domenica 3 febbraio 2008

Equivoci

Oggi su Il Manifesto c'è un fondo di Alessandro Portelli che riferendosi a un inserto sul '68 di Repubblica (non ho ben capito che razza di inserto sia perché di rado prendo il quotidiano del Fundador - come lo chiama Massimo -) riporta un brano stralciato da quell'inserto, scritto da Umberto Eco.
"Il Sessantotto è finito, ed è giusto che lo si giudichi storicamente. Il Sessantotto ha prodotto anche il terrorismo....
E Portelli ovviamente si arrabbia un pochino scrivendo che "ci vuole molta smemoratezza per non ricordarsi che il terrorismo in Italia comincia con Piazza Fontana il 12 dicembre 1969, una strage di stato che non fu certo prodotta dal '68, ma semmai contro il '68 e contro l'autunno caldo".
E ho avuto l'impressione che Portelli risponda a un qualcosa di Eco scritto recentemente, perché, ripeto, quell'inserto di Repubblica non l'ho visto.
Pensavo che a Eco (con tutto il rispetto, mi inginocchio e metto la faccia sotto il suo piede, che volendo, può anche muovere) fosse successo quello che sta succedendo un po' a tutti gli intellettuali alla Pansa, per dire.
Così ho cercato un po' tra i miei libri e le mie riviste per vedere se trovavo qualcosa che potesse farmi dire, riguardo al sommo Maestro, "come si cambia", ma ho trovato il volume "Sette anni di desiderio - cronache 1977-1983" edito da Bompiani nel 1983, che raccoglie gli scritti di Eco per quotidiani e settimanali.
A pagina 11 c'è un pezzo che s'intitola "Gli orfani del sessantotto" e che a un certo punto dice: "Il Sessantotto è finito, ed è giusto che lo si giudichi storicamente. Il Sessantotto ha prodotto anche il terrorismo..."
Siccome Eco è uno che è sempre avanti rispetto a tutti gli altri, il pezzo che ho citato l'ha scritto su L'Espresso il 24 febbraio 1980.
Alessandro Portelli l'avrà capito?

3 commenti:

chit ha detto...

Non so però a volte ho la sensazione che se la corrispondenza privata si ricominciasse a scriversela per lettera ed i giornali ricominciassero a ocuparsi di informazione forse le cose potrebbero anche andare un po' meglio...

Franca ha detto...

Che ti devo dire?
Io credo che di ogni fatto storico, a distanza di anni, sia giusto dare un giudizio storico, ma senza travisarne la realtà.
Credo anche che il terrorismo (cosa che potrebbe accadere anche oggi) lo abbia prodotto un senso di impotenza, frustrazione e impossibilità di riconoscersi e avere fiducia nelle istituzioni

Alberto ha detto...

Il terrorismo è nato con piazza Fontana. Chi in quegli anni era all'interno del movimento lo sa.