giovedì 6 dicembre 2007

Morire sul lavoro

A Roma si discute, a Torino si muore.
Non ho parole.
Qualche volta si prova a dire che la sicurezza sul lavoro non c'è perché gli operai non usano i caschi, per esempio.
Ma qua pare che gli estintori non funzionassero e che alcuni fossero completamente vuoti.
Queste notizie mi prendono male per cui preferisco non aggiungere altro se non le condoglianze alla vedova di Antonio Schiavone, 36 anni, che lascia anche tre figli.

5 commenti:

valentina ha detto...

E' vergognoso quante siano ancora oggi le morti sul lavoro!

chit ha detto...

In questi casi penso ci sia ben poco da aggiungere oltre quello che dice già la notizia.

Franca ha detto...

E quella del lavoro non è anch'essa una questione di sicurezza?
Certi comportamenti delle imprese non sono anch'essi criminali?

guccia ha detto...

Solo tanta rabbia che sfocia in odio. Comunque basta lamentarsi dei padroni, essendo tali speculano su tutto, a maggior ragione sulla sicurezza, io mi arrabbio di più con gli operai che ancora non capiscono che non si può morire sul lavoro... niente scuse... nemmeno la famiglia... meglio un padre sotto un ponte che un padre morto!
Se non si organizzano, non ritrovano la solidarietà morta e sepolta loro...

Anonimo ha detto...

anno zero ops anno 2008 alle porte aperte sta per entrare e èè ancora si vede gente che va a guadagnare la pagnotta èè non tornare questa e èèè la tragica realtà nella quale tutti noi opeai lavoratori ci veniamo a trovare senza sapere il come il perchè ee èè niente poter fare difronte a questi animali a due piedi superpesanti pubblici privati deviati tutto fare aa al macello ops mobbing la gente normale go go go questio time globale èèè per gli animali superpesanti a due piedi e èèè tutto normale regolare èè la vita che va va ma non torna . ciao vincenzo