domenica 4 febbraio 2007

Catania

Mi dispiace che sia stato ucciso l'ispettore Filippo Raciti, mi dispiace che adesso la moglie pianga insieme ai suoi bambini, ma credo che se si vuole fare un ragionamento serio sui fatti accaduti venerdi a Catania, bisogna avere il coraggio di dire tutto e non le solite banalità che si leggono in giro.
Innanzitutto credo che il calcio c'entri poco o niente. Gli incidenti sono avvenuti fuori dallo stadio e pare che a Raciti e ai suoi colleghi sia stata fatta una vera e proprio imboscata.
Dunque, secondo me, non ha rilevanza che si trattasse di una partita di calcio o di pallacanestro. Se fermeranno i campionati di calcio, gli incidenti avverranno altrove: a una partita di rugby o di basket per il semplice fatto che a chi li causa non importa nulla di questa o quella squadra. Una partita è una copertura, una scusa per chi vuole gli incidenti.
Sarebbe più interessante chiedersi chi è che li vuole. Piuttosto di domandarci se è meglio fermare una giornata o due i campionati, dovremmo chiederci da dove arriva la violenza. Andare oltre il minorenne che getta una bomba carta in una camionetta e con quella stronzata provoca la morte di un tutore dell'ordine.
Il destino ha voluto che mentre succedeva quel che è successo, fossi ad ascoltare Luigi Malabarba e se non avessi sentito quel che ha detto, probabilmente adesso ragionerei in maniera diversa.
Luigi Malabarba è stato membro del Copaco nella scorsa legislatura, poi è stato di nuovo eletto al Senato con Rifondazione e in seguito si è dimesso per lasciare il suo posto a Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il ragazzo ucciso al G8 di Genova (c'è chi si ostina a scrivere "morto" e già questo è un errore. Lo ripeto: se vogliamo cercare di capire è meglio non nascondersi dietro un dito, ma dire le cose come stanno, senza peli sulla lingua).
Malabarba ha raccontato cose interessanti a proposito della sicurezza nel nostro paese e dell'evoluzione che ha avuto dopo i fatti di Seattle del 1999.
Ha detto che già a Napoli nel 2001 (Ministro dell'Interno: Enzo Bianco, governo D'Alema prima, Amato poi) si erano svolte le prove generali per quello che sarebbe successo a Genova quattro mesi dopo (Ministro dell'Interno: Claudio Scajola, governo Berlusconi). Era cambiato tutto, dopo Seattle, e anche in Italia le forze dell'ordine si stavano adeguando. Squadre specializzate messe insieme temporaneamente per far fronte alla protesta e poi sciolte.
Tutti quelli che sono stati protagonisti a Genova, sono stati promossi di grado. Il bliz alla Diaz era stato pianificato. Malabarba ha raccontato che ci sono veri e propri prontuari per gli agenti per come guadagnare punti per passare di grado. Se te la senti di picchiare un immigrato guadagni più punti e fai carriera più in fretta di un agente che magari è lì da vent'anni ma che non se la sente.
I governi vogliono che lo scontro sia duro (i fatti di Catania sono il pretesto per far dire a Amato, attuale Ministro dell'Interno: "Niente tregua ai criminali"), se non lo è abbastanza, fanno in modo che lo diventi.
Federico Aldrovandi è stato ucciso a botte e i familiari all'ospedale hanno faticato a riconoscerlo.
A Bologna, nel 2004, le Pattuglie Cittadine erano insieme alla polizia e hanno massacrato di botte alcuni manifestanti e ora sono sotto inchiesta.
Bisogna fermare questa spirale di violenza. Bisogna chiedersi da dove viene e chi la gestisce, da una parte e dall'altra.
La violenza genera violenza. Ogni domenica c'è il rischio reale che ci scappi il morto, ma degli incidenti non si parla se non c'è una vittima.
Lippi dice che le società dovrebbero comprare eserciti, anziché giocatori. Con tutto il rispetto, credo che in questa maniera la situazione diventerebbe ancora più allucinante.
E per favore, non parliamo di campionati a porte chiuse: c'è chi allo stadio ci va ancora per divertirsi e che desidera portare i figli con sè.
Dal momento che gli incidenti qualche volta avvengono anche negli stadi, comincerei a costruirli in modo che le tifoserie opposte non abbiano possibilità alcuna di venire a contatto e invece di aumentare le forze dell'ordine fuori, le ridurrei drasticamente. Le pene devono essere severe e i dirigenti devono smetterla di coprire i capi ultras con scuse ridicole.
Sentivo ieri alla radio che in Inghilterra chi anche solo sfiora un agente viene arrestato.
Bene: mettiamoli al fresco. Ma per favore, non massacriamoli di botte perché sennò saremo daccapo.

