lunedì 2 novembre 2009

Sul suicidio di Daria Blefari

Su Diana Blefari, la brigatista suicida, avrei preferito non dire nulla, ma siccome sono un bastian contrario e che da due giorni me lo stanno menando con la storia delle carceri italiane che non funzionano, della sinistra che dice che non avrebbe dovuto succedere e della destra che al contrario afferma che sì, poteva, e bla bla bla allora dico la mia.
Che è la seguente.
Dal momento che la brigatista aveva cominciato a collaborare con la giustizia, dal momento che nei titoli di un tg di stasera lo speaker di turno ha detto che era l'unica a conoscenza della provenienza delle armi per uccidere D'Antona e Biagi, secondo me, una parte dello Stato, quella deviata, piduista, spiona, golpista e fascista, ha lasciato che si suicidasse (ammesso che non l'abbia suicidata).
Una rottura di palle in meno.

5 commenti:

beppestarnazza ha detto...

A pensare male a volte ci si azzecca...

Titus Bresthell ha detto...

e meno male che qualcuno lo dice..

Paolo Roat ha detto...

Nessuno evidenzia mai che le vittime di questi suicidi prendevano psicofarmaci
http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=87

chit ha detto...

Fa tutto parte del progetto di riduzione dell'affollamento delle carceri come richiesto da Bruxelles

Paolo Roat ha detto...

Non scherziamo per favore. Daria aveva dei parenti che la stanno piangendo... Purtroppo nelle carceri il tasso di suicidi è altissimo come pure l'assunzione di psicofarmaci. Purtroppo la colpa cade sull'affollamento delle carceri e non sugli psicofarmaci...