lunedì 31 agosto 2009

Miglioramenti

Mentre scrivo leggo un dispaccio di agenzia.

Vittorio Feltri - il Giornale, 31 agosto 2009.

Feltri sta facendo passi da gigante: se si allena ancora un po', mentre scriverà e leggerà dispacci di agenzia, riuscirà anche a leggere l'articolo a Berlusconi prima di mandarlo in stampa.

martedì 25 agosto 2009

Feltri, Betulla e le Frecce Tricolori

Il Capo andrà a Tripoli accompagnato dalle Frecce Tricolori, la cui esibizione, laggiù, secondo La Russa costa quanto una esibizione a Trieste.
Feltri e Betulla, sul giornale del fratello del Capo, fanno i salti mortali per difendere la decisione di Berlusconi.
Feltri accusa la sinistra di incoerenza perché quando in Italia venivano Arafat e Gorbaciov [sì, ha fatto questo accostamento, complimenti!] gli srotolavano i tappeti rossi per cui bisogna chiudere un occhio, in nome della realpolitik, quando si tratta di Gheddafi. Grazie al colonnello, infatti, non sbarcano più clandestini a Lampedusa [muoiono direttamente in mare] e abbiamo il prezioso petrolio.
Dunque per il campione di coerenza, in parole povere, con certi dittatori bisogna usare metri di giudizio diversi.
Betulla la mette su un altro piano: Berlusconi non va a omaggiare Gheddafi, ma il popolo libico. E sebbene all'ex spia non piaccia il regime del "Gran Beduino", "bisogna decidersi: si deve avere una politica che accompagni i popoli alla democrazia, tendendo la mano, o si deve dar guerra simbolica e magari poi con il piombo fuso a tutti coloro che non rispettano i canoni della democrazia occidentale e i diritti umani alla nostra maniera?"
Complimenti per la concezione di "esportazione di democrazia": a est si porta con aerei armati, a sud con le Frecce Tricolori. Bisognerebbe decidersi, sì.
E meno male che non c'è più Bokassa perché se il Capo decidesse di andarlo a trovare e omaggiare, i due paladini della libertà e della democrazia scriverebbero che lo fa perché il dittatore ci procura l'uranio e magari qualche diamante da regalare a qualche escort durante le simpatiche cene a Palazzo Grazioli, dove, dice Feltri, c'è più gente che alla festa nazionale del Pd.

lunedì 24 agosto 2009

E' iniziato il campionato di calcio

Me ne frega talmente tanto che manco lo sapevo e comunque Mourinho ha detto che "la partita poteva finire con un risultato diverso". Mi sta già sulle palle dalla prima, figuriamoci da qua all'ultima.
Il fatto è che ho sempre associato l'inizio del campionato all'autunno e con questo caldo al limite poteva andar bene qualche torneo estivo invece mi ha preso in contropiede ed è iniziato lo stesso. Vedo già sui tumblr le tette della valletta di turno e nonostante tutto non riesco ad appassionarmi più di tanto: ascolto le partite alla radio, ma non riesco proprio ad accendere la tivù, anche se a quanto pare, mi perdo parecchio.
Eppure erano belli i tempi in cui al lunedì si discuteva su un rigore dato o no dato, su un fuorigioco dubbio e bla bla bla.
Dovrebbero riscattarmi certe molle che ormai sono piuttosto arrugginite, ma è finito anche l'olio lubrificante.

giovedì 20 agosto 2009

Afghanistan

Subito dopo la massiccia esportazione di democrazia occidentale, i giornali e le televisioni mostravano donne afghane senza più il burka.
Oggi si vota [e dove si vota, si sa, c'è democrazia] in Afghanistan e su molti quotidiani si trovano foto come questa ripresa da corriere.it:



C'è qualcosa che non mi quadra: o mi hanno raccontato bugie nel 2002 (o giù di lì) o me le stanno raccontando adesso.

