Visualizzazione post con etichetta Personaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Personaggi. Mostra tutti i post

lunedì 3 gennaio 2011

Sul caso Cesare Battisti

Sono sincero: del caso Battisti fino a qualche mese fa sapevo ben poco e non me ne poteva fregar di meno.
Al limite continuavo a domandarmi come uno scoglio potesse arginare il mare, ma ieri l'altro ho ricevuto questo tweet dai Wu Ming:


Per i newbies - Il caso Battisti: tutti i dubbi sui processi e le condanne, esposti punto x punto http://bit.ly/hev3fu

che mi ha fatto venir voglia di informarmi un po' e adesso comincio a capire meglio.
Ho anche scoperto che il dottor Giuseppe Cruciani (il mio liberale all'amatriciana preferito, quello che conduce La Zanzara, si occupa di calcio e di ponti sugli stretti e adesso si sbizzarrisce anche su Libero) lo scorso giugno aveva preso un bel buongiorno dalla redazione di Carmilla, sempre a proposito di Battisti.
Leggere anche questo non sarebbe male.

martedì 6 ottobre 2009

Sabina Began su Vanity Fair


Crede che Berlusconi apprezzerebbe il paragone con Che Guevara?
«Perché no? Anche Berlusconi è un rivoluzionario, un combattente per la libertà e per il popolo».
Sabina Began

Sabina Began

Uno stralcio dell'intervista è qui, il resto apparirà sul numero di Vanity Fair in edicola da domani e ne ho già prenotato una dozzine di copie.
A parte tutto, vien da chiedersi quante e quali persone entrano a Palazzo Grazioli.

venerdì 16 maggio 2008

Travaglio fa outing, io pure

"Sono un liberale-conservatore vicino alle posizioni di Barbara Spinelli e di Giovanni Sartori e alle ultime elezioni ho votato Antonio Di Pietro."
L'ha detto Travaglio al Corriere e non è una novità: una volta aveva detto di essere liberale e che "se Berlusconi è un liberale, allora io sono comunista".
Questa è la dimostrazione che quando una persona è in gamba, precisa, sa quello che dice e non dice cazzate, ha sempre la mia ammirazione, a prescindere dalla sua collocazione politica.
Personalmente sono più vicino alle posizioni di Rossana Rossanda (anche se ultimamente è un pochino anchilosata), mi piacerebbe conoscere quelle di Norma Rangeri, giusto per vedere se ci sono vicino oppure no. Oggi sono un liberal socialista (con scappellamento a sinistra) e visto che Montanelli ai bei tempi del pentapartito invitava a turarsi il naso e votare DC, per non saper né leggere né scrivere stavolta ho votato Bertinotti e Veltroni.
Inutile sottolineare che sono stato felicissimo della mia scelta: votando Bertinotti in effetti volevo togliermelo dalle palle e votando Veltroni volevo togliermi dalle palle Capellone invece mi ci sono rimasti tutti e due.
Bel colpo, eh!

venerdì 9 maggio 2008

Ministri

Carme Chacón
Mara Carfagna

Non c'è niente da fare: preferisco quella di sinistra.

giovedì 8 maggio 2008

Au revoir, Vittorio

"Mancanza di rispetto per la Giunta comunale, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini" e quindi "rottura del rapporto di fiducia con il Sindaco e con i colleghi Assessori". Sono queste le ragioni per le quali il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha ritirato oggi le deleghedi Assessore alla Cultura conferite a Vittorio Sgarbi.
L'atto di revoca rileva che l'assessore Sgarbi "ha assunto in varie occasioni, anche pubbliche, un atteggiamento non consono ai doveri di pubblico amministratore" e "ha tenuto comportamenti contrari alla lealtà nei confronti del Sindaco e della Giunta, incidendo negativamente sull'operato e sull'immagine di tali organi, e creando un clima di tensione interno alla maggioranza politica". Per questi motivi "e' venuta meno la fiducia del Sindaco nei confronti di Vittorio Sgarbi".
Contestualmente, da questa sera, Letizia Moratti assume ad interim le deleghe alla Cultura.
Ansa delle 19:35

E la serata si aggiusta un po'.

domenica 4 maggio 2008

Piccole soddisfazioni

L'ho trovato, grazie a Repubblica.it che ormai deve avere un data base grande come il Colosseo!
Quando penso a Sgarbi mi vengono in mente soprattutto due cose.
Ho conosciuto e frequentato per tanto tempo un signore la cui figlia ha studiato all'università con Sgarbi. Di lui si diceva, nell'ambiente universitario, che a vent'anni dormiva ancora con la madre: era un mammone, insomma.
La seconda cosa che mi ricordo è l'elegante smontatura che Beniamino Placido aveva fatto al nostro: ne avevo accennato qua.
Ho voluto verificare se la mia memoria funziona ancora e grazie al nuovo servizio di Repubblica.it che ha messo online tutto il suo archivio a partire dal 1984, ho potuto.
L'articolo era del 29 dicembre 1991 e potete leggerlo qui.

