giovedì 17 luglio 2008

Ciclismo: Riccò fuori dal Tour

Riccardo Riccò aveva vinto due tappe al Tour, tutte e due con arrivo in salita, e qualcuno cominciava a fare paragoni con Pantani.
Stava per nascere un mito, ma purtroppo non ci sono cascato. Dico purtroppo perché in fondo mi piacerebbe avere qualche mito nella mia vita e tutto sommato c'è sempre tempo. Eppure non c'è niente da fare, non ne ho e non ne ho mai avuti: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Rolling Stones, Velvet Underground, Che Guevara, Enrico Berlinguer, Ayrton Senna, Alessandro Del Piero, Sandro Bondi, Renato Schifani, nessun loro poster è mai stato appiccicato alle mura di camera mia.
Allo sport ho cominciato a disinteressarmi proprio quando hanno iniziato a trovare atleti dopati e scudetti rubati, ma non è colpa mia se al mondo ci sono ancora tanti incoscienti e disonesti che mi hanno fatta passare la voglia.
Già ai tempi delle olimpiadi del 1992, scherzando con gli amici, dicevo che dovrebbero liberalizzare il doping e fare le classifiche con scritto tra parentesi "CD" e "SD": con doping e senza doping; i doppi podi a sei scalini per le medaglie regolari e le medaglie irregolari. Perché purtroppo qualche incosciente che vuole vincere mettendo a rischio la sua vita ci sarà sempre e allora tanto vale farsene una ragione perché o aboliscono lo sport o si accettano i dopati.
Verrà il giorno in cui si dirà: "Trovate tracce di sangue nell'Epo di X" oppure: "Ciclismo sotto choc: Y trovato pulito alla Vuelta"
Questo Riccò ha preso la Cera. Non quella per lucidare i pavimenti.

"E' un doping di terza generazione (Continuous Erythropietin Receptor Activator), un attivatore continuo dei recettori dell'eritropoietina che stimola la produzione di globuli rossi. Grazie al Cera, giunto da poco nel mercato del doping, l'effetto dell'Epo dura molto più a lungo del normale"[Repubblica.it]

Il doping ha fatto passi da gigante, l'antidoping e la Gendarmeria francese pure. Andava piano solo con Armstrong: i motivi erano politici e commerciali.
Viene da dire che Riccò avrebbe dovuto aspettare la quarta generazione, invece ha fatto come Scajola per le centrali nucleari: vanno bene anche quelle di terza.
I risultati si sono visti: uno probabilmente ha finito la carriera, l'altro si è pure visto accantonare, per il momento, il nucleare dalla finanziaria.
Per la cronaca: la Stampa.it in prima pagina, al riguardo scrive "Ciclismo sotto choc". ^__^

11 commenti:

conteoliver ha detto...

Oggi, dopo la notizia, ho letto che Riccò era guardato a vista perché alcuni controlli precedenti avevano evidenziato valori strani.
Ma perché allora gli articoli dei giorni scorsi battevano sul solito copione del ciclista eroe ?

mario ha detto...

Capisco la tua delusione per i dopati ma che ci azzecca Che Guevara?
Per al cronaca un medico che si è fatto il Sud America in motocicletta prima, ha rinunciato ad una vita borghese poi e si è fatto ammazzare in montagna, alla fine, combattendo contro fascisti ed agenti della Cia.
Non era un mito era una roba a cui tanti non riescono neanche ad allacciare le scarpe.
Neh;-))?

Ed ha detto...

@conteoliver: per vendere copie in più, probabilmente.

@Mario: si parlava di Miti. Che Guevara è un Mito per milioni di terrestri, per me non lo è mai stato.Intendevo dire questo, mica mettere in discussione le personalità di uno o dell'altro. Forse non hai letto con attenzione. Anzi, già che ci sono, me ne viene in mente un altro, di Mito: il subcomandante Marcos. Manco lui lo è per me, ci pensi?!

Franca ha detto...

Perchè ciclismo sotto choc?
Ormai è la norma...

SI-FA-SI ha detto...

Mi ci ritrovo nella tua sensazione...Son parecchi anni che vado in bici, quando benino e quando da schifo (ma mai dopata per scalare le collinette del Chianti:-P), e il ciclismo e' sempre stata una mia passione.
Seguivo Giri d'Italia e Tours principalmente, spesso col mi' babbo, li'presi tutti e due a tirare bestemmie, a tifare, a fare analisi, parlare di strategie...Insomma i pomeriggi e le serate alla Fantozzi con frittatona e rutto libero:-)
Era bello.
Era.
Poi un amico di famiglia ci passo' un libro su di un ciclista francese che aveva vuotato il sacco, vero pioniere a quei tempi. E li' ci casco' davvero tutto l'entusiasmo...
Oggi nn ce la facciamo piu'a star li' a seguire con passione, non c'e' verso...Oggi c'e' chi se ne frega, nn ci pensa e sta li' ancora a guardare le corse e chi e' troppo disgustato per farlo. Non credo esistano vie di mezzo.
Riguardo ai miti, mi fa paura chi ci crede troppo...:-)

SI

beppestarnazza ha detto...

Anche Piepoli, mio conterraneo, è finito sotto il mirino dell'antidoping. E pensare che alla recente vittoria di tappa il nostro sindaco si era prodigato con l'affissione di un entusiastico manifesto, tappezzando tutte le strade :-(

BECA ha detto...

dopo Pantani non mi appassiono più..

babilonia ha detto...

io non potrei correre. sono un dopato quotidiano perchè assumo la pasticchina per la pressione.
Comunque il ciclismo non appassione neanche me. ogni qualvolta si assiste ad una impresa, si ha subito il sospetto che l'atleta non sia pulito

Tanuccio ha detto...

Manco sapevo chi era Riccò...
Una volta il ciclismo mi esaltava, indurain, pantani... Ma ad oggi non riesco neanche a reggere il primo Gran Premio della Montagna.

guccia ha detto...

Resta Bartali!
... e i francesi che s'incazzano...

Mitizzare Che Guevara è servito solo a farne magliette e posaceneri.

Daniele ha detto...

Bravo.. non ci sei cascato... purtroppo non dobbiamo più cascarci....