martedì 18 agosto 2009

Driller Killer

In estate al mio paesello cambia tutto: gli abitanti si moltiplicano, gli animali domestici anche.
Se durante il resto dell'anno siamo in quarantadue anime, in agosto non dico che si arriva a sessanta, ma a cinquantacinque sì e capite bene che è il caos totale, soprattutto se si tiene conto di quello che certi vacanzieri portano con sé: chi il cane, chi il trapano e chi i figli.
Frodo, che confidenzialmente chiamo Brodo, è un barboncino nero di quelli simpatici che non rompono e non cade nelle provocazioni dell'indigeno Ettore, che confidenzialmente chiamo Ettore. L'altro indigeno è Pippo, un altro meticcio barboncino che come si muove qualcuno protesta sonoramente. Quindi se Ettore cerca di discutere con Brodo, che come ho detto si fa gli affari suoi, Pippo s'intromette e succede un casino. Per fortuna Pippo è quasi tutto il giorno al mare e fino alle sei c'è tranquillità, se non si considera che alle sette del mattino è già sveglio.
Ogni tanto Ettore scappa via ai padroni, ma poi torna. Il suo sport preferito è quello della caccia al gatto. L'altro giorno ne ha rincorso uno che è riuscito all'ultimo istante a infilarsi nel cancello di casa: Ettore è arrivato lungo e ha fatto una derapata incredibile, strisciando con la schiena sull'asfalto bollente. Ma non si è ustionato, né ferito, per fortuna. Però c'è rimasto piuttosto male.
Il vacanziere più curioso, per usare un eufemismo, è quello che sta sotto qua, dove sono in questo momento. Ha un monolocale di circa cinquanta metri quadrati da svariati anni e ogni volta che viene usa il trapano. Non sono ancora riuscito a capire se fa solo buchi nel muro o se monta anche mobili, fatto sta che trapana, trapana e trapana.
Driller Killer, l'ho chiamato così, viene con moglie e figlia e lo fa anche in qualche fine settimana del resto dell'anno.
E' gente che non disturba e molto discreta, tipi da "buongiorno" e "buonasera" sennò gli chiederei, per esempio, che mestiere fa a Torino. Magari trapana, non lo so.
E io mi immagino la sua famiglia a Torino (o dintorni, perché qua anche se arrivano da Cuorgnè, per far capire la loro provenienza dicono Torino. Così come quelli che arrivano da Sesto San Giovanni dicono Milano, così ci si capisce subito e meglio) che nei fine settimana deve sorbirsi le trapanate di papà perché, vista la passione, tanto per passare il tempo, magari trapana anche a casa sua.
E mi immagino la moglie e la figlia che sopportano con amore le sue trapanate e non vedono l'ora di venire in vacanza. Solo che devono volergli così tanto bene che prima di partire probabilmente gli chiederanno se si è ricordato di mettere il trapano in macchina.
E questa figlia, che secondo me tra qualche anno farà una strage in casa, appena arriva deve fare i compiti delle vacanze. E' capitato anche alla fine di giugno: scuole finite da poco, cominciare a fare subito i compiti. Così c'è il padre che le trapana la testa con il trapano, la madre gliela trapana con i compiti. E a me la trapano con compiti e trapano. Poi vanno al mare e lì, dal momento che la testa ce l'hanno già fritta, ci vanno alle ore giuste: dalle cinque della sera in poi. Secondo me lui ha un materassino a forma di trapano e mamma e figlia cercano di bucarglielo con punte da 2 o da 3 che si portano da casa.
Deve essere una vacanza molto rilassante, tutto sommato.
Ieri Brodo ha finito le vacanze al mare ed è andato in montagna, ma è arrivato suo cugino, che sarebbe il cane (se così si può chiamare perché è uno di quei cosi piccoli che non sai se dargli il ratticida o le crocchette) della sorella padrona di Brodo, con i due padroni anziani. E' tranquillo, per ora.
A me, quando finiscono le vacanze, viene il magone perché so che per avere tutta questa vitalità intorno dovrò aspettare undici mesi.
Vi sarete accorti che non ho parlato di mature (o anche teenagers, purché respirino, per dire) che vengono da sole in vacanza qua a prendere un po' di sana e robusta tintarella, come succedeva nei settanta. Per forza non ne ho parlato: non vengono più! Sennò vi pare che perderei del tempo parlando di Driller Killer?

mercoledì 12 agosto 2009

Che tesoro di giornalspia

Quando non sono particolarmente ispirato e magari ho voglia di farmi due risate, ho il mio metodo: leggo Libero.
Ho appreso con dolore la dipartita di Vittorio Feltri, nel senso che dal 24 agosto dirigerà un altro giornale libero: quello del fratello del Capo. Quindi per farmi quattro risate dovrò leggere due quotidiani: Libero e il Giornale.
Sì perché per fortuna sul quotidiano mezzo monarchico continuerà a scrivere l'ex spia Renato Farina - in arte Betulla - e sarà diretto da Maurizio Belpietro, uomo libero che se gli chiedi da chi è pagato s'incazza.
E per fortuna il titolista rimarrà, a giudicare dal titolo di oggi a 72 colonne: "Le vacanze del Cavaliere. Che tesoro di papi".
E il pezzo poi lo ha scritto Betulla, cosa chiedere di più dalla vita?


