mercoledì 19 novembre 2008

Sull'arresto di Vittorio Arrigoni

Vorrei poter scrivere un post chiaro e semplice sull'arresto del blogger italiano Vittorio Arrigoni (Guerrilla Radio), ma credo di non poter riuscirci. Perché Vittorio era su una barca di pescatori palestinesi ed è stato arrestato dalla Marina militare israeliana. Quando in ballo ci sono questi due punti fermi, non ci vuole niente a far dire a qualsiasi cretino che sei filopalestinese o filoisraeliano.
Ho appreso la notizia leggendo il blog di Alberto e ci sono rimasto malissimo, la prima reazione è stata di sdegno e delusione. L'esercito israeliano di terra, di aria e di mare, esagera spesso e stavolta c'è di mezzo un italiano, un blogger con le palle.
Però, come ho scritto nel commento di Alberto, ho poi voluto informarmi meglio, prima di partire lancia in resta. E ho trovato due agenzie: una dice che la barca su cui si trovava Vittorio ha sconfinato in acque israeliane, motivo per cui la Marina l'ha fermata e ha portato tutti prima all'aereoporto, poi in cella.
L'altra agenzia dice che la barca si trovava ancora in acque territoriali palestinesi.
Bisognerebbe poter stabilire dove sta la verità. Perché è naturale che sia dispiaciuto per quanto successo a Vittorio, ma se vogliamo ragionare obiettivamente, a seconda di come stanno le cose, si potrebbe anche essere portati a pensare che "se la sia cercata".
Sappiamo bene com'è la situazione, laggiù. Non è come quando a Monaco avevano fermato, arrestato e tenuti al fresco per due notti tre pescatori italiani che avevano "sconfinato". Sono i luoghi e il momento storico a cambiare tutto il ragionamento.
Da una parte ci sono i palestinesi che cercano di andare a pescare dove le acque sono più generose, dall'altra le forze militari israeliane che sospettano di tutto e di tutti. Il perché di tutto lo sappiamo.
Perciò, per quanto riguarda Vittorio, mi voglio limitare ad augurargli che questa brutta storia finisca bene e in fretta.
Un capitolo a parte riguarda i blogger, l'informazione e il nostro Ministero degli Esteri.
La blogosfera si è mobilitata: non in massa, ovviamente, ma si è mobilitata. Vittorio è di sinistra e figuriamoci se una parte sta a perdere tempo con la sua storia. Tra parentesi: hanno anche arrestato un blogger iracheno*, ma quello è iracheno e accusato di spionaggio, a noi che ce frega? E poi sarà o no una spia? Mah.
Ma i blogger è così che dovrebbero fare, se ci fosse più solidarietà tra noi tutti, lo dico da un bel po'. Purtroppo penso anche che se avessero arrestato da qualche parte un blogger di destra - inutile essere ipocriti - in un contesto politico, probabilmente non ci scriverei un post.
I quotidiani italiani, online e di carta, hanno dimostrato ancora una volta la tristezza che sono.
Solo su l'Unità e sul Manifesto ho trovato qualcosa in merito. Ora se si va su google news inglese e si cerca "Vittorio Arrigoni" escono fuori un bel po' di notizie da siti stranieri e poche da quelli italiani. Eppure la cosa è seria, molto più della caccia alla volpe di Emma Thompson al David Letterman Show, per dire.
Anche dalle nostre fonti governative non si è riusciti ad avere due righe in proposito. Forse bisognava che fossero i Tuareg a rapire Arrigoni, non so, allora Frattini forse qualcosa avrebbe detto.
Spero che Vittorio torni presto. Probabilmente non mi ha mai letto e non mi leggerà mai, ma non importa: ho scritto quello che la coscienza mi ha suggerito di scrivere.
"Per lottare non servono grandi discorsi retorici, basta guardarsi intorno e decidere da dove iniziare."
Letta qui: una delle cose migliori dette in proposito.
E il mio discorso è stato lunghissimo, anche se spero non retorico.

*e.c.: Il blogger in questione è iraniano ed è stato arrestato a Teheran

20 commenti:

zefirina ha detto...

ammetto la mia completa ignoranza in materia, nel senso che non so chi sia Vittorio, ma so che per me decidere dove sta la "ragione" quando si parla dei palestinesi e degli israeliani è lo confesso molto difficile

pibua ha detto...

