martedì 20 novembre 2007

La casta dei giornali

Se La Casta, il noto libro di Stella e Rizzo sui costi della politica, ha fatto indignare mezza Italia vendendo tonnellate di copie, La casta dei giornali di Beppe Lopez (edito da Stampa Alternativa) potrebbe fare altrettanto. Solo che ne dubito perché ai giornalisti non credo converrà molto parlarne. Per questo lo segnalo qui, nella speranza che qualcuno lo riprenda, parlandone sul proprio blog, in modo che in molti si rendano conto di com'è ridotta l'informazione italiana.
La casta dei giornali
C'è da dire, e Lopez dedica al fatto un intero capitolo, che il merito di aver scoperchiato la pentola è stato di Milena Gabanelli di Report con quel famoso servizio del 23 aprile 2006.
Beppe Lopez va oltre, analizzando la legge sull'editoria fino dai suoi esordi e scrivendo cose che finora è stato difficile trovare in circolazione.
Per esempio, che lo Stato finanzia il Corriere della Sera "rimpolpando gli utili degli azionisti della Rcs con elargizioni calcolate, per un solo anno, in 23 milioni di euro" e anche "il quotidiano della Confindustria (Il Sole 24 ore ndr) con più di 19 milioni di euro, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana (L'Avvenire ndr) con più di 10 e il quotidiano della Fiat (La Stampa ndr) con 7 milioni di euro".
Ce n'è per tutti dal momento che, come si sa, se prima i giornali di partito potevano ricevere un contributo, giusto per garantire il "pluralismo" nell'informazione, poi, con il trucco dei due parlamentari che firmavano a favore di un quotidiano per fargli avere il contributo, pur non essendo un giornale di partito, altri ne hanno approfittato. L'esempio di Libero, il Foglio e il Riformista sono noti: ci costano più di 12 milioni di euro l'anno.
Ormai non solo i quotidiani ricevono contributi, ma anche i settimanali e i periodici. La Mondadori, per dire, non ha quotidiani, ma lo Stato, sotto forma di credito d'imposta sulle spese sostenute per l'acquisto di carta in un anno, le ha elargito 10 milioni di euro e per le spese postali le ha fatto uno sconto di 19 milioni di euro.
"Nel maggio del 2007 Sky TV ha fatto domanda per ottenere i rimborsi per i costi di spedizione di Sky Magazine, la rivista con i programmi del mese inviata dall'azienda del supermiliardario Murdoch ai propri abbonati. E Palazzo Chigi confermò: in base alla normativa vigente, le spettano in effetti 25 milioni di euro l'anno di contributi pubblici.
L'Unità produce ogni notte 16 mila copie di scarto per consentire alla Nuova Iniziativa Editoriale Spa d'incassare dallo Stato, solo con esse, 250 mila euro annui di contributi che concorrono a quelli che complessivamente le spettano (6,5 milioni di euro) per il fatto di stamparne ogni notte 120 mila, anche se potrebbe mandarne in edicola solo 80 mila, visto che se ne vendono meno di 60 mila. Una resa del 50% delle copie non si era mai vista prima dell'avvento delle provvidenze per l'editoria.
Europa, il quotidiano della Margherita, notoriamente vende sotto le 5 mila copie, diciamo molto sotto. Eppure, per incassare più di 3 milioni di euro l'anno in pubblici contributi , la sua amministrazione deve farne stampare 30 mila copie. Sapendo perfettamente che fine faranno: al macero.
"
Ci sono tante piccole curiosità che meritano davvero di essere lette. De Il Campanile dell'Udeur di Mastella ultimamente ne abbiamo lette di cotte e di crude, ma per esempio io non sapevo che Ciarrapico, il re delle acque minerali, ha dodici testate (udite, udite: Nuova Viterbo Oggi, Ciociaria Oggi, Nuovo Molise, Nuova Rieti Oggi , Fiumicino, Guidonia, Ostia, Castelli Oggi..) che vende con Il Giornale con il metodo del "panino", a un euro, sotto costo. Solo che ha chiesto, e ottenuto, 5 milioni di euro di contributi dallo Stato.
E Beppe Lopez, dati alla mano, porta una serie infinita di esempi con due considerazioni: più è grande il quotidiano (Repubblica, Corriere, Sole 24 ore) più prende contributi dalle nostre tasche. E con tutti questi contributi lo Stato si è creato una sorta di "difesa" dall'informazione "autorevole" che non può dirsi libera se, alla resa dei conti, ha lo Stato come editore. Così la Casta dei giornali è in pratica La Casta della Politica.

6 commenti:

Franca ha detto...

Avevo visto il servizio di Report.
Ci sono giornali che praticamente non vendono nessuna copia eppure prendono soldi dallo Stato, altri che li regalano nelle stazioni, nelle metropolitane e in giro per la città perchè il contributo è sul numero delle copie stampate e non su quelle realmente vendute.
E' una cosa veramente scandalosa.
La riforma dell'editoria sarebbe da fare con estrema urgenza.

ivan ha detto...

anche io ho visto il servizio su report. Ho visto poi anche quanto ci costa il giornale di Mastella e su questo ho fatto anche io un post.

S.B. ha detto...

Ho visto anche io il servizio. E mi comprerò anche il libro.

signor ponza ha detto...

Ricordo anche io il servizio di Report ed è davvero vergognoso. Probabilmente quando tornerò in Italia mi procurerò questo libro.

zefirina ha detto...

avendo letto il primo sui politici, mi tocca di leggere anche questo...
così mi vendico degli amici giornalisti che mi hanno massacrato di battute su dove lavoro

Negroski ha detto...

Ed grazie per la segnalazione!