sabato 31 gennaio 2009

Amarcord musicale

Beppe mi ha chiesto di partecipare a questo giochino e lo faccio volentieri.
Si tratta di scegliere e indicare le 3 canzoni dei nostri 18 anni.
Eccole le mie (e se ricordo bene le date significa che per me qualcosa hanno voluto dire):

Speak To Me/Breathe - Pink Floyd - "The Dark Side Of The Moon"
Acquistato a Firenze in occasione di una gita scolastica sconvolgente.

Knockin' On Heaven's Door - Bob Dylan - "Pat Garrett & Billy The Kid"
Acquistato dopo aver visto il film: uno dei miei western preferiti.

Book Of Saturday - King Crimson - "Larks' Tongues In Aspic"
E'il disco che mi ha fatto conoscere e amare i King Crimson.

Ora dovrei chiedere ad altri sei blogger di partecipare al gioco, ma virtualmente invito a partecipare tutti gli appassionati che ne hanno voglia.
Buon amarcord!

venerdì 30 gennaio 2009

Il caso Battisti mi ha fracassato i cosiddetti

Finora l'ho presa sul ridere, adesso comincia a stufarmi.
Allora, chi è Cesare Battisti si sa.
Sul fatto che debba scontare le condanne non ci sono dubbi, ma francamente, con tutto il rispetto per i familiari delle vittime, a me che Battisti venga estradato o no, non me ne può fregar di meno. Credo che i problemi dell'Italia siano ben altri e non quello se giocare o no un'amichevole di calcio con il Brasile il prossimo 10 febbraio per farsi dare un ex terrorista.
Ad ogni modo: il governo e tanti italiani lo vogliono in Italia. Bene.
Un governo potente e autorevole come dico io avrebbe dovuto cercare di risolvere il problema a livello diplomatico senza tanto can can sui media. Una volta fatti tutti i passi dovuti e non raggiunto lo scopo, rimarrebbero due soluzioni. O mettersi il cuore in pace o, se proprio 'sto Battisti si vuole punire, si fa un blitz sulle spiagge di Rio. Si prende e si porta a casa. Do you remember Abu Omar?
Non si può perché sennò succederebbe uno scandalo internazionale? Allora si giustizia sul posto, poi si comunica alle famiglie delle vittime che giustizia è stata fatta.
Non trovo altra soluzione, ma finalmente i media e il governo la smetteranno di frullarmi i maroni e forse dedicheranno il loro tempo a problemi che riguardano tutti.

martedì 27 gennaio 2009

Giornata della Memoria



domenica 25 gennaio 2009

Il vanto di tutti noi italiani

Abbiamo un premier che invece di preoccuparsi della crisi economica che ci sta travolgendo, va in Sardegna a fare campagna elettorale per il governatore di quella regione. Non entro nel merito e non discuto se la cosa sia lecita o no [anche solo dal punto di vista etico, voglio dire], ma a quanto pare gli stanno più a cuore Kakà, Fiorello e le elezioni regionali che i portafogli degli italiani.
Dopo la figuraccia di Nuoro, adesso spara la sua ennesima cazzata da Sassari e mi viene anche difficile credere che i destrorsi, o cosiddetti liberali che l'hanno votato, possano credere alle loro orecchie. Eppure il fenomeno, a proposito delle recenti storie di stupro, in principio se n'era uscito dicendo che "ci vogliono almeno dieci volte di più dei soldati che sono per strada". Oggi invece afferma che ci vorrebbe un soldato per ogni bella ragazza italiana.
Sono carinerie. Ma se fossi una donna [anche una che l'ha votato] più che da ridere mi verrebbe da vomitare.

giovedì 22 gennaio 2009

Sì, parliamo!