Una famiglia italiana. Un po' più complicata e incasinata di quella della tradizione. Un bel po' (tanto) più ricca della media. Il ritrovarsi insieme intorno al capofamiglia. I nipoti. Gli amici di sempre e qualche coppia più giovane. Le vacanze di Silvio Berlusconi - volente o nolente lui, volenti o nolenti noi - sono la notizia politica di questi giorni. E hanno questa faccia di patriarca del nuovo tipo, un Silvio più papà che papi. Diciamolo: anche papa senza accento, pontificatore massimo di feste e fuochi d'artificio, di cori e di spumanti, con tramonto sul mare smeraldino, eccetera. Questo non è gossip...

Ecco, dopo un attacco così ce ne sarebbe già abbastanza per rotolarsi dal ridere fino a stasera, all'ora del TG4, per dire.
Certo, potrebbe anche scapparci una lacrimuccia, ma sono a secco di liquidi e non ce la fa a uscire.
A Betulla non importa che il capofamiglia di famiglie ne abbia due, non importa che la rotondetta Barbara abbia "sputato nel piatto dove mangia" (parole sante della Santanchè) quando ha detto, con chiaro riferimento a suo padre, che "il privato è pubblico", nel caso di papà.
A Betulla non importa che la Lega stia facendo l'ultimo sforzo per cercare di spaccare definitivamente in due questa povera Italia.
A lui piace vedere il capofamiglia riunito con figli, figlie e nipotini.
L'articolo completo è visibile sul sito della Camera. Io mi fermo qui.
Bisognerebbe che i giornalisti stranieri, oltre a occuparsi dell'immagine che offre di sé Berlusconi, studiassero a fondo e stroncassero anche i colleghi italiani che lo lodano senza ritegno. Ma forse non sanno neppure chi è Betulla ed è meglio così, sennò chi me le farà fare tutte 'ste risate di prima mattina?

giovedì 6 agosto 2009

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sulle querele

Fabrizio Cicchitto (tessera P2 n. 2232) è indagato per corruzione e querela tutti.
Niccolò Ghedini ha querelato anche Le Nouvel Observateur e Repubblica per questioni che riguardano il suo cliente numero uno e sotto l'ombrellone mi sa tanto che porterà i fascicoli di questo e quest'altro per dare una ripassata prima della ripresa di Ballarò e Annozero. Magari se si applica riesce a trovare qualcosa di diverso da "Mavalà!" e sarebbe uno stimolo in più per accendere la tele al martedì e al giovedì. Per dire: io sono lì che la notte non dormo perché mi domando come saranno le tette delle prossime concorrenti al Grande Fratello, altri potrebbero chiedersi in che modo Ghedini cercherà di zittire chi ha qualcosa da dire su Berlusconi e il suo operato. Non posso pensare a tutto io!

martedì 4 agosto 2009

Giusva Fioravanti è in liberta'

Domenica 2 agosto, durante la commemorazione della strage alla stazione di Bologna, il Ministro Bondi è stato fischiato e si è pure lamentato dicendo che in quel modo si umilia la memoria.
A parte il fatto che c'è da chiedersi come mai ci si limiti ancora ai fischi e non, per esempio, ai pomodori. Noi italiani abbiamo una pazienza unica al mondo e credo che in qualsiasi altro Stato, in certe occasioni, invece dei fischi volerebbe altro.
Quest'anno hanno mandato Bondi, visto che è Ministro della Cultura e che per commemorare le vittime di una strage è persona molto più adatta di un Ministro dell'Interno, o della Difesa, per dirne due a caso. Di questo passo, l'anno prossimo manderanno un cavallo del Quirinale e la scusa sarà: "Fischiano gli uomini, mandiamogli una bestia".
E temo che sarà proprio così perché, guarda caso, giusto il giorno dopo l'anniversario, si è saputo che Giusva Fioravanti, condannato per quella strage, oggi è un uomo libero.
Capisco che bisognerebbe trovare soprattutto i mandanti, ma anche quelli che la bomba l'hanno fatta saltare, a mio modo di vedere, dovrebbero marcire in carcere. Invece da noi funziona così: ergastolo significa trent'anni, poi con gli sconti per un motivo o per l'altro, te ne fai qualcuno in meno e ti mettono fuori anzi tempo.
Da noi inganno e beffa vanno sempre più d'accordo.

domenica 2 agosto 2009

2 agosto 1980




29 anni fa.