Io ho letto spesso Guerrilla radio, anche se non posso dire di aver mai avuto contatti con Vittorio, mi piace molto il suo modo schietto di scrivere e spero tanto che si risolva tutto al più presto.
Per quanto riguarda ciò che hai scritto non posso che essere d'accordo con te, a parte il punto in cui scrivi che se fosse stato di destra forse non ne avresti parlato...io credo di si, come d'altronde avrei fatto anch'io...
Ciao ;-)

Paz83 ha detto...

ottimo post ed, hai fatto bene a non sbilanciarti. Non per altro, ma perchè la situazione in quel luogo è talmente complessa e caotica che basta un niente a confendere le cose. Anche io ho semplicemente riportato il trafilo dell'unità. Quello che invece ti applaudo è l'aver scritto che probabilmente se fosse stato un blogger di destra quasi nessuno l'avrebbe fatto (già qui non è che sian stati molti), ed è vero. Questo dimostra come anche in rete, che dovrebbe tal volta superare certe barriere, sia forte la stessa frammentazione che c'è nella vita di tutti i giorni. Ed è un peccato.

Daniele ha detto...

Non è stato retorico, è stato interessante ed in più direi condivisibile. E poi mi ha fatto scoprire la notizia, quindi utile…

Anonimo ha detto...

Ottimo post, unpercento. E' la prima volta che approdo sul tuo blog, ma l'impatto è stato senz'altro positivo. Scrivi con chiarezza, saggezza e moderazione cose che anche io ho pensato in queste ore (ero partita per un viaggio di lavoro martedì mattina, proprio quando arrestavano Vittorio e gli altri, e non ho appreso la notizia prima di ieri sera sul tardi, quando sono tornata a casa dal mio viaggio d'affari).

Già - è fin troppo facile pensare che Vittorio "se la sia andata a cercare", e ultimamente sento veramente molte persone esprimersi esattamente in questo modo. E' davvero spesso, purtroppo, che chi afferma tali cose non sia qualcuno che si esponga spesso in prima persona, o accetti di assumersi responsabilità magari anche non gradevoli nel momento in cui accetta di poter sbagliare. Vittorio ci mette la faccia e anche il nome ed il cognome in ciò che fa, mentre chi lo critica, anche aspramente senza conoscere la storia per intero, spesso lo fa dall'anonimato di internet e senza aver mai corso un decimo dei rischi non solo materiali, ma che ideologici che prende Vittorio.

In scala molto più ridotta io ho sopportato simili critiche di persone "al sicuro" dal bisogno di mettere la faccia sulle proprie affermazioni, quando lavoravo come volontaria animalista in alcuni dei canili più fatiscenti del Lazio, spesso gestiti da organizzazioni criminali. Chiaramente non possiedo un decimo del coraggio di Vittorio, ma so cosa significa essere criticati per ciò che si FA, accettando sin da subito di poter sbagliare. Oltretutto, le critiche vengono quasi sempre da persone i cui peccati di omissione non vengono mai neanche nominati. Con questo non intendo che tutti dovrebbero andare a Gaza, o fare volontariato, o che so io - ognuno dà al mondo il contributo che vuole e può dargli, senza per questo essere "misurato" in base a non si sa bene quale criterio di "utilità nei confronti del mondo". Lungi da me! Intendo semplicemente che non dovrebbe essere così pronto a giudicare chi si espone e fa, semplicemente perché ti offre facilmente l'occasione di cercare il pelo nell'uovo delle sue azioni (mi sono spiegata?).

Una piccola precisazione personale, sulla questione di Vittorio che è di sinistra. Certamente non è un'affermazione sbagliata, ma a me questa definizione pare anche così limitante. Può veramente distorcere il senso di chi è veramente una persona, omologarli in questo modo. Vittorio va ben oltre la retorica della politica. Vorrei che lo stesso fosse detto di me un giorno, perché troppo spesso si lanciano definizioni di questo tipo per semplificare l'essenza di ciò che una persona è veramente, o di ciò in cui crede.

Mi scuso per essermi dilungata.
Cordiali saluti
DF, da Roma

Franca ha detto...

Sconfinato o non sconfinato, non è questo l'importante.
Il fatto è che gli israeliani ai palestinesi non li lasciano neanche pescare...

Chit ha detto...

Pienamente in linea con Franca!
Rilancio anch'io la notizia sperando che serva...

Ed ha detto...

@ Zefirina: anche per me è così e il mio sogno lo conoscete tutti: due popoli, due stati.
@ Pibua: non lo so. Se mi dicessero, per fare un esempio, che hanno preso Capezzone a bastonate sui denti non stapperei bottiglie di spumante, ma non ci farei neppure un post di solidarietà.
@Paz: grazie. Sono pienamente d'accordo.
@Daniele: mi fa piacere.
@DF: grazie anche a te. Spero che ritornerai presto a far visita al mio blog.
@ Franca: certo, ma in questo caso si tratterebbe di stabilire se l'azione della marina israeliana ha abusato di potere o no e a me le campane piace sentirle tutte. Sapevo che si poteva finire su 'sti cocci di vetro e me ne assumo la responsabilità.
@Chit: io in questo caso no.
C'è la brutta abitudine di generalizzare e non mi è mai piaciuto. Quando leggo che Vittorio dice che i soldati israeliani sono addestrati a odiare i palestinesi, potrei rispondere che i palestinesi addestrano all'odio verso gli israeliani già nelle scuole.
Se volete capire cosa intendo.
E si potrebbe continuare all'infinito, senza arrivare a nessuna conclusione. Ragionando così però la pace si allontana.
Questa, naturalmente, è la mia opinione.

