domenica 22 novembre 2009

Bob Dylan non ne fa mai una uguale

Nel nono episodio della serie televisiva FlashForward c'è questa ragazza giapponese molto in gamba che si ispira, tra l'altro, a Marie Curie e Jimi Hendrix. Solo che sta guardando un video di Bob Dylan, Shelter From The Storm:




Il video è del 1977, il pezzo è elettrico, infedele, tratto dall'album Blood on the Tracks, del 1975 dove è completamente acustico.
Ho voluto riascoltarlo e te pareva che dal vivo fosse così!

domenica 15 novembre 2009

Non cambiamo mai


E' proprio vero: gli esponenti della sinistra non cambiano mai. Anche oggi e' un coro: da Bersani alla Finocchiaro fino al ritorno di Veltroni.
Sandro Bondi, Ministro per i Beni Culturali.

Ecco, quando leggo queste cazzate, sparate così, tanto perché quelli che ti votano continuino a pensare che davvero, quelli di sinistra non li puoi vedere, mi cadono le braccia.
E quando leggo che ad affermarlo è il ministro dei beni culturali non mi capacito. Non perché un ministro non possa dire cazzate, per carità, siamo in democrazia! Ma il fatto che Bondi sia ministro non riesco a digerirlo da quando lo è diventato: per come lo vedo io non farebbe neppure il bigliettaio nei musei.
Quando leggo le ultime invenzioni del Capo, mediatiche e politiche, al contrario di qualche amica che ancora si appassionano [per fortuna] mi sento disarmato. E siccome ultimamente sono state inventate molte cose [la storia di Al Qaeda che sarebbe una minaccia per Berlusconi, il processo breve ecc.ecc.] mi passa la voglia di scriverne e anche di parlarne. Bisognerebbe passare oltre, se capite cosa intendo dire.
Seguo un sacco di blog e di tumblr, sono un po' indietro nelle letture, ok, ma leggo, leggo e leggo. Ammiro chi ancora non si è stufato e plaudo alla sua costanza, ma la domanda che continua a martellarmi nella testa è la seguente: cosa abbiamo cambiato? Cos'è cambiato?
Ci vorrebbe un balordo. E basta. Non processeranno mai il Capo: piuttosto farà una legge che impedisce ai presidenti di consiglio con la testa asfaltata e alti non più di 1.60 di entrare in qualsiasi tribunale italiano.

lunedì 2 novembre 2009

Sul suicidio di Daria Blefari

Su Diana Blefari, la brigatista suicida, avrei preferito non dire nulla, ma siccome sono un bastian contrario e che da due giorni me lo stanno menando con la storia delle carceri italiane che non funzionano, della sinistra che dice che non avrebbe dovuto succedere e della destra che al contrario afferma che sì, poteva, e bla bla bla allora dico la mia.
Che è la seguente.
Dal momento che la brigatista aveva cominciato a collaborare con la giustizia, dal momento che nei titoli di un tg di stasera lo speaker di turno ha detto che era l'unica a conoscenza della provenienza delle armi per uccidere D'Antona e Biagi, secondo me, una parte dello Stato, quella deviata, piduista, spiona, golpista e fascista, ha lasciato che si suicidasse (ammesso che non l'abbia suicidata).
Una rottura di palle in meno.