David Grossman dalle pagine di Repubblica chiede a Israele di parlare con i Palestinesi, "persino con nemici giurati come Hamas".
Lo spero anch'io, ma se devo essere sincero non saprei come parlare con chi, già da piccolo, ha come missione di vita la distruzione di Israele. Ci vorrebbe un cambio di mentalità non indifferente da parte dei martiri di Allah, più che un cambio di strategia da parte di Israele.
Finché in giro ci saranno esaltati che si imbottiscono di esplosivo per farsi esplodere in un luogo israeliano, fino alla totale distruzione, vedo molto lontana la possibilità di dialogo. E già me lo immagino uno di questi tanti martiri atteso in cielo da sette vergini, con il cervello lavato con il candeggio da chi lo manovra, quando, una volta ricevuto l'ordine, con il sorriso sul viso sta per andare a farsi esplodere. Me lo immagino a un tavolo di trattative con un membro del governo israeliano (o chi per lui).
"Vabbè, allora invece di prendere il 17 prenderò il 14 che è meno affollato. Poi fai sapere ai miei fratelli il nome delle discoteche più sfigate".

martedì 20 gennaio 2009

Never ending sadness


Puoi essere anche la donna più bella del mondo, ma non amo le ochette, le sciocchine, quelle che ridono sempre... Mi piace per un po', ma voglio anche vederti un giorno donna, io in una donna voglio che mi ispiri sesso, nel senso che non deve essere solo bella, ma ci deve stare qualcosa... Io se ti vedo per un giorno donna penso che diventi ancora più sexy.

Parole fondamentali dette da Gianluca - il playboy del Grande Fratello edizione 9 - a Cristina (che si è rifatta il seno) e riportate da La Stampa.

Ultimamente non riesco più a trovare nulla che mi faccia passare 'sta tristezza che si è impossessata di me e non mi molla più.
L'ultima speranza rimane Lost.

lunedì 19 gennaio 2009

Carinerie


La sapete quella del campo di concentramento?
Il kapò dice: "Per voi ho una buona notizia e una meno buona. Metà di voi saranno trasferiti in un altro campo".
E a questo punto tutti gridano evviva, e chiedono quale sia quella cattiva.
A questo punto il soldato aggiunge: "Quella meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù» e nel dire questo con la mano indica dalla cintola in giù".
Raccontata da Silvio Berlusconi nel suo recente comizio a Nuoro.

Ma sicuramente è stata un'altra carineria nei confronti dei sei milioni di morti nei campi di concentramento nazisti.

sabato 17 gennaio 2009

Qualcosa su Annozero, Santoro e la Annunziata

Non ho visto Annozero, giovedì scorso, ma ho letto le polemiche scoppiate il giorno dopo e ho guardato il video dell'ormai famoso abbandono della Annunziata.
Premetto una cosuccia, per chi non mi conosce: Santoro e la Annunziata non mi sono mai stati particolarmente simpatici.
Detto questo, e letto che il conduttore è stato accusato di aver fatto una trasmissione troppo "sbilanciata" dalla parte dei palestinesi, mi domando cos'altro ci si poteva aspettare e non capisco tutto questo stupore.
Santoro, da quanto ho capito, avrebbe fatto meglio a perfezionare la trasmissione, per par condicio avrebbe dovuto dedicare lo stesso tempo ai palestinesi e agli israeliani, invece pare che così non sia andata.
Ma, ripeto, io non mi stupisco. Anche se il canone lo paghiamo noi, si sa come vanno le cose. Allora cosa si dovrebbe dire di Vespa e delle sue porte a porte in faccia?
Il fatto grave, per quanto mi riguarda, è quello avvenuto tra lui e la Annunziata.
Lei si è permessa di fare una giusta e, se vogliamo, lapalissiana osservazione e lui le ha risposto con arroganza e senza alcun rispetto.
Ecco: a me ha dato fastidio quello. La mancanza di rispetto. E ci sono rimasto male perché se a una persona garbata che esprime il proprio parere si risponde: "Non dire fesserie", siamo messi male.

martedì 13 gennaio 2009

Qualcosa su Rifondazione

Leggo su Il Manifesto di oggi che “dopo sette ore di discussione su stalinismo e muro di Berlino, la maggioranza di Rifondazione elegge il sindacalista Dino Greco nuovo direttore del giornale di partito”.
E’ già un passo avanti rispetto alle discussioni sul mettere o no il trattino o la “e” tra marxista leninista.
Oppure hanno tirato su un altro muro a Berlino e nessuno mi ha avvertito.

