venerdì 15 dicembre 2006

Rovesci

Sono passati otto mesi dalle elezioni politiche e siamo ancora a chiederci chi le ha vinte.
Deaglio realizza un documentario che ipotizza brogli da parte della Cdl e Berlusconi chiede il riconteggio dei voti.
Il centrosinistra le ha vinte per 24.000 voti circa e ho sentito un cretino dire che in democrazia non si può considerare una coalizione vincente per quel pugno di voti e se mai ne avessi avuto bisogno ho avuto la conferma che quell'uomo non ha una idea chiara di democrazia, perché in democrazia si vince anche per un solo voto, tanto per cominciare.
Il centrosinistra, stranamente, invece di chiedere subito, il giorno dopo, il riconteggio, se n'è stato zitto al punto che ho pensato che forse gli conveniva così. Mi dispiace, ma è quello che mi hanno indotto a pensare proprio i signori che ho votato con entusiasmo.
Il programma dell'Unione non l'ho neppure letto, mentre c'era gente che già il giorno dopo stava a discutere su questo e quel punto.
Qualcuno un po' più furbo e che mastica politica da anni (Francesco Forbino, tanto per dire) se non sbaglio aveva detto che i programmi sono carta straccia da marketing elettorale. Io che la politica l'ho masticata da dentro, ripeto, il programma non l'ho neppure letto.
Ho votato per il centrosinistra, ovviamente, essendo nato e cresciuto di sinistra, devo ammetterlo, più che altro per togliermi dalle palle facce come quelle di Fini, Bondi, Berlusconi e compagnia bella.
Però un po' di speranza l'avevo nell'armata brancaleone del centrosinistra. Speravo che quella voglia e quel bisogno di rinnovamento, di cambiamento, in qualche modo potesse verificarsi.
A tutt'oggi, da cittadino "normale" e disoccupato, non ho ancora visto un cambiamento tangibile, di quelli che vedi già al mattino quando vai a prendere il giornale, non di quelli che bisogna andare a cercare col lanternino.
E' uscita la bozza della Finanziaria e giù a discutere. Non mi sono neppure sforzato di leggerla, tanto sentivo come sarebbe finita.
Leggevo delle tasse sui Suv, leggevo che non ci sarebbero stati aumenti di tasse, leggevo che ci sarebbero stati i pacs e che si sarebbe preso ai ricchi per distribuire ai poveri.
I quotidiani sono arrivati anche a stravolgere le classi: a quella "media" appartenevano coloro che hanno un reddito di 45.000 euro l'anno.
Cavolo: allora i dipendenti che guadagnano 1.200 euro al mese a quale classe appartengono? E gli operai? Mah...
Anche i rettori hanno consigliato ai ministri di stare lontano dalle università.
C'è qualcosa che non quadra.
Poi la Finanziaria, piano piano, è cambiata: sono intervenuti il Papa e Montezemolo e ci siamo inchinati.
Non voglio andare oltre, ma c'è qualcosa che non va.
E va bene che non vedo più i ministri Fini e Tremonti, per dirne due a caso, ma da questa classe di governo sono profondamente deluso.
E non è che perché si è di sinistra ci si debba nascondere dietro un dito e difendere sempre e comunque questo Governo.
Sono arrivato alla conclusione che neppure con un cambio generazionale dei nostri politici cambierebbero le cose perché nelle sezioni, o nei club, i giovani non fanno altro, da cinquant'anni, che seguire le orme degli anziani, quindi, spiacente, non ho neppure molta fiducia in loro.
Se siamo al punto che forse ha vinto una coalizione, ma governa l'altra, allora l'unica soluzione è una sommossa popolare che rovesci il potere. Chiamatela come volete: colpo di stato, rivoluzione, non m'interessa. Credo solo che così cambierebbero davvero le cose, visto che gli attuali governanti non hanno abbastanza attributi e se ne stanno inchiodati alle loro poltrone.
Personalmente è da circa trent'anni che parlo, parlo, parlo, discuto e mi confronto e se questo è il risultato mi domando a cosa sono servite tutte le parole che ho fatto. Forse era meglio passare ai fatti già nei settanta e forse adesso è troppo tardi.
La mia non è istigazione: è semplice constatazione.
Colonna sonora: The End - The Doors -

2 commenti:

mario ha detto...

Caro Ed,
ti devi proprio essere rotto le palle
(Per quel poco che ti conosco) !
Andandomene in giro per Kilombo, trovo sempre più post di gente che paventa momenti di rottura.
Sarà che sotto la cenere cova un fuoco caldo ma indistinto?
Appartengo a quella generazione che un giorno se ne andò a Rimini e sentì un signore dire che l'organizzazione aveva esaurito il suo compito e che era stato un piacere (tal Adriano Sofri).Un sacco di gente tornò a casa e diventò rispettabile classe dirigente (tipo Mieli e Gad Lerner), altri furono appesi al chiodo dei loro sogni e finirono in galera, altri tornarono in fabbrica e furono presi a calci nel culo e licenziati.
Insomma un bel casino.E' passato il tempo.Le generazioni si sono succedute.Gli operai e quelli che come noi sbarcano il lunario quando c'è (da Gennaio sono disoccupato anch'io)fanno meno sogni, ma sono un tantino più incazzati perchè per loro lo scenario del futuro lo disegna tal Padoa, quello del come vivere e secondo quali regole morali tal Rutelli (quello che da giovane dormiva nel sacco a pelo ed usava il megafono). In compenso Bertinotti accoglie i caduti all'aeroporto, la Franca Rame vota un bilancio che aumenta le spese militari , Vernetti di LC diventa sottosegretario ed io non so a chi cazzo guardare per provare ad avere fiducia nel futuro di mio figlio.
P.S.
All'agenzia di viaggio ho trovato un volo per il Brasile a poco.

Ed ha detto...

Guarda Mario, io ormai non credo di poter prendere biglietti aerei, ma se mio figlio mi dicesse che vuole andare via, non lo ostacolerei di certo.
OT: Hai messo a posto il tuo blog? Lo sai che da giorni non si riesce a commentare?