martedì 23 giugno 2009

Repubblica è un pericolo per la democrazia

Lo scrive alla fine del suo articolo l'ex compagno Sandro Bondi, ora poeta e Ministro, aggiungendo:


Se sapremo sconfiggere anche quest’ultimo disperato attacco contro il governo e contro Berlusconi, la nostra democrazia sarà più salda, il nostro futuro più sereno. Questo gli italiani lo sanno e hanno la possibilità di testimoniarlo con il loro voto.

Mariuccia Ciotta scrive su il manifesto di oggi che Bondi, con il suo articolo, "chiede la chiusura di Repubblica" e termina:

In attesa di una risposta dagli organi di tutela della stampa, abbiamo anche noi una richiesta. Cancellare non solo virtualmente l'asterisco che informa sull'autore dell'articolo, ministro per i Beni e le Attività culturali.

Repubblica, all'articolo dell'ex mangiabambini che meriterebbe subito il Nobel per la letteratura, ha risposto così:

L'invettiva del ministro Bondi nei confronti di "Repubblica", ma più ancora della libertà di informazione, merita nella sua miseria roboante appena due righe di commento. Soltanto nel nostro Paese un ministro della Cultura può definire un giornale "un'insidia per la democrazia". Evidentemente nella sua concezione della democrazia che non prevede contropoteri e pubblica opinione, ma solo sudditi, la libera stampa rappresenta un'insidia. I cittadini sono avvertiti. Quanto all'accusa di ignorare le repliche vogliamo rammentare all'onorevole Bondi che l'obbligo ai giornali di pubblicare qualsiasi lettera di ministri non è stabilito per legge. Almeno per ora.

Siccome il Poeta oltre a essere ministro è anche sensibile e ha imparato da tempo a comportarsi da vero liberale, in una nota, oggi risponde così:

Prendo atto con stupore e amarezza che Repubblica ha scelto di rispondere ai miei argomenti critici, svolti come di consueto, secondo un limpido ragionamento politico, omettendo di pubblicare una mia lettera di risposta, come ha fatto Ezio Mauro, e ricorrendo agli insulti come fa oggi Eugenio Scalfari. Quello che più mi sorprende è la qualifica che mi attribuisce di 'miracolato' altrimenti destinato a 'modesti mestieri'. Proprio lui che in gioventù fu un miracolato del fascismo, ligio giovane intellettuale prono davanti al corpo di Benito Mussolini e, in seguito, voltando gabbana, giornalista col piglio della politica tra i più rancorosi della sinistra, un misto di giacobinismo e di spocchia azionista, che in lui virano in un atteggiamento di inutile e sprezzante sedicente superiorità morale e culturale. Evidentemente, Scalfari non ricorda le parole di ben diverso segno che espresse nei miei confronti nel corso di un confronto pubblico che si svolse lo scorso anno a Cortina. Se devo però essere sincero, proprio in quella occasione fui colpito di trovarmi di fronte non, come immaginavo con certa emozione, ad una persona saggia e illuminata, bensì a un semplice giornalista che si atteggiava a filosofo e addirittura a teologo, ma in fondo animato soltanto da sentimenti meschini e livorosi. Le sue parole perciò, cariche di disprezzo e prive di nobiltà, rappresentano per me soltanto delle medaglie da appendere sul petto.

A Cortina lì per lì la neve deve aver avuto sul poeta l'effetto dell'LSD, poi il trip è finito e il sommo ha capito che davanti aveva un semplice giornalista.
Temo che prossimamente gli arriveranno nuove medaglie, talmente tante che non gli permetteranno più di galleggiare nella melma liberale all'amatriciana.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

eugenio chi?

...s’avverte l’eruzione d’una vanità, d’una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste dei guitti televisivi...




ciao.

il fondatore.

zefirina ha detto...

non so se mi fanno più orrore le sue poesie, le sue parole ovunque le scriva e pronun ci o lui stesso, o forse tutte e tre le cose

Anonimo ha detto...

Claudio Fraudolento Poeta Del Vento 4 President.

Invereconda.

Andrew ha detto...

addirittura pericolo?