Copiato spudoratamente dal tumblr.

sabato 10 gennaio 2009

Qualcosa sulla guerra a Gaza

Vorrei scrivere qualcosa a proposito di ciò che sta avvenendo a Gaza, anche se non so da che parte cominciare, per cui, probabilmente, questo post sarà un po' confuso: un'accozzaglia di pensieri, più che altro.
Si potrebbe cominciare dalle uccisioni di bambini e civili da parte dell'esercito Israeliano, da condannare senza indugio.
Ma mi sono accorto che da dietro un monitor, seduti comodamente a casa propria, è un po' facile spararle grosse, sia da una parte che dall'altra.
Siccome da una parte ce ne sono molti che le sparano, io mi metto un momentino dall'altra e vediamo se riesco a spiegarmi.
Se si vuole andare troppo indietro nel tempo, si potrebbe parlare di Marx e della sua "questione ebraica". Secondo lui per emancipare gli ebrei si sarebbe dovuto prima convertirli.
Un po' discutibile la cosa. E' come se per emancipare me qualcuno volesse prima convertirmi a qualsivoglia religione.
Comunque ci ha pensato Stalin, in seguito.
Ma non vorrei andare così indietro sennò si finisce anche per parlare di Herzl e di Pinsker e, lo ammetto, non sono abbastanza preparato per fare una eventuale discussione al riguardo.
Mi ha colpito, però, il post di Leonardo, uno dei migliori, devo dire, di tutti quelli che ho letto in questi giorni.
Leonardo riporta un hadith (o come lo vogliamo chiamare) di Maometto, trascritto nello statuto di Hamas del 18 agosto 1988, nell'articolo 7:

Il Profeta – le preghiere e la pace di Allah siano con Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Cedro non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei.

Se partiamo da qui tanto vale fermarsi subito e dire: ognuno (Palestinesi e Israeliani) sta facendo il proprio [sporco?] lavoro.
Inoltre, se la missione dei musulmani è quella di uccidere gli ebrei c'è ben poco da sperare e se i cosiddetti resistenti di Hamas si rifanno anche all'articolo 7 dello statuto, beh...scusate se dico che forse un po' di terrorismo c'è.
L'articolo 8, all'inizio, recita così:

Dio come scopo, il Profeta come capo, il Corano come costituzione, il jihad come metodo, e la morte per la gloria di Dio come più caro desiderio.

Leggo con passione i reportage di Vittorio Arrigoni (uno che alla parola "reportage" ha ridato il suo valore originale) anche perché da qualche giorno sono pubblicati da il Manifesto.
Arrigoni è dentro fino al collo nella guerra, a Gaza. E ci racconta le cose viste da là.
Ma qualcosa di ciò che ha scritto mi ha fatto riflettere ancora di più.
Non dovrebbe meravigliarsi quando scrive:
Un plotone di esecuzione ha messo al muro Ippocrate, ha puntato e fatto fuoco. Le allucinanti dichiarazioni di un portavoce dei servizi segreti israeliani, secondo cui l'esercito ha ottenuto via libera a sparare sulle ambulanze perché a bordo c'erano presunti membri della resistenza palestinese, danno il quadro di quale valore in questi giorni dia alla vita Israele, le vite dei nemici, s'intende.