11 commenti:

insolitacommedia ha detto...

Gran bel post.
Hai fatto bene a ricordare Aldrovandi.

Ma non mi dovevi richiamare?
Io ho porvato ma il tuo telefono non squilla. Boh

ventodipolente ha detto...

per ma la nostra nazione è come un esercito di cagnolini che corrono dietro al pallone nessuno guarda chi lo lancia e perchè, il diritto deve venir rispettato da tutti soprattutto da chi lo deve far rispettare altrimenti come si può pretendere che si rispetti il diritto se viene calpestato dalla fonte per arrivare ad un braccio che molto spesso è martoriato peggio di un eroinomane...in tutto esiste una parte buona ed una malata ma i colpi di spugna non servono ad una mazza bisogna creare i presupposti per mettere la museruola a tutti i cani da guerra qualsiasi vestito o divisa indossino altrimenti si tratta dell'ennesima supercazzora la stessa che sentiamo da...da...diavolo da sempre...magnifico post...

tisbe ha detto...

Pare che sia stato ucciso perché aveva testimoniato contro un ultrà. Perché l'hanno rimandato sul campo? Ha sbagliato il suo superiore che non ha saputo proteggerlo

meinong ha detto...

Hai fatto bene a ricordare certe cose.

Pensatoio

valentina ha detto...

bel post, concordo con quello che scrivi, in realtà il calcio c'entra poco stavolta, o comunque erano pronti ad attaccare la polizia... la violenza non porta da nessuna parte

v

massimo ha detto...

C'ero anch'io a sentire Malabarba e devo dirti che ha detto cose esatte ma anche altre grossolane. Non ha detto che dentro la polizia vigilano su certi comportamenti solide organizzazioni sindacali (che nel passato hanno sempre autonomamente denunciato all'opinione pubblica le storture del sistema...) e dopo aver prestato 25 anni di servizio in polizia non ho mai sentito parlare di prontuari per la carriera. La carriera per i non direttivi è scandita da tempi precisi cui si può ovviare con i concorsi interni. I direttivi hanno delle aperture sulla progressione cronologica determinate da incarichi, corsi, sedi occupate e risultati.Sul nuovo direttore del SiSde è stato ingeneroso. Il dr. Franco Gabrielli, che è stato in servizio anche ad Imperia alla Digos, ha nel recente passato sgominato, quale dirigente la Digos di Roma, le nuove brigate rosse, è stato promosso per meriti straordinari e insignito di medaglia d'oro. Lo conosco bene, non è uno yes men, è una persona molto preparata culturalmente e credo che anche ad imperia siano state, nel passato, apprezzate le sue qualità umane e professionali. Malabarba è sicuramente molto informato e preparato ma alcune affermazioni sono tutte da verificare, magari con un contradditorio dove siano presenti anche voci diverse, magari proprio delle oo.ss. della polizia. Hai ragione nel dire che la spirale va interrotta. Una spirale si interrompe anche non formulando generiche affermazioni che poi ricadono su tutti gli appartenti, si denunciando gli abusi, ma rispettando che ha deciso di fare un lavor, oggettivamente non semplice.

Bhikkhu ha detto...

