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mercoledì 30 maggio 2007

No future

Ecco perché non sarò mai una blogstar:

Le blogstars prima googletalkavano, ora twittano.

Io tutt'al più chatto e continuo a preferire parlare con le persone vis-à-vis.

Le blogstars vanno all'Ikea e se non ce l'hanno vicino casa, fanno chilometri per andarci.

Io preferisco ancora andare dal falegname, dargli le misure del mobiletto che ho in mente di montarmi, tornare a casa e montarlo.

Le blogstars al tavolino di un bar (anche davanti a una spiaggia deserta) aprono il loro portatile e postano.

Io al tavolino di un bar apro il giornale, lo leggo e butto un occhio alle persone che passano.

Le blogstars postano anche a tarda notte.

Io scrivo le mie cazzate durante il giorno perché di notte dormo.

Le blogstars comprano i libri su Amazon.

Io li compro da Giacomo: sa sempre cosa consigliarmi perché mi conosce da anni.

Le blogstars hanno telefonini che fanno anche una carbonara per una dozzina di persone.

Il mio a mala pena manda un sms.

Le blogstars hanno già visto la quinta serie di Lost.

Io ho appena finito di vedere la terza.

Le blogstars fanno i BarCamp e i FemCamp.

Io camp.

Le blogstars non sanno neppure che io esisto.

Io so che esistono loro.

Le blogstars hanno i feed reader con centinaia di feeds.

Il mio ne ha 59.

Le blogstars probabilmente fanno l'amore da Dio.

Io lo faccio da me.

Le blogstars ascoltano la musica con l'iPod, ovunque.

Io con lo stereo, a casa.

Le blogstars in un post, fatti i dovuti calcoli, riescono a mettere sei o sette link ad altrettante blogstars.

Se va bene io ne metto uno ogni tanto.

E mi fermo qui per non farmi ulteriore male.

mercoledì 5 ottobre 2005

Considerazioni su Macchianera

Leggevo Macchianera molto prima di aprire questo blog e da qualche mese lo visito quotidianamente, più di una volta al giorno.
È così che mi son fatto l'idea delle blogstars di cui ho parlato qui e ironizzato là.
Macchianera mi ha sempre affascinato.
Non ho mai giudicato le persone da quello che mangiano (mozzarella= sinistra; parmigiano= destra;), da quello che bevono (vino= sinistra, altro= destra) e da come vestono (Lacoste= destra; altro= sinistra), perchè sono cresciuto a parmigiano, mio padre produce ottimo vino, della Lacoste avevo tutti i colori dell'arcobaleno e sono sempre stato di sinistra.
Se non fosse così e se fossi cocciuto come quando lo ero a vent'anni, Macchianera non sarebbe nei miei preferiti: uno che scrive su Il Riformista non lo avrei preso minimamente in considerazione.
Macchianera lo considero come una rivista: qualche 'firma' la preferisco a altre.
Ultimamente questa rivista mi sta deludendo.
Non so come funziona, nel senso che non so se c'è un Direttore Responsabile (in questo caso Gianluca Neri) e una Redazione che decide come impaginare e cosa scrivere, per cui non me la prendo con nessuno. Voglio semplicemente dire la mia opinione in modo che quei pochi che mi leggono possano conoscermi meglio.
Macchianera è come una bella donna che lì per lì ti sconvolge, poi ci esci, la frequenti e quando cominci a guardarla diversamente trovi qualche difetto e quando scendi coi piedi per terra ti rendi conto che in fondo esiste di meglio.
Trovo che ultimamente Macchianera sia un po' un casino (per favore! Non volevo dire 'quello'!).
Lettere dal carcere brigatista di Aldo Moro e regi decreti razziali fra donnine seminude; Series che in pochi possono vedere ( Lost) e reality shows che quasi tutti guardano ( La Talpa e L'isola dei famosi) e via di seguito. Non si capisce più quale sia il suo target e al riguardo dà l'impressione di brancolare un po' nel buio.
Neri, in calce a un suo post su L'isola dei famosi scrive:
Colgo però l’occasione per rispondere a Filippo Facci, il quale nei commenti a questo post mi accusa (non a torto) di averla menata abbastanza con la televisione. In generale. Che poi ho specificato “non a torto”, ma anche un po’ sì, perché “parli troppo di televisione” quando è lì che accade la gran parte delle cose di cui si discute, politica compresa, equivale un po’ a dire “leggi troppi libri”, come se in giro, da leggere, ci fossero solo Faletti e Melissappì. Però ho compreso il tono del commento. E allora rispondo che lo faccio perché è indicibile la goduria nel fare incazzare quelli che “io la televisione l’ho buttata alla discarica e da allora trascorro le serate contemplando il fuoco del camino”.
Questo ragionamento fila fino a un certo punto perchè io la televisione nella discarica non l'ho buttata, ma L'Isola dei Famosi non lo guardo. Ho letto Io uccido e paragonarlo ai libri di 'Melissappì' non so se sia esagerato dal momento che non li ho letti, ma forse sì. Allora lo scopo di farmi incazzare fallisce.
Insomma, si ha l'impressione, a volte, che Macchianera sia rivolto a un certo tipo di utenza che una volta chiamavo 'fighetti' solo che non trovo propriamente 'figo' commentare il Festivalbar o L'isola dei famosi a Radio Nation, magari cazzeggiandoci, così come non trovo neppure tanto 'esclusivo' parlare di Talpe e Isole dei Famosi.
Viene anche da sorridere quando su qualche indicazione, sempre di Neri, si legge 'astenersi perditempo' perchè mi domando se davvero c'è qualcuno che ha del tempo da perdere per rompergli le scatole.
E viene anche da sorridere (non certo per invidia, perchè sarebbe malignità) quando Neri e i suoi collaboratori ci tengono a far sapere, in un modo o nell'altro, che loro si occupano di cose ben più importanti di Macchianera e spesso usano toni che lasciano perplessi. Come mi ha lasciato perplesso questo simpatico dialogo tra Francesco De Collibus e una certa Puce. Premesso che non conosco nessuno dei due, secondo me rivolgersi a una persona con certi toni è davvero poco fine. Chiederle poi: «Tu scusa che cazzo hai scritto? Visto che non hai neanche un tuo blog?» è emblematico: se non hai scritto nulla e se non hai un blog, anche se non ti conosco neppure, non sei nessuno?
In poche parole: ho la sensazione che Macchianera stia diventando qualunquista, e spero che sia un momento passeggero.
Ancora un'osservazione e poi smetto di annoiarvi.
Un breve post di mercoledì 28 settembre sul carabiniere Placanica che si candiderebbe con AN alle prossime elezioni, è letteralmente sparito dal blog, insieme a tutti i commenti, peraltro molto interessanti.
Tutto ciò premesso, ritengo che Macchianera sia in assoluto uno dei migliori blog italiani e continuerò a seguirlo con piacere.
Sono certo che con qualche piccolo aggiustamento non potrà che migliorare.