venerdì 2 maggio 2008

Salviamo il soldato Sgarbi

Vittorio Sgarbi è peggiorato e se fossi un suo familiare sarei preoccupato seriamente.
I suoi metodi mi sono antipatici e allora a beneficio di chi avesse visto Anno Zero (io no, ma ho visto alcuni pezzi su YouTube in cui il nostro eroe non lascia parlare né Marco Travaglio, offendendolo, né la bella Norma Rangeri che guai a chi me la tocca!) in cui sosteneva che Il Giornale non prende soldi dallo Stato (e lo sostiene anche Filippo Facci che ci scrive: ho letto la sua biografia non autorizzata di Grillo e i commenti su Macchianera. Capemaster e Zefirina ricorderanno la polemica, quando il Facci ci aveva indirettamente dato dei deficienti) riporto stralci dal libro " "La casta dei giornali" di Beppe Lopez, così si capisce se ha ragione Sgarbi o Travaglio (un gran signore, tra l'altro):

La Mondadori, notoriamente, non ha un quotidiano. Si accontenta, diciamo così, di fare la parte del leone in edicola con i periodici e in libreria con i libri. Come la prendereste se vi dicessero che, solo sotto forma di credito d'imposta sulle spese sostenute per l'acquisto della carta in un anno, l'azienda di Silvio Berlusconi è stata da noi sostenuta con un contributo di 10 milioni di euro? E che in un solo anno risulta aver avuto dallo Stato uno sconto, per le spedizioni postali, di quasi 19 milioni di euro? [...]
Era Italia Oggi a pubblicare, insieme a Libero, il 12 maggio 2007, una propria elaborazione sui dati della Presidenza del Consiglio dei ministri che riclassificava la tabella sui finanziamenti all'editoria. Se ne ricavava un fondato e inequivocabile documento intitolato "I grandi giornali battono quelli politici. Sono Corriere, Repubblica e Sole i re del contributo pubblico". [...] Un'altra singolare ed eterogenea triade si spartiva equamente 16 mila euro: la fascio-andreottiana-regionòfila "catena Ciarrapico", il comunista Manifesto e la liberista Italia Oggi. Si alimentavano alla mammella chigiana di "Roma ladrona" , la separatista Padania e il berlusconiano Giornale [...]
Anche i giornali nazionali (come Il Giornale) che apparentemente non partecipano alla torta dei contributi diretti, di fatto se ne avvantaggiano, producendo un ulteriore vulnus alla trasparenza e alla qualità dell'informazione, oltre che inquinando e deprimento la dinamica di mercato. Lo fatto attraverso la pratica dei "panini", vale a dire abbinandosi regionalmente in edicola, a prezzo unico (e sotto costo), con testate locali perlopiù modeste e avventurose.[...]
Infatti, qualche pagina prima Lopez scrive: [...] Ricordate Giuseppe Ciarrapico? Sì, il mitico brasseur des affaires della DC di Andreotti. Più recentemente, da re delle acque minerali e delle cliniche private, si è messo in testa di fare l'editore, inventandosi piccole testate locali (Nuova Viterbo Oggi, Ciociaria Oggi, Nuovo Molise, Nuova Rieti Oggi, Fiumicino, Guidonia, Ostia, Castelli Oggi...) In breve sono diventate dodici. Le mette in vendita insieme al Giornale, col metodo del "panino", a un euro. Insomma sotto costo. Ma non se ne preoccupa. Si è inventato infatti una cooperativa , chiedendo (e ottenendo) le provvidenze previste dalla legge per l'editoria. Conclusione: ogni anno più di 5 milioni di euro, fra quelli legittimamente sottratti dallo Stato alle tasche degli italiani , finiscono in quelle dell'editore Ciarrapico.

Mar Camp a Imperia sur Mer

Non c'è stato bisogno di twitter, wiki o cose così. Mi è arrivata una mail che diceva semplicemente: "Saremo in zona il primo e il due di maggio, magari possiamo prendere un caffé insieme".
E così ho incontrato Guccia e il suo compagno. Dopo aver conosciuto Diderot alla Fiera del libro (stesso evento dove l'anno dopo ho conosciuto Samuele), Gidibao e Francesco, è stata la volta di Guccia che è proprio come nel blog: una bella persona.
Chi la legge sa che con il suo compagno ama visitare l'Italia e stavolta ha voluto fare un giro nella Liguria di Ponente.
Siamo stati insieme poche ore e quando si ha così poco tempo non si può vedere tutto, per cui abbiamo preso il caffé alla Foce e poi li ho accompagnati al Parasio, per vedere un pezzo del mio mare dall'alto.



