesco Bosi
Amedeo Ciccanti
Giuseppe Drago
Mauro Libè
Michele Pisacane
Salvatore Ruggeri

*Ha fatto sapere di essere ricoverato all'ospedale.

Ora: dei tipi dell'Udc e dell'Idv mi frega fino a un certo punto, gradirei invece conoscere il motivo dell'assenza dei deputati del PD.
Dov'era Giovanna Coscialunga Melandri? E la Binetti sarà stata a farsi frustare in ginocchio sul cilicio altrove?
fonte: Repubblica.it

giovedì 1 ottobre 2009

Scudo fiscale: troppi assenti del PD

Il Manifesto di oggi riporta una vignetta di Alessandro Robecchi che peraltro si trova anche sul suo blog, questa:



Ermete Realacci dell'Udc scrive una breve precisazione al quotidiano comunista in cui spiega di essere stato presente e di aver votato contro, ma un errore del sistema di votazione elettronico ha fatto "sparire" il suo voto.
Realacci ha segnalato la disfunzione al segretario d'Aula e il suo voto è stato poi registrato correttamente.
Così il Manifesto ci informa che anche Ileana Argentin è stata vittima incolpevole del meccanismo elettronico.
Tra i 57 assenti del PD risultano esserci:
Antonello Giacomelli (Capo segreteria Franceschini)
Piero Martino (Portavoce Franceschini)
Ettore Rosato (Coordinatore nazionale mozione Franceschini)
Emanuele Fiano (Candidato segretario Lombardia mozione Franceschini)
Sandro Gozi (Portavoce mozione Marino)
Michele Meta (Coordinatore nazionale mozione Marino)
Pina Picierno (Resp. Naz.le PD legalità)
Lanfranco Tenaglia (Resp. Naz.le PD giustizia)
Alberto Losacco (Resp. Naz.le PD comunicazione)

Come si vede ha vinto la mozione Franceschini.

lunedì 14 settembre 2009

Feltri vs Fini: e' lotta continua

Al giorno d'oggi se si critica Vittorio Feltri - uno dei migliori giornalisti che l'Italia ha avuto negli ultimi 150 anni - si passa per difensori di Gianfranco Fini, uno dei migliori presidenti della Camera degli ultimi 150 anni.
Il fatto è che Feltri, come si legge nell'articolo di Repubblica, dalle colonne de il Giornale, attacca ancora l'ex fascista che dopo le varie tappe alle terme (Fiuggi, Chianciano e, prossimamente, Lurisia e Pigna) ha smesso di dire che Mussolini è stato un grande statista.
Quello di Feltri, più che un attacco, sembrerebbe un avvertimento di tipo anarcomafiosoinsurrezionalista. E il bello è che su il Giornale online non riesco a trovarlo.
Per leggerlo e goderselo tutto, bisogna andare proprio sul sito della Camera.
Forse non lo mettono online perché a Feltri potrebbe capitare quel che capitava a Facci su Macchianera, non so: su cento commenti, novanta erano gentili inviti ad andare a quel paese.
Fini, che è più signore, l'ha messo sulla rassegna stampa della Camera.

giovedì 10 settembre 2009

Feltri ha bisogno di fosforo

[...] Questa non è una buona notizia per l'Unità diretta dalla maestrina Concita De Gregorio che ha scritto, non si sa sulla base di quali prove: "Il premier è impotente" e che da questi ha ricevuto quale replica una causa civile [...]
Vittorio Feltri - il Giornale, 10 settembre 2009

[...] Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi instancabilmente a una sfrenata attività sessuale, al punto che, per soddisfarsi, sarebbe indotto a ricorrere alle prestazioni remunerate delle squillo di pronto intervento. Fantasie.
Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l'età. I medici spiegano. Se la prostata è ingrossata si può intervenire chirurgicamente per ridurne il volume. Dopo di che rischi l'impotenza, ma non è detto, anzi. Se invece hai un cancrone proprio lì, la prostata deve essere eliminata insieme al tumore. E allora, addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio nel 1996 fu operato di cancro alla prostata l'Ospedale San Raffaele di Milano.
Caro Giampiero, so che tu hai avuto problemi del genere, e saprai: non racconto balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha quasi 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello [...]
Vittorio Feltri - Libero, 19 giugno 2009

Feltri ha decisamente bisogno di fosforo.

martedì 8 settembre 2009

8 Settembre

Oggi è l'8 settembre.
Aspetto che presto qualcuno del Pdl faccia come avevano fatto certi fascisti nel '43: staccarono il distintivo del fascio dalla giacca a doppiopetto e lo gettarono nei rovi, perché dal momento che cambiava il vento, da veri uomini, avevano pensato di cambiare maglietta in fretta e furia.
Più tardi avrebbero rimesso quella di prima.
Per questo stavolta non bisognerà "fare priogionieri".
Qualcuno dirà: "Hai voglia aspettare!".
Secondo me ci siamo vicini. Nel Pdl ci sono politici navigati che stanno preparando il terreno già da tempo, in caso di caduta del Capo. Ricordo che già nel 2005, in un momento di crisi, il Ministro Scajola ebbe a dire: "Ho già 43 deputati e senatori pronti a questa iniziativa" con l'intenzione di formare una corrente interna a Forza Italia.
Forse nel frattempo il numero è aumentato e Scajola non si accontenterà più di una semplice corrente.
Chissà?

giovedì 3 settembre 2009

Ghedini querelerà anche Libero?

Quando lo scorso 19 giugno sulle pagine del Corriere della Sera scoppia il "caso D'Addario", Vittorio Feltri è ancora direttore di Libero e in un suo fondo dal titolo "Gli attribuiscono scorrettezze senza una prova", in risposta a un articolo di Giampiero Mughini, lo stesso giorno, scrive, tra l'altro:


[...] Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi instancabilmente a una sfrenata attività sessuale, al punto che, per soddisfarsi, sarebbe indotto a ricorrere alle prestazioni remunerate delle squillo di pronto intervento. Fantasie.
Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l'età. I medici spiegano. Se la prostata è ingrossata si può intervenire chirurgicamente per ridurne il volume. Dopo di che rischi l'impotenza, ma non è detto, anzi. Se invece hai un cancrone proprio lì, la prostata deve essere eliminata insieme al tumore. E allora, addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio* nel 1996 fu operato di cancro alla prostata l'Ospedale San Raffaele di Milano.
Caro Giampiero, so che tu hai avuto problemi del genere, e saprai: non racconto balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha quasi 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello [...]

*Silvio è il fratello del nuovo datore di lavoro di Vittorio Feltri, non il suo panettiere o giornalaio, per chiarezza.

Ora, visto che Feltri ammette di "fare strame della privacy", rivelando in sostanza che a Silvio non tira più, Ghedini querelerà anche il direttore del quotidiano del fratello del suo principale cliente [Silvio, per chiarezza] ?
L'articolo è qui e la fonte è il Manifesto.

lunedì 31 agosto 2009

Miglioramenti

Mentre scrivo leggo un dispaccio di agenzia.

Vittorio Feltri - il Giornale, 31 agosto 2009.

Feltri sta facendo passi da gigante: se si allena ancora un po', mentre scriverà e leggerà dispacci di agenzia, riuscirà anche a leggere l'articolo a Berlusconi prima di mandarlo in stampa.