sabato 16 giugno 2007

Genova per chi?

Dopo le dichiarazioni di Michelangelo Fournier che ha paragonato la scuola Diaz di Bolzaneto nei giorni del G8 a una macelleria messicana e che ha rilasciato questa intervista, oggi apre il libro Salvatore Genova.
Il dirigente della polfer Liguria, ha rilasciato una lunga intervista al giornale di Genova riguardo i fatti del G8.
«Con poche centinaia di uomini dovevamo fronteggiare in stazione il deflusso di oltre ventimila manifestanti. Improvvisamente il supporto del Reparto Mobile, fondamentale, venne meno perché furono dirottati altrove, in vista dell’irruzione.
Siamo rimasti praticamente “nudi”. Potevano massacrarci. Eppure il confronto è stato gestito senza drammi, dialogando con i dimostranti. Nel frattempo, ascoltavamo via radio quello che si stava preparando altrove e veniva da rabbrividire, con funzionari arrivati da fuori che non conoscevano
minimamente la città e dovevano gestire situazioni delicatissime. Abbiamo telefonato decine di volte alla centrale operativa della questura dicendo che Brignole poteva trasformarsi in una mattanza. Abbiamo dovuto spegnere le televisioni che facevano rimbalzare le immagini dei pestaggi nella scuola,per non infiammare gli animi. Ebbene, in quel contesto, i superiori ci hanno lasciato in cinquanta, davanti a ventimila.
E io mi sono chiesto chi fossero realmente i “nemici”, gli avversari, se forse non stessero dalla nostra stessa parte
».
Salvatore Genova racconta anche alcuni fatti del passato:
«Nei primi anni ’80 esistevano due gruppi di cui tutti sapevano: “I vendicatori della notte” e “I cinque dell’Ave Maria”.
I primi operavano nella caserma di Padova, dov’erano detenuti i brigatisti fermati per Dozier (oltre a Cesare Di Lenardo c’erano Antonio Savasta, Emilia Libera, Emanuela Frascella e Giovanni Ciucci). Succedeva esattamente quello che i terroristi hanno raccontato: li legavano con gli occhi bendati, com’era scritto persino su un ordine di servizio, e poi erano costretti a bere abbondanti dosi di acqua e sale.
Il discorso è più ampio e inquietante quando entrano in gioco “I cinque dell’Ave Maria”. Ovunque era nota l’esistenza della “squadretta torturatori” che si muoveva in più zone d’Italia, poiché altri Br (in particolare Ennio Di Rocco e Stefano Petrella, bloccati dalla Digos di Roma) avevano già denunciato procedure identiche. Non sarebbe stato difficile individuarne nomi, cognomi e “mandanti” a quei tempi. Ecco, il rimpallo di responsabilità, le “amnesie” che caratterizzano le deposizioni sul G8 e la scuola Diaz dimostrano che purtroppo il metodo, per alcuni gruppi ristretti ma potenti, non è cambiato
»
A Roma, scrive Il Secolo XIX, si dice che sia "Un modo per scalzare il capo della polizia Gianni De Gennaro", il gran visir di tutte le polizie italiane.
E' curioso, comunque, come improvvisamente due funzionari della polizia decidano di svuotare il sacco, il cui contenuto, peraltro, già si conosceva.
E' curioso altresì che mai si faccia il nome del Ministro dell'Interno di quel periodo, on. Claudio Scajola, che come prassi, oggi è presidente del Copaco.
Possibile che non abbia nulla da dire in proposito? E' in altre faccende affaccendato, lo sappiamo, ma anche se al Copaco c'è arrivato via Ministero delle Attività Produttive, sempre Ministro dell'Interno era durante i fatti del G8 di Genova, nel 2001.

9 commenti:

solaria ha detto...

questa intervista dimostra ancora una volta che se si vuole (se la polizia vuole) gli scontri non avvengono, perchè ci sono vere e proprie "tattiche" di gestione della piazza per far sì che tutto venga tenuto sotto controllo. A genova per il g8 invece lo scontro è stato voluto, cercato, pianificato, perchè funzionale a una strategia di intimidazione di un movimento che non piaceva.
Ci sono state decine e di manifestazioni post-g8 , anche più affollate (si pensi al social forum di firenze dell'anno dopo) in cui non è successo niente, eppure c'erano gli stessi "no-global-cattivi" ma una diversa volontà politica

S.B. ha detto...

una delle pagine più oscure degli ultimi anni ...

Samuele ha detto...

Scajola era ministro dell'interno da circa un mese, poco più. Si è ritrovato in mano una situazione già perfezionata dal ministro dell'interno precedente (direi Bianco, ma potrei sbagliare) in quanto il G8 era pianificato da oltre un anno. Incolpare Scajola a tutti i costi mi sa come di pregiudizio. L'organizzazione del G8 è stata tutta nella mani del governo precedente.

Ed ha detto...

@S.B. speriamo che ci sia l'inchiesta parlamentare.
@Samuele: sono d'accordo. Bianco (o chi per lui) a Napoli aveva fatto le prove generali, Scajola (o chi per lui) le ha sviluppate a Genova.
Il G8 era stato pianificato dal governo precedente, ma è stato gestito da quello successivo.
Che poi ci sia qualcuno dietro con più poteri dei Ministri, quello è un altro discorso che mi auguro sia chiarito al più presto. Magari da una inchiesta parlamentare. Ma so che la mia è pura utopia.
Non sto a farti l'elenco dei fatti oscuri, mai del tutto chiariti, che hanno colpito l'Italia dal dopoguerra a oggi perché sono certo che li conosci meglio di me.
Grazie della visita e buona domenica.

zefirina ha detto...

si è visto a roma, agli agenti è stato fermamente ordinato di non rispondere alle provocazioni, hanno trascritto i colloqui tra il questore e i suoi agenti che fremevano...e gli ordini era state fermi...
non mi scorderò la visione di quello che è successo al G8 di genova, valentina per fortuna l'ho rinchiusa in casa, ma avevo altri amici che erano andati con la rete lilliput e sono tornati malconci

guccia ha detto...

Io c'ero. Chissà se adesso qualcuno comincerà a credere agli orrori che provo a raccontare fra un enorme strazio da 6 lunghissimi anni.
Alla stazione non è andata per niente così bene. E le minacce, le costrizioni, sono continuate anche lì.

guccia ha detto...

Fini invece, che ci faceva in caserma a comandare le truppe? E' anticostituzionale.
I black blok come mai uscivano dalle caserme e dalle camionette della polizia?
Perché gli inermi sono quelli che sono stati massacrati di più?
Perché è stato caricato un corteo pacifico in una zona autorizzata sparando i lacrimogeni alla testa delle persone?
Perché chi è stato preso è tornato irriconoscibile dopo giorni in cui nemmeno i genitori sapevano più che fine avesse fatto?
Perchè l'Italia si è trasformata nel peggior ricordo del Cile de peggior periodo?
Perché è morto un ragazzo innocente?
Vorrei che qualcuno mi rispondesse perché in quei tre giorni io ho perso troppo.

Ed ha detto...

@zefirina: anch'io ho vissuto in maniera particolare quei momenti.
@guccia: promettevi già bene nel 2001 ;-) Ce ne sono ancora tanti perché a cui qualcuno prima o poi dovrà rispondere.

guccia ha detto...

ed faccio politica attiva dai 14, anno più, anno meno. Da dopo Genova faccio fatica. Anche se ero stanca e spaventata già prima.
Non si vedrà risposta, anche se io la verità ce l'ho tutta segnata sulla pelle e altri anche molto più di me.