Titus Bresthell ha detto...

ciao ed,
non so se hai letto l'intervista fatta ieri a Vittorio. La trovi qui

http://www.infopal.it/testidet.php?id=9896

A quanto dice, più che fermarli, pare che gli israeliani siano andati all'arrembaggio.
inoltre il redattore aggiunge che le acque in cui sono stati aggrediti dai militari sono acque "gazesi" e se non sbaglio (e non sbaglia neanche Wikipedia: Con gli Accordi israelo-palestinesi di Oslo del 1993, la "Striscia" fu posta sotto il controllo della costituenda Autorità Nazionale Palestinese) la striscia di Gaza è sotto il controllo palestinese.
a mio avviso è l'ennesima dimostrazione dell'ingiustificata aggressività israeliana. Soprattutto nei confronti di chi non stava facendo nulla di male, anzi...

Ed ha detto...

@Titus: certo che l'ho letta. E' lì che c'è scritto: "... Li educano all'odio e al disprezzo verso i palestinesi."
Ho scritto che spesso l'esercito israeliano (e non gli israeliani - vorrei che questo fosse chiaro perché è come se le cazzate che l'esercito italiano ha fatto a Falluja fosse attribuito agli italiani e questa cosina mi fa già girare un po' le palline) esagera e le rare volte che ne ho parlato, l'ho scritto. Quello che racconta Vittorio è allucinante, ma che infopal mi dica che erano in acque gazesi, scusa sai, ma lascia il tempo che trova. Magari leggo altrove che era in acque israeliane. Capisci cosa intendo? Se ci fosse stata una esercitazione militare, tanto per dirne una, una marina seria e preparata cosa pensi che avrebbe fatto? Ti ripeto: non giustifico nessuno e ho espresso la mia solidarietà a Vittorio, ma vorrei solo che si provassero a vedere le cose in maniera diversa. Oh, il cliché palestinesi/bravi, israeliani/cattivi mi ha un po' stufato.

Anonimo ha detto...

unpercento, io stessa sul blog di Vittorio mi sono espressa esattamente allo stesso modo un paio di settimane fa circa, ad un suo post del 05/11/08. Lo provocavo a riconoscere il rovescio della medaglia, e le sfaccettature della questione. Il tutto partiva dall'affermazione che Obama era un sionista incallito. Devo dire che la sua risposta a quel mio post non è stata molto soddisfacente, anzi direi anche un pò sbrigativa, ma lui in realtà tramite blog e internet può apparire più "estremo" di quello che in realtà è di persona (anche se sono anni che non lo vedo). Ho raramente conosciuto una persona così priva di pregiudizi una volta che gli metti di fronte un essere umano in carne ed ossa, in realtà. Però ho sempre avuto l'impressione che essendo così totalmente preso e coinvolto dall'aspetto umano e umanistico del dramma palestinese, facendo suoi i drammi dei pescatori, i contadini, le loro famiglie, ecc, lui fa un pò passare in secondo piano la contestualizzazione storica e politica. Questa può essere percepita come una sua lacuna, ma è anche vero che le testimonianze di esperienza diretta che lui offre attraverso i suoi scritti portano con se un bagaglio prezioso per poter meglio capire la situazione sotto un punto di vista più viscerale. Come ho già detto sopra, troppo facile criticare chi "fa" (però capisco anche chi come te lo fa con spirito costruttivo).

Ciao
- DF

Anonimo ha detto...

Ah, ho dimenticato un punto abbastanza importante: ciò che Vittorio scrive che tanto ti ha colpito, unpercento, cioè "li educano all'odio", ecc, direi che corrisponde a una verità oggettiva. Ho vissuto molti anni in Gran Bretagna; quando ero a Londra sono diventata molto amica di un'artista israeliana, tutt'ora mia carissima amica, che si è "auto-esiliata" nel '99 dal proprio paese in segno di protesta contro la sua politica con i palestinesi. Tutt'ora vive a Londra con il compagno inglese e la loro bimba, la vado a trovare una volta l'anno circa e non ha alcuna intenzione di tornare in patria. Attraverso di lei quando vivevo in UK anch'io ho conosciuto un piccolo contingente di una dozzina circa di israeliani espatriati, fra artisti e musicisti, fra i quali anche un complesso jazz composto da membri sia israeliani che palestinesi! Ebbene, i loro racconti, le storie dei loro atroci servizi militari, le testimonianze di alcuni di loro che sono andati in galera per voler sfuggire al servizio militare sono stati illuminanti.

