martedì 23 marzo 2010

Lettere dal fronte [ma anche dal retro]



Lettera al Manifesto
Il prete ai fedeli: votate Polverini e in allegato "L'agghiacciante verità su Bonino"

Buongiorno, è stata mandata ieri da Don Stefano Tardani, rettore della chiesa di San Tommaso ai Cenci e fondatore dell'associazione "Amore familiare" una e-mail sia al mio indirizzo che a quello di mia moglie. Nel 2006 abbiamo deciso di sposarci in chiesa, e abbiamo partecipato a un corso prematrimoniale tenuto da questo sacerdote. Nella e-mail di don Tardani si fa esplicita propaganda politica:
"In coscienza, quanti credono nell'amore, nella vita, nella famiglia, non possono votare lo Schieramento avversario, che nega concretamente tali Principi (...) Inoltre, è da deplorare ogni forma di propaganda elettorale, spacciata come sostenitrice della visione cattolica, ma che tale non è. Anche l'ipotesi di astenersi dal voto, è una scelta inopportuna perché sono in ballo valori troppo alti ed è un momento molto critico in cui bisogna uscir fuori per difendere particolarmente i valori della vita e della famiglia, e fermare la disgregazione ormai già in atto da molti anni nel nostro paese. Per questo, si può essere convinti che nel Lazio è meglio votare l'attuale schieramento di Renata Polverini come nelle altre Regioni coloro che sostengono tali valori."
In allegato c'è anche una foto e un articolo dal titolo "L'agghiacciante verità su Emma Bonino" ad attestare la non cristianità e il disprezzo per la vita attribuiti alla Bonino stessa.

Il Manifesto pubblica anche le firme dei due coniugi.
Aggiungo solo che i preti stanno facendo passi avanti e mi congratulo con loro, una volte 'ste cazzate le dicevano nel confessionale, ora usano la internet.
Oggi ho ricevuto la lettera del Capo: "Caro Angelo..." ultrapersonalizzata!! Sarebbe stata ancora più bella se avesse continuato: "..so che ti stò sulle palle e che sei un anarcoinsurrezionalista bricconcello..." ma sarà per la prossima.
A smontare le cazzate che scrive ci ha pensato Dario Dal Mut, consigliere comunale dell'Idv nel mio comune.

lunedì 22 marzo 2010

"Debelleremo il cancro in tre anni"

Quando in rete ho letto questa frase pronunciata dal miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, nel suo delirio finale di sabato scorso in Piazza San Giovanni, non ci credevo.
Sono ancora uno di quelli che pensavano che a certi livelli non sarebbe mai sceso. Invece leggo su l'Unità di oggi: "Nei prossimi tre anni col mio governo vogliamo vincere anche il cancro che colpisce ogni anno 250.000 italiani e riguarda quasi due milioni di nostri concittadini".
A parte il fatto che l'Italia spende lo 0,1% del Pil per la ricerca sanitaria che nel frattempo ha subito tagli incredibili, qui si tratta di puro buon gusto.
Che il parolaio di Arcore promettesse un milione di posti di lavoro illudendo un bel po' di disoccupati che magari lo hanno pure votato; che avrebbe aumentato le pensioni illudendo un bel po' di casalinghe che continuano a prendere una miseria al mese e via dicendo, ci poteva anche stare.
Ma trovo disgustoso speculare e giocare sulla salute delle persone.
Probabilmente tra chi l'ha votato e chi lo voterà, ci sarà senz'altro qualcuno ammalato di cancro e il dramma è che questo qualcuno invece di sentirsi preso per il sedere, gli darà il voto convinto che forse sì, tra tre anni ce la farà.
Tra questi e il Capo non so chi mi fa più pena. Tutti gli altri hanno ancora il tempo di ragionare con la propria testa e di non andare a votare, o votargli contro, domenica e lunedì prossimi.
A questo punto mi domando quale sarà la prossima sparata del venditore di fumo. Mi sforzo, ma non riesco a immaginarmela anche perché quella di far sparire la nebbia in val padana ormai è obsoleta.
Potrebbe cercare di sconfiggere la nausea: farebbe felici milioni di italiani che soffrono il mal di mare, le donne in gravidanza e quelli che leggono o sentono, anche di sfuggita, le cavolate che spara tutti i giorni.