domenica 30 luglio 2006

Vuoti di memoria (a rendere)

Qualche volta ho dei vuoti di memoria, ma per fortuna, per ora, riesco a riempirli. Magari impiego più tempo del voluto, ma ci riesco.
Giorni fa guardavo Lord Of War, l'ultimo film, non male, di Andrew Niccol con un grande Nicolas Cage e all'inizio del film sento una canzone che conosco da anni, ma non riesco a ricordare il titolo, nè l'album su cui si trova.
Riconosco solo la voce perché inconfondibile: è quella di Stephen Stills. So che è una delle prime che ha composto, ma non ricordo bene altro.
Automaticamente (errore banale) lo associo a Crosby, Nash e Young. Cerco per prima cosa su Deja vù e poi su Four Way Street, ascolto gli attacchi di ogni pezzo, ma quella non mi viene proprio in mente.
Provo coi primi due dischi solisti di Stills (del primo bisognerebbe parlarne a fondo perché è un quasi un capolavoro), ma ancora non ci siamo.
Alla fine, ma proprio alla fine, la lampadina si accende e la missione è compiuta.
Stills ha inciso prima di tutto con i Buffalo Springfield.Tiro fuori dallo scaffale i loro dischi .
Il primo è storico anche per la copertina e io che ce l'ho pure mono su etichetta Atco tre colori, avrei dovuto saperlo che il primo pezzo è proprio "For What It's Worth", il pezzo che è all'inizio del film di Niccol.

Buffalo Springfield
I Buffalo Springfield hanno avuto vita breve, ma insieme ai Byrds sono quelli che hanno dato la svolta a tutta la musica californiana (e non solo) degli anni sessanta, settanta e oltre, molto oltre, se si pensa agli Screaming Trees, per fare un esempio.
Nei Buffalo c'erano i chitarristi/vocalisti Stills, Neil Young e Richie Furay con Bruce Palmer al basso e Dewey Martin alla batteria.
Su questo disco ci sono pezzi passati alla storia come "Sit Down I Think I Love You", "Out Of My Mind", "Everybody's Wrong" oltre al citato "For What It's Worth" che era uscito anche su singolo riscuotendo un grande successo.
Certe enciclopedie raccontano che la canzone si riferisca ai disordini di Los Angeles del 1967, ma la cosa mi sembra un po' bizzarra, visto che il disco è stato stampato nel 1966.
Nel film di Nicoll ci sta benissimo perché è un pezzo contro le armi e la violenza:
There's something happening here
What it is ain't exactly clear
There's a man with a gun over there
Telling me I got to beware
I think it's time we stop, children, what's that sound
Everybody look what's going down

venerdì 28 luglio 2006

Troppe assenze in Senato

Berluschini è molto arrabbiato per via degli assenteisti della Cdl e chiede nome e cognome di quelli che non c'erano quando si è votato per il Dpef approvato con 154 si e 147 no.
Gli assenti erano otto, solo uno giustificato perché colpito da aneurisma. Sarebbero bastati quei magnifici sette per pareggiare e il Dpef non sarebbe passato.
Dunque, fuori i nomi!
Giuseppe Firrarello e Pasquale Giuliano di Forza Italia.
Francesco Divella, Alfredo Mantovano e Giuseppe Valentino di AN.
Mario Baccini dell'Udc.
Giuseppe Leoni della Lega.
Pure Roberto Calderoli non ha votato, ma era giustificato perché stava presiedendo la seduta.
Qualche giorno fa si era anche votato sulla costituzionalità del decreto Visco-Bersani, passato per cinque voti e con altrettante assenze nel centro destra. Tra queste quelle di Baccini dell'Udc che aveva pensato bene di andarsene a Londra, in qualità di vice presidente, insieme a Marini.
La faccenda aveva fatto infuriare anche Schifani che aveva bacchettato Baccini, trovando inutile la sua trasferta a Londra.
Baccini, tagliando corto, ha fatto sapere a Schifani che lui e i suoi colleghi hanno ben chiaro come fare opposizione, Schifani no.
Ricordo quando subito dopo l'insediamento del governo, riguardo al senato, qualcuno della destra aveva detto che sarebbe bastato un mal di pancia a un senatore della maggioranza per andare sotto.
Per il momento il mal di pancia l'hanno avuto quelli della CDL.
E intanto il compagno Piero pensa di allargare la maggioranza (lo sentivo dalla scorsa legislatura che il compagno Follini sarebbe passato di qua) anche se Prodi ha detto no a eventuali allargamenti della maggioranza.
Nel frattempo il Giornale titola a nove colonne: "Il Senato è diventato come il Libano. Ogni giorno una guerra".
In Libano sono morte circa 600 persone in poco più di due settimane.
Fate due conti e vedrete quanto ci vorrebbe ad avere un parlamento pulitissimo, se fosse come titola il quotidiano del fratello più furbo di Berluschini.

giovedì 27 luglio 2006

Rassegna stampa

Ho letto i titoli delle prime pagine di alcuni quotidiani:
Il Giornale - Prodi manda i soldati contro gli hezbollah
Libero - Il bar della Pace
La Stampa - Militari in Libano, ma niente tregua
Il Manifesto - Senza tregua
Il Secolo XIX - Il Libano: mediazione italiana
Liberazione - Libano, Rice: no al cessate il fuoco.
Repubblica - In Libano una forza Onu
Il sole 24 ore - Libano subito una forza Onu
Il Messaggero - Vertice di Roma forza Onu subito
Imperia Chronicles - Libano: Forza Italia subito

E ho capito meglio.
Rimane da definire se l'Inter metterà lo scudetto sulle magliette oppure no.

Summit sul Libano a Roma

Ricapitoliamo.
I francesi volevano sul documento finale la frase "immediato cessate-il-fuoco", ma sul documento hanno scritto "urgente cessate-il-fuoco" e l'accordo è andato a farsi benedire.
Se la situazione non fosse tragica, mi verrebbe da ridere o da mandarli tutti a quel paese.
C'è una guerra in corso che rischia di ingigantirsi e stiamo lì a discutere su un aggettivo.
E' stato un successo, comunque.
Lo dicono Prodi e Napolitano, mentre io direi che è stato un mezzo fallimento, come era facilmente prevedibile, peraltro.
La Rice (sempre più affascinante) dice che ci sono già stati fin troppi cessate-il-fuoco violati in quelle zone e che prima Hezbollah deve deporre le armi, poi cessiamo il fuoco.
L'esercito israeliano nel frattempo comunica che l'offensiva durerà per settimane.
Secondo Javier Solana (ogni giorno una panzana, come lo chiamava Benni anni fa) il «cessate-il-fuoco» è adesso più vicino che mai.
Vedete? Sono io che non capisco o la Rice, D'Alema, Solana, Siniora e compagnia bella?
Seguo con apprensione la faccenda, ma non riesco a capirci molto.
Domattina leggerò i giornali e tutto sarà più chiaro, sicuramente.

mercoledì 26 luglio 2006

Scudetti

Congratulazioni!
Belìn, se non succedeva sto casino chissà quando avrebbero vinto il quattordicesimo!
Tutto è bene ciò che finisce bene: meglio al compagno Moratti che a Berluschini.