mercoledì 18 aprile 2007

Partito Democratico

Non ho niente contro il PD, né contro chi si appresta a farlo nascere.
Siamo in Italia, un paese libero. Se qualcuno vuole fare un partito, lo fa, che diamine!
Ma essere eventualmente definito tra non molto un PI-DI-ino non mi piacerebbe proprio.
Già DI-ESS-ino mi piaceva poco, ma PI-DI-ino...no no, non se ne parla.

13 commenti:

zefirina ha detto...

e basta con tutti questi partiti, io per lavoro aggiorno anche l'anagrafe dei gruppi, ma sai quante volte cambiano nome in una legislatura, magari aggiungendo solo una piccola sigla o un aggettivo???? sempre gli stessi volponi rimangono però

guccia ha detto...

Eh per fortuna che non mi diventi pi-di-ino!

Carmelo ha detto...

Sempre meglio che essere definito un pi-du-ino...

;-P

guccia ha detto...

C'è forte "corrente" nei DS... ma anche in rifondazione ormai...
Staremo a vedere.

Ed ha detto...

@Zefirina:Eheheheh.. fossi al posto tuo farei un sacco di scherzetti :-)
@Carmelo: si vabbè..anche meglio di UDEUR-ino..
@Guccia: pare ci siano un sacco di raffreddori in questo periodo.

Velenero ha detto...

A mio paresre dovrebbero fare una legge che vieti a chiunque di fondare partiti che hanno somiglianze imbarazzanti con la democrazia cristiana...

Tfm ha detto...

Ah, allora sarà per quello che l'altro giorno un sondaggio ha dato il Pd al 23%!
Tfm

Fly ha detto...

Ed, tu che ne pensi dell'ipotetico partito socialista che vorrebbero fare?

Ed ha detto...

@Fly: cosa vuoi che dica. I remake mi stanno antipatici. Nella politica italiana c'è la brutta abitudine di abusarne.
Gli ideali di molti sono andati a farsi benedire in nome di interessi personali di pochi e ti dico la verità che mi mancano il PCI, la DC, il PSI, il PLI, il PRI e il PSDI, versioni originali.
Ma siamo nella seconda repubblica e se faccio questi discorsi vengo preso per matusa.
Il problema sta negli uomini dei partiti: le sigle e i loghi sono cambiati, gli uomini no.
Vorrei che le cose fossero più chiare, alla faccia del bipolarismo: destra, centro, sinistra. Chiari, con confini ben definiti.
Ora che Boselli voglia fare il PSI dopo tutte le (dis)avventure con quello di Craxi, dopo essersi alleato con radicali e comunisti, mi lascia un po' perplesso e mi confonde ancora di più le idee.
E la passione che avevo prima per la politica, cala sempre di più.

Fabio Guerrazzi ha detto...

al contrario tra di loro si chiamano "democratici". tecnicamente è un bel colpo, perché non è che siano proprio da soli, ma tant'è.
"..noi democratici.."
".. i democratici.."
".. il progetto democratico.."
".. il gRRaaande cerchio (democratico) della vita.."

ma quanti dostruzzi (ops don sturzi).

Dblk ha detto...

In effetti non è il massimo. Ciao, Dblk

pibua ha detto...

quasi quasi ci si butterebbe anche Berlusconi-oni-oni...
Ma dove andremo a finire tutti insieme appassionatamente?
Mah?!

Anonimo ha detto...

Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.