giovedì 1 aprile 2010

Io, comunista, ho votato Lega

Riporto una lettera inviata a il manifesto e pubblicata ieri, 31 marzo 2010:


Sono uno studente universitario di 27 anni che si professa filocomunista, ma che domenica, al momento fatidico, ha posto una croce su Alberto da Giussano. Perché? Per diversi motivi: tanto per cominciare un partito comunista in Italia non c'è. Ci sono tanti partitelli bellicosi e fastidiosi che non andranno mai da nessuna parte. Poi, quando dico di essere filocomunista, intendo dire che credo nell'ideale economico, nella lotta di classe, non nelle tante battaglie post-sessantottine che sembrano essere diventate la principale preoccupazione della sinistra di oggi (non me ne vogliano gli omosessuali, ma preoccuparsi delle unioni di fatto oggi è come raddrizzare i quadri durante un terremoto...). Infine, la questione immigrati: il razzismo è sbagliato, ma anche il suo opposto lo è, e c'è poco da fare i buonisti, quando ti arriva un campo nomadi vicino a dove abiti, e guarda caso, in un mese vieni derubato quattro volte; o quando il tuo collega rumeno ti dice che gli italiani sono "schiene dritte" (falso, io mi sono sempre fatto il mazzo, me lo faccio tutt'ora e ne conosco tanti altri come me); o quando tua cugina ti racconta che nella sua classe, a maggiornza stranieri, si sente dare dell'italiana di merda. A cantare le lodi della società multiculturale sono capace tutti ma provate a scoprire come la pensa chi si trova a "godere" in prima linea di questi "benefici". Provate a scendere nei quartieri popolari, nelle periferie, nelle fabbriche, dannazione. Il razzismo è sbagliato, ma anche il voler tapparsi gli occhi davanti a un problema reale è sbagliato. Ora lapidatemi, datemi del razzista, del servo del padrone, dell'ignorante. So che molti di voi lo faranno. Ma se c'è qualcuno di mente aperta che ha davvero a cuore l'interesse del Paese, qualcuno che le elezioni ogni tanto vorrebbe vincerle e che non si accontenta di essere un bellissimo perdente, ecco, io mi rivolgo a quel qualcuno: pesa le mie parole, vienimi incontro. Fammi sentire la tua presenza nelle fabbriche. Fammi sentire capito, non criticato e messo dietro la lavagna, quando ti parlo del mio disagio con il rom che viene a rubarmi in casa. Fammi sentire che non ci sono soltanto i matrimoni gay e il diritto di voto agli immigrati, ma che ci sono anch'io, povero signor Rossi qualunque, che ha l'unica colpa di appartenere a nessuna minoranza etnica, sessuale o religiosa e che di conseguenza viene sistematicamente ignorato da quello che una volta era il partito dei lavoratori. Credimi, siamo in tanti a pensarla così
Un tradito

Grazie, Giacomo, per avermela segnalata. Mi ha fatto pure pensare a quel detto famoso: "Cun u cü di autri a semmu tutti bulicci"

5 commenti:

Massimo ha detto...

Sai, Ed, è lo stasso discorso che ieri facevo con mio padre.
Questa cosa che sta a sinistra (di cosa poi..?) si preoccupa di dare le dimensioni delle strisce del passaggio pedonale ma non di aiutare le vecchiette ad attraversare.

chit ha detto...

Contento lui... io manco sotto tortura. Forse non sono comunista??

Intanto, di passaggio, buona Pasqua ;-)

Titus Bresthell ha detto...

credevo che anche tu avessi fatto la fine di lindo ferretti..

Ed ha detto...

La lettera del "comunista tradito" sarà pure discutibile, ma secondo me in molti farebbero meglio a rifletterci. E, Chit, neppure io voterei mai Lega.
Buona Pasqua anche a voi.

Chit ha detto...

Di passaggio...
buon 25 prile e buona liberazione!? ;-)