domenica 27 agosto 2006

Black Merda

Quando a Detroit i chitarristi Anthony Hawkins e Charles Hawkins, insieme al bassista Veeseel Vleasey e al batterista Tyrone Hyte hanno formato un gruppo rock e l'hanno chiamato Black Merda, non pensavano alla nostra pupù.
Intendevano chiamarsi "Black Murder" (assassino nero) che con uno slang storpiato dava questo strano risultato.


Ovviamente erano tutti di colore con tanto funk nel sangue e molti li considerano un incrocio tra Jimi Hendrix e i Funkadelic.
Sono solo arrivati un momentino più tardi: il loro disco è del 1970 e varie enciclopedie specializzate non lo contemplano.Nell'era della psichedelia era raro trovare musicisti di colore e a parte qualcuno, Hendrix su tutti, gli altri avevano vita dura perché poco considerati dalla critica e da chi acquistava dischi.
Provenienti dalla città dei motori e dei rumori, la stessa dei più arrabbiati Stooges e MC5, i Black Merda amalgamavano il funk con il blues elettrico, ottenendo notevoli risultati che si possono ascoltare su questo album niente male.
"Prophet" e "Cynthy Ruth" ricorda molto certe cose delle Jimi Hendrix Experience; in "Think of me" c'è del blues; "Ashamed" è funky e "Over and Over" è un gran bel pezzo di oltre cinque minuti di rock blues puro. Le restanti sei tracce sono su un buon livello.
Per concludere: non fatevi suggestionare dal nome perché il disco è tutt'altro che "merda".

2 commenti:

velenero ha detto...

OT: bella la nuova testata!

Ed ha detto...

Grazie, Vele!