sabato 3 settembre 2005

Come si cambia

Sto scrivendo seduto comodamente su una piattaforma costruita su un bel pino marittimo a sette metri da terra (con Google maps non si vede, mi dispiace).
Da qui, al mattino presto, qualche volta riesco a scorgere la Corsica, anche se si tratta di un riflesso (il miraggio è un'altra cosa). Non so se questo post riuscirà a giungere a destinazione. Il mio potentissimo e sofisticatissimo sistema dovrebbe permetterlo. Proviamo.
Da tempo non compro più riviste, ma questa settimana ho preso Vanity Fair e, già che c'ero, Il Foglio; sul presto, stamani, ho comprato Il Riformista.
Ho ordinato i seguenti libri:
1)L'angelo disubbidiente. La leggenda di Marlene Dietrich
2)Dancing Star
3)Salvare le modifiche prima di chiudere
4)La stella di Chandrapur
5)Il cassetto nel racconto
6)Suonala ancora, Cozzetta
7)Mantienimi
8)La notte dei blogger
I cinque che mi sono arrivati li ho letti in tre giorni: due sotto la doccia, uno mentre mi radevo e due sulla sdraio Ikea che ho sul terrazzo.
Mi sono sbarazzato di Io uccido e anche di qualche romanzo di Stephen King (conosco un ghostwriter che abita a Largo, Florida).
Ho installato Google Talk anche se Skype ce l'ho da quel dì e funziona meglio.
Ho cercato di trasferire i miei Lp sull'iPod e ho cominciato a informarmi seriamente su Scalfarotto.
Ho cliccato sul Sudoku di Repubblica, quello 'avanzato' e 'ora col timer'.
Parlando con gli amici ho usato qualche volta «ça va sans dire», «qu'es?» e «desolé».
Ho ascoltato e riascoltato Sgt. Peppers lonely hearts versione Live8.
Ho rivisto le mie diapositive su Flic e Floc così l'ho fatta finita con gli amici che venivano a vederle a casa ogni volta che tornavo dalle vacanze.
Tutto in questa settimana e, perdinci, mi sento già un altro!