Non abbiamo parlato di blog, né di web 2.0 né tanto meno di social network: si è parlato di noi e delle nostre terre.
Penso che poi in qualche post racconterà della sua gita, perciò non aggiungo altro, se non che è stato un vero piacere conoscerli e che spero di rivederli presto.

giovedì 1 maggio 2008

Buon viaggio, dottore!


E' morto Albert Hofmann alla bella età di 102 anni.
Qui gli avevo fatto gli auguri per i cento.
Sull'LSD non sto a scrivere perché intanto si è già detto di tutto, a chi volesse saperne un pochino di più consiglio la visione di questo film.

giovedì 6 marzo 2008

Omonimie?

Qualcuno sa dirmi se la principessa Alessandra Borghese (candidata dell'Udc, molto vicina al Vaticano) è della stessa casata di questo Borghese qua?
Tanto per sapere, visto che non lo trovo scritto da nessuna parte.
Grazie.

Update: Capemaster ha inviato nei commenti un prezioso contributo.

Allucinante!


Da una splendida idea di Magari sul tardi.

Per chi non capisse: andate sul blog di Gabriella Carlucci poi passate a leggervi la risposta di uno scienziato vero, nobel, mica cazzi!
Da Mantellini c'è un assaggio dei commenti al suddetto post della pseudo-scienziata.
Enjoy!

mercoledì 5 marzo 2008

Pranzi

Credo di aver capito perché Veltroni ha candidato Massimo Calearo.
Non tanto perché il falchetto abbia detto a Ballarò che "Clemente Mastella ha fatto del bene al Paese" (perché in fondo poteva voler intendere Ceppaloni), ma con tutti 'sti pranzi frugali che il buon Walter consuma dalle famiglie "normali" alla fine deve aver pensato che prima del 14 aprile è meglio farsi qualche bella mangiata, sennò non ci arriva.
Immaginate se al posto suo ci fosse stato Fassino: oggi, con la tramontana che tira, sai dove andavamo a recuperarcelo!
Nel frattempo pare che Berlusconi sia andato a pranzo in casa Juve prima della partita con la Fiorentina e che abbia chiesto ai giocatori di vincere "anche" per lui e il suo Milan.
Visto il risultato vorrei che Berlusconi si invitasse al suo pranzo e a una tavola ben imbandita, guardandosi allo specchio, dicesse: "Bellissimo, vinci anche per me, eh!".

venerdì 29 febbraio 2008

I segreti di...

"Berlusconi avrebbe dovuto fare alcune dichiarazioni per vincere. Primo: il ritiro di tutti i militari italiani che sono nel mondo, sia perché non possiamo sostenere questi sforzi, sia perché le operazioni di pace non ci interessano più visto che non abbiamo ambizioni espansionistiche.
Secondo: misure per sostenere l'industria [...]
Berlusconi è stato un ottimo statista, all'inizio, poi anche lui come tutti mi pare che abbia commesso qualche errore. Non lo so se in futuro potrà tornare. E' difficile. Doveva promettere poco e mantenere molto, ma le riforme non le ha fatte. Doveva fare la riforma della giustizia, mentre quella prodotta dal governo Berlusconi è un aborto. Mi sento un po' responsabile: la separazione delle carriere, con concorsi distinti, era una mia idea.
"

[continua..]

giovedì 28 febbraio 2008

Mettete in salvo i bambini!

Ehi, Riccardo Barenghi scrive anche o solo su La Stampa?
No perché mi è caduto l'occhio su questo articolo e ammetto di essermi meravigliato un pochino.
Se è il Barenghi che dico io (vale a dire quello che scriveva su Il Manifesto), non lo riconosco più.
In effetti l'avevo perso di vista e adesso mi aspetto che da un momento all'altro dica anche che lui comunista non è mai stato.
E mi dispiace per lui, ma il superamento del capitalismo non è un tuffo nel passato, bensì nel futuro, dal momento che i capitalisti vivono, vegetano e uccidono ancora.

lunedì 4 febbraio 2008

Perle a perdersi

Per chi se lo fosse perso e nel caso il link non dovesse più funzionare ecco a voi la perla del giorno:


