mercoledì 7 novembre 2007

Espulsioni [II]

Monsignor Giancarlo Bregantini potrebbe essere il nuovo arcivescovo di Campobasso-Bojano, ma in Calabria protestano.
Infatti Mons. Bregantini, attualmente vescovo di Locri-Gerace, ormai è un simbolo della lotta alla 'ndrangheta.
Non ha chiesto lui di essere trasferito: qualcuno vuole spostarlo. Un po' come hanno "spostato" De Magistris, per dire.
Questo fatto è curioso e mi spinge a pensare che ci sia una specie di Disegno atto ad allontanare da quella regione chi sta dalla parte della Legge.
I ragazzi di "E adesso ammazzateci tutti" si sentono orfani, ma oggi al GR1 delle 13, uno di loro ha detto che se il trasferimento dovesse avvenire, loro continueranno a seminare ciò che Mons. Bregantini ha iniziato a fare nel 1994.
Un suo stretto collaboratore ha detto che, nel caso, ovviamente il Monsignore obbedirà, ma che è "molto triste".

5 commenti:

la giustiziera della notte ha detto...

Davvero triste questa storia. L'altro ieri è stato arrestato lo piccolo,ma quotidianamente si verificano questi eventi che fanno fare 10 passi indietro alla lotta contro tutte le mafie in Italia.

cosedicasanostra.blogspot.com

Franca ha detto...

Si effettivamente viene da pensare che sotto ci sia un disegno.
Indipendentemente da ogni altro giudizio, non era certamente il momento per effettuare questo trasferimento di cui non si capiscono neanche le ragioni.
Il TG1 ha riportato che l'interessato ha commentato che qualche volta obbedire è difficile.
A buon intenditor...

pibua ha detto...

Non resta altro che sperare che il suo successore continui sulla sua stessa strada...comunque è davvero frustrante accorgersi che proprio quando si comincia ad ottenere qualche risultato, si trovi subito il modo di tornare indietro...mah?!

zefirina ha detto...

che lo facciamo per la sua incolumità???? (lo so lo so sono troppo buona)

Anonimo ha detto...

Un calcio dalla Casta

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2385¶metro=politica

Maurizio Blondet si è incazzato.
Con Giulietto Chiesa che lo ha definito “fascista” e si rifiuta di tenere dibattiti con lui presente.
Un po’ gli sta bene, che apprenda la lezione.
Che il “nemico” non è Borghezio o il maiale di Calderoli.
La Casta non è la Lega Nord, ma ben di peggio.
Blondet viene ferocemente attaccato perché ha capito (un po’ dopo Fottilitalia) che la casta è il sistema di potere italiano, ossia l’intreccio cattocomunista costituito da “burocrazia inadempiente”-politici di professione-sindacati di regime-grandi interessi economici parassitari.
In luogo di un popolo inesistente costoro gestiscono lo stato.
La Casta odia Berlusconi, nonostante la sua capacità di sintesi pari a quella di un novenne, perché non può controllarne al 100% i media come dovrebbe avvenire in un vero stato “democratico” stalinista.
La Casta detesta i meridionali perché non si piegano al diktat “zitto e paga” che così ben funziona coi beoti polentoni, e li accusa di essere mafiosi.
Per la Casta uno zingaro criminale è meno pericoloso di Blondet perché non mette in discussione i privilegi dei “castisti”; anzi meglio tenerselo buono, il rom, che col diritto di voto può tornare utile per puntellare il potere. Perciò chiunque discuta l’ingresso di chicchessia, diviene automaticamente fascista, razzista ecc.
Quanto a Giulietto Chiesa, egli è, “ sic et simpliciter”, il perfetto MALATO DI MENTE COMUNISTA e totalitarista, di quelli che sono “razzisti verso i razzisti”. La negazione di ogni libertà, di ogni metodo dialettico che non siano quelli certificato dal dogma marxista. Come nella Romania di Ceausescu, in cui anche i libri di fisica quantistica dovevano essere approvati dal capo supremo.
La casta non può platealmente abolire le elezioni, ma sta studiando riforme elettorali, sbarramenti per consentire di votare solo i suoi fidati satrapi.
Chiesa è un killer mediatico, un esecutore ineffabile per le sentenze di morte (solo?) mediatica emesse della combriccola criminale. E’ il Goebbels della situazione.
Che si renda conto Blondet che questo è il prezzo da pagare per una unità “nazionale” senza un nazione. Una bolgia efferata che s’impadronisce dello stato per portare avanti i suoi torbidi interessi privati, in qualche modo imbevuti di ideologia.
Anche lui, l’”impolitico”, come la maggioranza degli “italiani”, lo capirà quando sarà troppo tardi.

Canna-Power Team

Messaggio n°216 del 08/11/2007

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il sito anti-italiano per eccellenza

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