perché sa benissimo che importanza danno i kamikaze alla vita loro e a quella degli israeliani, per dire. E mi sarebbe piaciuto di più se avesse scritto: "Danno alla vita la stessa importanza che danno i terroristi di Hamas e i kamikaze agli israeliani".
E come mai non ci dice perché i cosiddetti combattenti si rifugiano negli ospedali, nelle moschee e nelle scuole? Non sono loro stessi, così facendo, a mettere a repentaglio la vita di bimbi e civili?
Ma ripeto, è difficile essere obiettivi, in certi frangenti, e lo capisco.
Arrigoni ci racconta anche dei tunnel che portano dall'Egitto capre, mucche e cibo in genere. Arrivano anche le armi.
Ma qui mi sorge un'altra domanda: se da quei tunnel arrivano cibo, armi e soldi (i fratelli dell'Arabia Saudita finanziano Hamas, se non sbaglio, così come li finanzia l'Iran, per quanto possibile) come mai molti palestinesi sono alla fame? Come mai i bambini invece di essere a giocare in piazza, come se nulla fosse, non sono in rifugi un po' più attrezzati? Da noi, quando c'era la guerra, i vecchi, le donne e i bambini non stavano sul campo.
La voglio dire tutta, perché come si è visto, i musulmani hanno una visione diversa della morte, rispetto a noi. Temo che la disperazione con cui mostrano i corpi senza vita dei bambini, sia anche un po' un motivo di orgoglio, se prendiamo come riferimento il famoso inizio dell'articolo 8 dello statuto.
Ma posso sbagliarmi.
Guardiamo un po' dall'altra parte.
Non sono un pacifista, sono un tipo pacifico. Se qualcuno mi tira delle pietre nelle finestre, sono talmente buono che prima gli chiedo come mai me le tira. Ma se non mi risponde e continua, alla fine perdo la pazienza e non gli tiro le pietre, prendo l'arma che ho in casa e gli sparo (se in casa ho un'arma da fuoco). I miei avi ai saraceni gettavano olio bollente dalle torri barbaresche: si difendevano come potevano. E gli altri incendiavano il paese, nel frattempo.
Spero di essermi spiegato.
I pacifisti mi ricordano un po', perlomeno la maggior parte di loro, i vegetariani che la domenica mangiano pesce perché "sai..mi ha invitato mia madre, non potevo dire di no".
Come mai non hanno fiatato quando su Israele piovevano i missili di Hamas? Non mi si risponda "perché sono missili che fanno ridere" perché credo che non si sarebbero mossi neppure se fossero stati gli Scud che usava Saddam Hussein.
Nel frattempo le bandiere della pace che sventolavano ai balconi nel 2001 o giù di lì, sono scolorite. Ma in Iraq la guerra continua, in Afghanistan pure e direi che le bandiere (con tutto il rispetto per chi le portava o le esibiva) sono servite a ben poco.
I bambini. E' orribile vederli morti, ma mi chiedo se l'orrore sarebbe lo stesso se a morire fossero i bambini di Sderot, anziché quelli di Gaza. Perché io certe domande me le pongo.
Adesso il web è inflazionato da foto di bambini palestinesi morti ed è giusto: quelle foto (sebbene sulla veridicità di alcune, se mi si permette, posso avere qualche dubbio) ci ricordano quant'è brutta la guerra.
Ma Israele, a quanto dicono, si stava preparando a questa offensiva già sei mesi fa. Se lo so io, avrebbero dovuto saperlo anche i palestinesi. La guerra non è un picnic.
Mi dispiace che Robecchi, uno che stimo e mi fa riflettere con sarcasmo, abbia preso per il culo i call center israeliani che telefonavano per avvertire la popolazione (anche con il lancio di volantini): cosa dovevano fare di più?
Nessuno dice che in certi reportage televisivi quando i bambini palestinesi vengono intervistati e viene chiesto loro cosa ne pensano degli israeliani, rispondono, senza magari rendersene conto, per carità, che "sono dei porci".
E qua si torna al punto di partenza: basta leggere lo statuto di Hamas.
Hamas è una creatura del Mossad, ho letto da qualche parte. Un po' come i mujaheddin sono stati creati e addestrati dalla CIA per combattere i Russi in Afghanistan, quello che sembra secoli fa.
Ci può stare, come ci può stare che Saddam faceva comodo agli Usa quando sterminava i curdi, ma intanto la situazione è quella che è.
Vorrei tanto che Arrigoni ci raccontasse anche di quei palestinesi che non condividono l'operato di Hamas perché sono convinto che, anche se Hamas ha vinto elezioni regolari e democratiche (non sto a discutere di democrazia in Palestina sennò mi perdo, scusate, eh), qualcuno ci sarà che non condivide le sue azioni. Un po' come da noi ai tempi dei bombardamenti nella ex Jugoslavia: non strappavamo il cuore a D'Alema, ma con il governo ce l'avevamo un po' su. O ce lo siamo dimenticato?
A quanto pare, però, in Palestina l'opposizione non può esprimersi. Sembra che 75 componenti di Al Fatah, che con Hamas non è tutta rose e fiori, siano stati gambizzati e una trentina di palestinesi uccisi con l'accusa di essere spie.
Per finire, e per chi è riuscito ad arrivare fin qui: la mia speranza è che tutto possa terminare il più in fretta possibile, che il terrorismo sia sconfitto e che in Medio Oriente possano in futuro, e nei secoli, convivere in pace due Stati e due Popoli.

martedì 6 gennaio 2009

Buona Crisi!