Uhm... proprio oggi pensavo che se ci fosse meno corruzione fra i politici e meno sadismo fra i poliziotti, l'Italia sarebbe un posto migliore... parlo di dare il buon esempio, il resto vien da se, no? E quando parlo di sadismo, so di cosa parlo, non ho usato un termine a caso: mi riferisco a gente che GODE nel picchiare gli immigrati, ad es.
Gode...
Merda, come posso sentirmi protetto da un sadico?
Perché se fra i delinquenti ci sono figli di medici e di poliziotti, allora non possono tirare fuori questa storia del degrado. Oddio, ci sarà anche quello, ma c'è dell'altro... e io appunto ci metto il cattivo esempio delle istituzioni, politiche e poliziesce, quelle che ci dovrebbero governare e proteggere...
Spero di non aver scritto troppe scemenze!

Ed ha detto...

@Francesco, Valentina, Meinong e Ventodipolente: grazie.
@Tisbe: hanno sbagliato tutti, secondo me.
@Massimo:grazie per il tuo contributo. Puoi trovare qualcosa di ciò che ho scritto (non virgolettato, e me ne scuso), su "2001-2006 Segreti e bugie di Stato" di Gigi Malabarba edito da Alegre edizioni.
Sono certo che tu avrai capito che quando dico "violenza genera violenza" intendo violenza da qualsiasi parte arrivi.
@Bhikkhu. Ovviamente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma condivido la tua preoccupazione.

Anonimo ha detto...

mi è piaciuto il post, anche se non condvido il pensiero politico di Ed e dei frequentatori del blog oggi ho voluto dare il mio contributo perchè ciò che ho letto mi è sembrato dettato dalla ragione e non dalle idee politiche. I fatti di catania mi hanno poi particolarmente colpito in quanto sono stato ultras parecchi (aimè) anni fa e uno dei pochi qui in provincia ad aver avuto contatti assidui con le grandi curve. Il motivo che mi ha portato a lasciare tutto è stata proprio la forte sensazione che ad un certo momento ho captato in gradinata: si stavano inasprendo i rapporti con le forze dell'ordine e si parlava oramai più del celerino che della tifoseria opposta. Allora non c'era internet e si ci sentiva per telefono, mi ricordo che una sera ho telefonato ai capi che erano in riunione per chiedere a che ora pensavano di arrivare a Torino tanto per per non trovarci da soli davanti ai gobbi e loro mi risposero di non preoccuparmi che il problema erano i puffi (allora la polizia si chiama così) e loro si stavano preparando per incontrarli. Da allora la situazione è precipitata, si è passati da una specie di mutuo accordo, voi non esagerate e noi non vi carichiamo, alla manganellate senza motivo. Penso che la causa di tutto ciò sia da ricercare da un lato nella abbassamento dell'età media degli ultras (ho visto ragazzini di 13/14 anni dei Tupamaros dare colpi di punteruolo ai doriani come se bevessero acqua) e dei cani sciolti che hanno trovato nelle curve una zona franca dove scatenarsi e dall'altro nei poliziotti pronti a spaccare teste soltanto perchè l'ispettore di turno aveva deciso di caricare tanto per far vedere che visto che erano lì qualcosa dovevano fare. Bisogna usare di più la ragione ed il dialogo, fare opera di prevenzione, ragionare con le curve non diffidare i capi storici che sono gli unici ad aver autorità sui giovani. scusate se mi sono dilungato ma l'argomento mi stà ancora particolarmente a cuore...in fondo rimani ultras per la vita.

Ed ha detto...

Peccato che un commento così carino non sia firmato neppure con un nick.

Anonimo ha detto...

ANCORA A PROPOSITO DEI FATTACCI DI CATANIA
Per chi volesse sentire anche la campana delle curve potete leggere qui www.boys-san.it/COMUNICATI/12.htm un comunicato dei ragazzi di Parma, i vecchi Boys Crusader, una curva che è stata forgiata dalle difficoltà del caso parmalat ma che non ha mai ceduto le armi continuando ad accompagnare e tifare la propria squadra.
Così per sentire anche loro.