UDC: GIOVANARDI RASSEGNA DIMISSIONI, ADERIAMO AL PDL
Carlo Giovanardi rassegna le dimissioni dall'Udc: "La nostra lista dei popolari liberali aderisce al progetto di Silvio Berlusconi. Non entriamo in Forza Italia ma nel Partito del Popolare della Liberta". L'ex ministro per i Rapporti con il Parlamento nell'ultimo congresso centrista ha preso il 14%, ma fa osservare che "il 72% degli elettori dell'Udc secondo un sondaggio di Mannheimer e' disposto ad entrare nel Pdl". "In due anni e mezzo - spiega in una conferenza stampa - abbiamo dissentito su tutta la linea. Ora vediamo che nell'Udc si torna a mettere in discussione Berlusconi e prevediamo che torneranno tutti i distingui, le perplessita' che hanno segnato" il governo del centrodestra. Per questo motivo, "proprio mentre dall'altra parte c'e' la novita' del Pd noi andiamo in un partito in cui confluiranno tutti quelli che vogliono che l'Italia diventi un Paese normale". Per Giovanardi non "ha piu' senso un partito che abbia il 4 o il 5%. Invitiamo - aggiunge - i tantissimi amici che ci hanno seguito in questi anni a venire con noi. COn la nostra storia vogliamo essere una componente della costola del Ppe che nascera' in Italia".
Repubblica 24 ORE, ore 16:01

Questo qua esce da un partito e in una botta sola ne inventa un altro: il Partito del Popolare della Libertà!
Se ce la fate rileggete bene e poi ditemi come si fa a essere come Giovanardi.
Secondo lui tutti coloro che vogliono un'Italia normale confluiranno in un partito che peraltro non esiste ancora e di cui Berlusconi pochi giorni fa, disse che "si parlerà in un secondo tempo" (del Partito delle Libertà ndr).
Allora diciamo che vorrei un'Italia un po' più anormale e che al "Partito del Popolare della Libertà" non aderisco.

Coppia di fatto

Barbara Pollastrini e Paola Binetti
Giusto per farmi un'idea in più di cosa sia il PD vorrei sapere chi delle due i pidiini butterebbero giù dalla torre.
Barbara Pollastrini o Paola Binetti?

domenica 3 febbraio 2008

Equivoci

Oggi su Il Manifesto c'è un fondo di Alessandro Portelli che riferendosi a un inserto sul '68 di Repubblica (non ho ben capito che razza di inserto sia perché di rado prendo il quotidiano del Fundador - come lo chiama Massimo -) riporta un brano stralciato da quell'inserto, scritto da Umberto Eco.
"Il Sessantotto è finito, ed è giusto che lo si giudichi storicamente. Il Sessantotto ha prodotto anche il terrorismo....
E Portelli ovviamente si arrabbia un pochino scrivendo che "ci vuole molta smemoratezza per non ricordarsi che il terrorismo in Italia comincia con Piazza Fontana il 12 dicembre 1969, una strage di stato che non fu certo prodotta dal '68, ma semmai contro il '68 e contro l'autunno caldo".
E ho avuto l'impressione che Portelli risponda a un qualcosa di Eco scritto recentemente, perché, ripeto, quell'inserto di Repubblica non l'ho visto.
Pensavo che a Eco (con tutto il rispetto, mi inginocchio e metto la faccia sotto il suo piede, che volendo, può anche muovere) fosse successo quello che sta succedendo un po' a tutti gli intellettuali alla Pansa, per dire.
Così ho cercato un po' tra i miei libri e le mie riviste per vedere se trovavo qualcosa che potesse farmi dire, riguardo al sommo Maestro, "come si cambia", ma ho trovato il volume "Sette anni di desiderio - cronache 1977-1983" edito da Bompiani nel 1983, che raccoglie gli scritti di Eco per quotidiani e settimanali.
A pagina 11 c'è un pezzo che s'intitola "Gli orfani del sessantotto" e che a un certo punto dice: "Il Sessantotto è finito, ed è giusto che lo si giudichi storicamente. Il Sessantotto ha prodotto anche il terrorismo..."
Siccome Eco è uno che è sempre avanti rispetto a tutti gli altri, il pezzo che ho citato l'ha scritto su L'Espresso il 24 febbraio 1980.
Alessandro Portelli l'avrà capito?

giovedì 31 gennaio 2008

Embrioni

Benedetto XVI ha ribadito che gli embrioni sono da considerarsi esseri umani.
In fin dei conti tutti i torti non li ha: se fossi un embrione mi darebbe fastidio non essere considerato come Calderoli.

lunedì 28 gennaio 2008

I 7 punti del Cavaliere


Ecco i sette punti del programma di Berlusconi, lanciati oggi da Il Giornale:


Taglio delle tasse

Tutela della privacy

Emergenza criminalità

Aiuti alle famiglie

Rilancio delle infrastrutture

Riforma della giustizia

Scuola e università

Troppo prevedibile, Cavaliere!
Mi aspettavo qualcosa tipo: l'Italia tra due anni su Marte, ho la cura contro il cancro e l'aids sarà debellata nel 2009.
Ma dite la verità: non fa un po' tenerezza?

lunedì 21 gennaio 2008

Elio e le storie rilassate



Meno male che hanno rinnovato il contratto: adesso 127 euro in più al mese! Vabbè, sono lordi, ma andiamo a vedere queste sottigliezze? Fosse stata una Duna euro in più sarebbe peggio.