Accidenti, come passa il tempo: è da Capodanno che non metto più mani al blog. Pensavo fossero due o tre giorni, invece siamo già alla Befana e tra il tumblr, Facebook e tutto il resto, ho trascurato la mia prima creaturina.
Spero che abbiate passato belle feste di Natale e auguro di iniziare bene l'anno lavorativo a chi ancora non ha ripreso.
L'Epifania si porta via tutte le feste e ci lascia, per fare due nomi a caso, Scajola e Berlusconi.
Entrambi sono stati intervistati dal giornale del fratello del Capo. Lui il 31 dicembre; l'altro lo scorso 4 gennaio e ho avuto la conferma che probabilmente stanno vivendo in un mondo differente da quello in cui viviamo io e qualche altro milione di italiani.
Il primo, a proposito della crisi mondiale (che, come vedremo, crisi non è) a un certo punto dell'intervista (che è uno sballo, poi ve la linko, così vi fate due risate) dice:


Ma prima di addentrarci nei calcoli, vorrei ricordare che fin dall'inizio della crisi economica il governo italiano ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per garantire la liquidità necessaria affinché le banche continuassero a fare le banche, mantenendo i finanziamenti alle imprese e alle famiglie, e ha dato la propria garanzia perché nessun cittadino perdesse un solo euro dei suoi depositi in banca. È una linea che ho indicato per primo nel panorama internazionale il 10 ottobre, e che ho poi sostenuto nei vertici che si sono tenuti a Parigi, a Bruxelles e a Washington, convincendo tutti i capi di governo dei Paesi industriali a farla propria.

Insomma, le dritte giuste per far fronte alla crisi le ha date proprio lui: Berlusconi, "anche agli Stati Uniti". Pare che gliele abbia date a gratis, senza voler nulla in cambio.
Dopodiché si mette a fare i conti nelle nostre tasche. Lui non ci mette le mani, lui calcola:

Sicuro. Il calo del greggio, che l’estate scorsa sfiorava i 150 dollari al barile mentre ora è di poco sopra i 33 dollari, significa che nel 2009 ci sarà un risparmio medio di oltre mille euro per ogni italiano, grazie al minore costo del pieno dell’auto e delle bollette della luce e del gas. Se poi consideriamo che l’euribor, che è il costo del denaro tra le banche su cui si calcolano le rate dei mutui variabili, è sceso dal 5,4di settembre al 3,1 per cento, avremo anche un minore costo per chi deve pagare le rate di un mutuo. Anche l’indice degli alimentari di base, calcolato in dollari, scenderà da 170 a quota 90-100. In totale, sommando i vari risparmi possibili, ogni famiglia potrebbe trovarsi nel 2009 con un bonus di oltre mille euro per componente..

In ogni caso, per far fronte alla crisi, il fenomeno consiglia quanto segue:

È proprio per evitare questo rischio che ho invitato ed invito tutti, soprattutto il ceto medio e coloro che non rischiano il posto come ad esempio gli impiegati pubblici, a non modificare il proprio stile di vita, a non dare ascolto alla canzone del pessimismo e del catastrofismo che ogni giorno viene cantata dalla sinistra. Tanto più che nel 2009, quasi a compensare gli effetti della crisi, il calo delle materie prime e quello del costo del denaro consentiranno dei risparmi significativi alle famiglie.

Detto che i ceti sotto a quello medio e coloro che rischiano il posto di lavoro possono andarsene tranquillamente a cagare, c'è da aggiungere che a quanto pare alla fine della crisi saranno quasi tutti felici e contenti e a questo punto c'è da augurarsi che duri molto più di un anno o due.
Scajola, nell'intervista del 4 gennaio, non poteva che ripetere ciò che già aveva detto il Capo.
L'altro fuori dalla relatà, il giornalista del giornale del fratello del Capo, gli pone una domanda che ti fa passar la voglia di andare avanti, ma tant'è.
Gli chiede come vede la situazione, dato che i consumi a Natale hanno tenuto. E Scajola risponde:

Vedo una conferma del fatto che le nostre famiglie non hanno modificato il loro stile di vita, come il presidente Berlusconi e tutto il governo avevano esortato a fare. Gli italiani hanno dimostrato ancora una volta la loro saggezza; hanno capito che con le riduzioni significative del prezzo del petrolio e dei tassi d’interesse sulle rate dei mutui il loro potere d’acquisto non soltanto non si è eroso, ma anzi aumenta, almeno per chi percepisce un reddito fisso. I dati smentiscono i profeti di sventura e confermano che il governo ha fatto bene a sostenere le famiglie in difficoltà e i lavoratori a rischio disoccupazione rafforzando gli ammortizzatori sociali, evitando di appesantire i conti pubblici con una riduzione generalizzata della pressione fiscale».

