Mi dispiace che sia stato ucciso l'ispettore Filippo Raciti, mi dispiace che adesso la moglie pianga insieme ai suoi bambini, ma credo che se si vuole fare un ragionamento serio sui fatti accaduti venerdi a Catania, bisogna avere il coraggio di dire tutto e non le solite banalità che si leggono in giro.
Innanzitutto credo che il calcio c'entri poco o niente. Gli incidenti sono avvenuti fuori dallo stadio e pare che a Raciti e ai suoi colleghi sia stata fatta una vera e proprio imboscata.
Dunque, secondo me, non ha rilevanza che si trattasse di una partita di calcio o di pallacanestro. Se fermeranno i campionati di calcio, gli incidenti avverranno altrove: a una partita di rugby o di basket per il semplice fatto che a chi li causa non importa nulla di questa o quella squadra. Una partita è una copertura, una scusa per chi vuole gli incidenti.
Sarebbe più interessante chiedersi chi è che li vuole. Piuttosto di domandarci se è meglio fermare una giornata o due i campionati, dovremmo chiederci da dove arriva la violenza. Andare oltre il minorenne che getta una bomba carta in una camionetta e con quella stronzata provoca la morte di un tutore dell'ordine.
Il destino ha voluto che mentre succedeva quel che è successo, fossi ad ascoltare Luigi Malabarba e se non avessi sentito quel che ha detto, probabilmente adesso ragionerei in maniera diversa.
Luigi Malabarba è stato membro del Copaco nella scorsa legislatura, poi è stato di nuovo eletto al Senato con Rifondazione e in seguito si è dimesso per lasciare il suo posto a Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il ragazzo ucciso al G8 di Genova (c'è chi si ostina a scrivere "morto" e già questo è un errore. Lo ripeto: se vogliamo cercare di capire è meglio non nascondersi dietro un dito, ma dire le cose come stanno, senza peli sulla lingua).
Malabarba ha raccontato cose interessanti a proposito della sicurezza nel nostro paese e dell'evoluzione che ha avuto dopo i fatti di Seattle del 1999.
Ha detto che già a Napoli nel 2001 (Ministro dell'Interno: Enzo Bianco, governo D'Alema prima, Amato poi) si erano svolte le prove generali per quello che sarebbe successo a Genova quattro mesi dopo (Ministro dell'Interno: Claudio Scajola, governo Berlusconi). Era cambiato tutto, dopo Seattle, e anche in Italia le forze dell'ordine si stavano adeguando. Squadre specializzate messe insieme temporaneamente per far fronte alla protesta e poi sciolte.
Tutti quelli che sono stati protagonisti a Genova, sono stati promossi di grado. Il bliz alla Diaz era stato pianificato. Malabarba ha raccontato che ci sono veri e propri prontuari per gli agenti per come guadagnare punti per passare di grado. Se te la senti di picchiare un immigrato guadagni più punti e fai carriera più in fretta di un agente che magari è lì da vent'anni ma che non se la sente.
I governi vogliono che lo scontro sia duro (i fatti di Catania sono il pretesto per far dire a Amato, attuale Ministro dell'Interno: "Niente tregua ai criminali"), se non lo è abbastanza, fanno in modo che lo diventi.
Federico Aldrovandi è stato ucciso a botte e i familiari all'ospedale hanno faticato a riconoscerlo.
A Bologna, nel 2004, le Pattuglie Cittadine erano insieme alla polizia e hanno massacrato di botte alcuni manifestanti e ora sono sotto inchiesta.
Bisogna fermare questa spirale di violenza. Bisogna chiedersi da dove viene e chi la gestisce, da una parte e dall'altra.
La violenza genera violenza. Ogni domenica c'è il rischio reale che ci scappi il morto, ma degli incidenti non si parla se non c'è una vittima.
Lippi dice che le società dovrebbero comprare eserciti, anziché giocatori. Con tutto il rispetto, credo che in questa maniera la situazione diventerebbe ancora più allucinante.
E per favore, non parliamo di campionati a porte chiuse: c'è chi allo stadio ci va ancora per divertirsi e che desidera portare i figli con sè.
Dal momento che gli incidenti qualche volta avvengono anche negli stadi, comincerei a costruirli in modo che le tifoserie opposte non abbiano possibilità alcuna di venire a contatto e invece di aumentare le forze dell'ordine fuori, le ridurrei drasticamente. Le pene devono essere severe e i dirigenti devono smetterla di coprire i capi ultras con scuse ridicole.
Sentivo ieri alla radio che in Inghilterra chi anche solo sfiora un agente viene arrestato.
Bene: mettiamoli al fresco. Ma per favore, non massacriamoli di botte perché sennò saremo daccapo.