lunedì 27 dicembre 2010

Belpietro continua a sprizzare amore da tutti i pori

Oggi ho comprato Libero, incredibile ma verissimo!
La voglia mi è venuta quando ho letto che all'interno ci sono le migliori prime pagine originali del 2010, ma quello che non mi ha fatto rimpiangere di aver speso 1 euro e 20 è l'articolo di Maurizio Belpietro che tanto per finire l'anno in bellezza, diffonde ulteriore amore nei confronti di Gianfranco Fini.
E racconta due storie. Più che altro, da gran giornalista d'inchiesta, le riporta.
In una c'è un tizio, di cui Belpietro ha accertato identità e professione [non so, forse gli ha chiesto la carta d'identità] che gli ha raccontato quanto segue:
la vicenda è ambientata in provincia di BAT [di MAN non si hanno notizie e in verità, ecco i soldi spesi bene, non sapevo neppure dell'esistenza della provincia di Barletta, Andria e Trani]. Qui dovrebbe recarsi Fini nella prossima primavera e qualcuno avrebbe progettato "un brutto scherzo contro il presidente della Camera".
In pratica forse un attentato [peggio di quello subito dallo stesso Belpietro], così Fini, preventivamente, avrebbe pagato 200 mila euro a un "manovale della criminalità locale" per proteggerlo.
Ma non è mica finita qui.
Nel prezzo, stando a quanto dice la persona che ha fatto la soffiata a Belpietro, sarebbe compreso "il silenzio sui mandanti, ma anche l'impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicino a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul Presidente del Consiglio".
Cioè: uno mi fa un attentato, io mi paro il culo e in più lascio credere che a farmelo sia un balordo vicino a Berlusconi.
Quadra tutto meravigliosamente.
Stando sempre a quanto scrive Belpietro, il tizio che gli ha riferito la storia è uno "con tutti i venerdì a posto".
Forse è Belpietro che ha tutti gli altri giorni della settimana sfasati.
La seconda storia è a luci rosse e se volete potete fermarvi qui.
Ve la racconto con parole mie ché mi diverto di più.
Modena. Un tizio uguale in tutto e per tutto a Gianfranco Fini si sarebbe presentato a una professionista del sesso e le avrebbe dato mille euro per la prestazione. La battona [la chiamo così anche perché dice di essere nipote di un vecchio camerata] condisce il racconto con particolari piccanti [tipo, immagino, mentre lo facevano lui leggeva discorsi di Almirante].
"Perché mi sono deciso a scrivere delle due vicende?" si chiede il prossimo premio Pulitzer.
Boh..non lo so. Aspetta che ci penso e poi te lo dico.
Il paradosso è che tra le prime pagine "storiche" del 2010 c'è quella riguardante il cosiddetto attentato al fenomeno.
Lo hanno scoperto o no l'autore della farsa?
L'articolo è visibile qui.

domenica 12 dicembre 2010

L'Idv deve cambiare


Due deputati escono da IdV. Nella situazione attuale è fatto gravissimo. Ma assai più grave è che vadano a sostenere Berlusconi. Interessi personali, crisi di coscienza, opinioni diverse sono cose ammissibili in politica. Ma ora due eletti nel partito che più di tutti ha combattuto l'anomalia italiana ne diventano sostenitori nel momento più critico e rischiano perfino di essere decisivi nel conteggio dei voti. Fanno l'esatto contrario di ciò che hanno promesso ai loro elettori. Incrinano la credibilità del partito. Suggeriscono agli elettori che anche i colleghi restati al loro posto possono essere sospettati. Il loro comportamento da farsa grottesca pone una domanda che già ora gli elettori ci rivolgono: come fate a stare in un partito che ha eletto due tipi così?
La nostra risposta deve essere chiarissima. Non basta constatare l'enorme potenza corruttiva di Berlusconi, perché noi avevamo il dovere di essere insensibili alla corruzione. E' necessario ripensare e modificare i criteri con cui si costruisce il partito, dal territorio al parlamento.
Tesseramento, verifica dell'impegno degli iscritti, selezione dei militanti per gli impegni amministrativi e istituzionali, scelta della candidatura al Parlamento Italiano ed europeo; tutto deve essere ridiscusso. Fino a che una nuova legge elettorale non imporrà nelle mani dei cittadini il diritto di scelta, il nostro dovere è di trovare una via di valutazione collegiale dei candidati. Questa dovrà verificare la caratura individuale, la storia personale, le competenze, la capacità per giungere all formulazione di candidature che abbiano superato il vaglio dell'esame più severo.
Pancho Pardi - Senatore Italia dei Valori - il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2010


Aggiungo solo che ci vorrebbe una legge per impedire a un parlamentare di lasciare il partito in cui è stato eletto per passare a un altro e chiederei a Pardi di farsi un giro nel ponente ligure per vedere come funzionano le cose.
Infine, a mio parere, dovrebbero essere ridiscusse anche le candidature per tutte le altre elezioni amministrative.