Ora, se quando dice "le nostre famiglie" si riferisce alla sua e a quella del suo capo, allora non discuto. Ma se parla delle famiglie in generale, beh, direi che la realtà lo smentisce alla grande. Nelle vacanze di Natale i consumi sono diminuiti del 20-30%. Nella sua provincia, che è pure la mia, gli hotel chiudono e quelli che erano aperti nelle vacanze erano semivuoti, come i negozi e le seconde case.
Si è arrivati al punto che si spera sui saldi iniziati tre giorni fa: i risultati si avranno a fine mese, ma un sondaggio online de La Stampa mette in evidenza come probabilmente andrà a finire:


Quindi i nostri governanti se lo mettano bene in testa e cerchino altre soluzioni (sulla bufala della social card ho scritto qui, inutile ripetermi) perché gli italiani (soprattutto i ceti medi e quelli che hanno un reddito fisso) stanno cambiando eccome le loro abitudini: l'inflazione scende perché non spende più nessuno; i consumi pure perché c'è meno da spendere. Il ragionamento non mi sembra poi così tanto difficile da comprendere.
Ma visto che sono ottimista voglio finire questo post con la frase originale, mai sentita prima d'ora, che Scajola pronuncia al termine della sua intervista:

"Sono fiducioso: gli italiani danno il meglio nei momenti di difficoltà".


Intervista a Scajola
Intervista a Berlusconi

giovedì 1 gennaio 2009

Chi ben comincia

Anche quest’anno non facciamo eccezioni: puntuali, consegnamo il premio “L’uomo dell’anno”. Lo abbiamo assegnato a Walter Veltroni perché nessuno come lui è stato capace di demolire la sinistra. L’ha ridotta a tappetino sdrucito della politica italiana consentendo a Berlusconi - nonostante i guai del suo governo - di salire al massimo storico dei consensi. Veltroni si è rivelato un autentico fenomeno, una calamità naturale davanti alla quale i compagni hanno allargato le braccia rassegnati a scomparire; travolti dalla bufera, non reagiscono più, hanno accettato il loro destino. Non possiamo che congratularci con lui per l’opera svolta a favore del Paese, finalmente liberato dall’antico giogo marxista: egli, infatti, oltre ad aver esaltato le poche virtù dell’esecutivo di centrodestra, è riuscito a compiere un’impresa che alla luce dell’esperienza sembrava irrealizzabile, la eliminazione fisica dei comunisti. Già, per la prima volta da quando abbiamo facoltà di intendere e di volere, abbiamo assistito all’espulsione dal Parlamento di ogni marxista, da Rifondazione al Pdci. Un miracolo in cui non osavamo sperare. Con tutta evidenza avevamo sottovalutato la forza distruttiva di Walter, ideatore e fondatore del Buonismo. Con una mossa a sorpresa nel periodo preelettorale, ha spiazzato gli ex alleati costringendoli prima alle corde e poi al tappeto. Spettacolare. Come un novello Attila, egli ha spianato la strada alle truppe del Cavaliere verso [continua]

E' il fondo di Vittorio Feltri su Libero del 31 dicembre 2008. Il resto non l'ho potuto leggere perché bisognerebbe registrarsi, per leggerlo online; la rassegna stampa della Camera era già in festa e non avevo voglia di tornare in edicola a comprare il giornale.
Ma mi sono bastate queste righe che, apparentemente (dico apparentemente) potrebbero sembrare scritte da uno di sinistra deluso, giusto come me, per fare un esempio, che spesso mi prendo giuoco del rovina sinistra.
Solo che non si scappa: quando queste cose le scrive un triste destrorso te ne accorgi subito, senza arrivare al "giogo marxista", e ti girano le scatole.
Poi sono andato a dormire e, non so perché, ho sognato di Brigate Rosse.