La mia amica ha fatto il militare durante la prima guerra del golfo, lei dice il periodo più brutto della sua vita. Spesso veniva costretta a perquisire persino le donne anziane arabe, chiaramente innocue, anche in maniera brusca e aggressiva (veniva minacciata lei stessa se non adottava atteggiamenti sufficientemente "militareschi"!). Questa mia povera amica di conseguenza ha avuto un esaurimento nervoso dal quale si è ripresa molto tempo dopo. Piangeva ogni notte, non sopportando di doversi atteggiare ad odiare gente che non le aveva fatto nulla di male. La sua testimonianza non è stata l'unica del suo genere che ho avuto modo di sentire. Li educano proprio all'odio, è vero. Vittorio dice il vero. Per quel che ne so io...

- DF

Titus Bresthell ha detto...

ovvio che quando parlo di aggressività israeliana mi riferisco all'esercito e al governo.
per quanto riguarda il clichè te lo potrei anche capovolgere dicendoti che da una parte c'erano militari dall'altra pescatori!
sarà che non riesco a pensare a pescatori/cattivi e militari/buoni...!
l'odio c'è da tutte due le parti, è vero, ma tra uno stato riconosciuto, appoggiato e finanziato dall'Occidente e un altro disperato e ignorato dalla comunità internazionale, io sto con il secondo.

Ed ha detto...

@ DF: Non metto in dubbio nulla di ciò che dici. Conosco palestinesi venuti in Italia che mi hanno detto che laggiù educano all'odio verso gli israeliani. Siamo d'accapo e mi fermo qui.
@ Titus: ribadisco che auspico due popoli due stati. E per quanto mi riguarda ho detto tutto.

Farfallaleggera ha detto...

Io capisco perfettamente Vittorio. Quando si fà "volontariato" si guarda solo il lato umano, non se l'individuo è di destra o di sinistra, se palestinese o israeliano...lo dice perfettamente DF quando scrive: "ho sempre avuto l'impressione che essendo così totalmente preso e coinvolto dall'aspetto umano e umanistico del dramma palestinese, facendo suoi i drammi dei pescatori, i contadini, le loro famiglie, ecc, lui fa un pò passare in secondo piano la contestualizzazione storica e politica. "
Riguardo all'esercito israeliano ti invito a leggere questo link: http://www.serenoregis.org/ cliccando su AZIONE (in alto a destra) e solidarietà alle tre obiettrici di coscienza (a sinistra) (purtroppo non c'è il link diretto) a completamento di quanto scritto da alcuni tuoi commentatori. Ciao ciao giò

Farfallaleggera ha detto...

Ti chiedo scusa ....il link esatto è:
http://www.cssr-pas.org/portal/2008/10/solidarieta-alle-tre-giovani-obiettrici-di-coscienza-israeliane/
Ciao giò

Anonimo ha detto...

Grazie, farfallaleggera, per il link. Ho letto tutto con grande interesse. Alla faccia di chi taccia i "giovani d'oggi" di mancanza di idealismo o coraggio, in qualsiasi parte del mondo si trovino. Queste ragazze vanno sostenute in ogni modo! Mi ha anche un pò commosso leggere il pezzo che hai linkato, dato che ho ricordato il racconto della mia amica israeliana trapiantata a Londra, e come il servizio militare ha rappresentato un trauma per lei. Aveva sempre gli occhi lucidi quando ne parlava, come se una parte del dolore per quei ricordi non l'avesse mai lasciata. E' atroce essere una vittima di soprusi, certo, ma credo che essere costretti, o condizionati a diventare vittimizzatori, o aguzzini deve essere anche una fonte di grande sofferenza, per non parlare dei sensi di colpa.

Buona serata a tutti
- DF

Ed ha detto...

@Giò: grazie e buona giornata.

Xanthe7 ha detto...

Titus Bresthell, di militari buoni ce ne sono molti, essendo l'esercito costituito da esseri umani in tutte le loro infinite sfumature di grigio. Non sto parlando di quelli israeliani in particolare, dico in generale. Poi se si condivide o meno l'ideologia di qualcuno è un conto, ma di certo non si può parlare di intrinseca bontà o cattiveria.

Xanthe7 ha detto...

Ah, Xanthe7 è DF, a proposito! :-)